A pochi giorni dalle manifestazioni che si sono svolte per denunciare la situazione dei cereali, tra cui quella di Rovigo, Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) ha pubblicato il monitoraggio dei costi medi per il frumento. Ora con dati alla mano, sappiamo che produrre un quintale di grano duro per la pasta costa agli agricoltori del Centro Nord 30,3 euro (31,8 a quelli del Sud) ma al momento di venderlo se ne vedono pagare appena 28, finendo di fatto per lavorare in perdita.
“Si tratta di un passo avanti fondamentale per dare trasparenza e certezze nei confronti dei cerealicoltori – afferma il presidente di Coldiretti Veneto e Rovigo Carlo Salvan – e lo stabilisce un ente terzo come Ismea; questo è un primo tassello per impostare i futuri contratti di filiera. È l’inizio di un nuovo percorso, perché da oggi non si potrà più prescindere dai costi di produzione come riferimento minimo per garantire un prezzo equo e fermare le speculazioni che stanno strozzando le imprese agricole e salvaguarda i consumatori e il loro diritto a prodotti sani e locali”.
Coldiretti sottolinea, però, che i costi di produzione non possono essere però il prezzo: serve garantire un margine adeguato all’agricoltore, perché produrre sottocosto come sta avvenendo ora mette a rischio il futuro del Made in Italy. Sotto l’effetto delle manovre dei trafficanti di grano le quotazioni pagate agli agricoltori sono calate negli ultimi quattro anni tra il 35% e il 40%, mettendo a repentaglio le prossime semine e la tenuta economica delle aziende agricole, perché i ricavi non coprono più i costi di produzione.
Bene anche l’annuncio del Ministero dell’Agricoltura di 40 milioni da destinare ai contratti di filiera con aiuto de minimis di almeno 100 euro all’ettaro, che rappresentano oggi lo strumento più concreto per dare stabilità e reddito agli agricoltori, coinvolgendo anche il mondo dei pastai a cui viene garantito un credito d’imposta da 10milioni di euro. Grazie a questo strumento i produttori di grano potranno avere un ricavo di 40 euro al quintale, tra prezzo riconosciuto all’interno del contratto di filiera e contributi pubblici.
Il piano di Coldiretti chiede anche il blocco delle importazioni sleali di grano trattato con sostanze vietate in Europa, come il glifosate presente nel grano canadese “veleno” per le nostre tavole, garantendo la reciprocità delle regole e imponendo agli alimenti provenienti da Paesi terzi gli stessi standard richiesti agli agricoltori italiani ed europei. È fondamentale poi estendere a tutta l’Ue l’obbligo di indicare l’origine del grano sulla pasta, già in vigore in Italia, per garantire ai consumatori il diritto a una informazione trasparente su ciò che consumano. Al tempo stesso serve investire in ricerca, innovazione e transizione tecnologica anche con il supporto del Crea. Occorre poi un piano nazionale per i stoccaggi e infine serve una migliore gestione dell’acqua con un piano invasi anche in Veneto, dove sarà sempre più fondamentale la gestione della risorsa acqua per preservare la capacità produttiva della seconda regione d’Italia.
Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto
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Dal 10 al 12 ottobre 2025 Venezia tornerà ad accogliere “Saor, sapori e saperi veneziani in festa”, il festival diffuso che celebra il patrimonio gastronomico veneziano con lo sguardo rivolto al futuro: sostenibilità ambientale, inclusione alimentare, creatività e condivisione culturale.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Gianpaolo Bottacin (foto a sinistra), ha approvato una delibera con cui si aggiungono 890mila euro alla dotazione iniziale prevista al bando stufe 2024, portando così lo stanziamento a 6,9 milioni di euro complessivi. I contributi sono destinati alla rottamazione delle vecchie stufe e al conseguente acquisto di impianti termici domestici a combustione di biomassa legnosa di potenza nominale inferiore a 35 kW oppure di pompe di calore elettriche, anche in questo caso di potenza massima inferiore o uguale a 35 kW.
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Dal 27 settembre al 4 ottobre 2025 si terrà la terza edizione del “Festival dell’acqua” di Mirano (Venezia), organizzato dall’Amministrazione Comunale con la partecipazione di enti, associazioni e imprese del territorio: 7 giorni e 11 appuntamenti di approfondimento scientifico, culturale e di ri-scoperta del territorio. Un ricco programma che coinvolgerà la cittadinanza e che vedrà la partecipazione di esperti e studiosi del settore, enti di categoria regionali e professionisti, per una riflessione locale e globale sul significato e il senso dell’acqua, sulle cause e gli effetti della sua carenza e sulla sua importanza come risorsa (nella foto a sinistra, i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione).