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Blitz anti-Ogm a Pordenone, i pareri del governatore del Veneto Zaia e del ministro delle Politiche agricole Galan

Una settantina di aderenti ai gruppi ‘no blobal’ ha abbattuto ieri mattina un campo di mais di proprieta’ di Giorgio Fidenato, a Vivaro (Pordenone). E’ uno dei due campi di Fidenato che si presume geneticamente modificato. Il blitz e’ scattato poco dopo mezzogiorno. I giovani, tutti in tuta bianca, sono entrati nel campo e hanno calpestato le piantine radendole praticamente al suolo. Carabinieri e Polizia stanno ora identificando i partecipanti all’azione dimostrativa.

Il parere di Zaia: ripristinata la legalità. “Da quanto si apprende da fonti giornalistiche – ha commentato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia rispetto all’azione dei no blobal -, nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais Ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia senza che questo non inneschi le proteste, sacrosante, di tutti coloro che hanno a cuore la nostra agricoltura e la biodiversità, che ne è cardine fondamentale. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro Paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione.” “Da tempo – ha continuato Zaia – molte fonti annunciavano che nei campi friulani c’era una coltivazione Ogm. E, dunque, che si stava consumando un reato. Ecco perché continua a sorprendermi il grande clamore attorno al cosiddetto principio di legalità. Si sta parlando di Ogm, e dobbiamo prendere atto che molte fonti, fra cui gli stessi che avevano provveduto alla semina, dichiaravano distrutti quei campi, seminati invece tuttora con mais transgenico. Illegalità su illegalità, dunque.” “Ricordo che la provincia di Pordenone si trova in Italia – ha concluso Zaia -, e che la semina arbitraria del mais Ogm è illegale ovunque nel nostro Paese. Più volte, in queste settimane, avevo chiesto il ripristino della legalità alle autorità competenti, che avrebbero dovuto provvedere a distruggere quanto è vietato seminare. Ieri, al posto delle autorità, sono intervenuti alcuni ambientalisti che, con ogni probabilità, lo hanno fatto commettendo un atto discutibile. Ma sarebbe sbagliato confondere fatti e principi. L’esistenza di una semina illegale, che certamente avrebbe contaminato i campi vicini, andava condannata con fermezza. E, soprattutto, dovevano essere presi provvedimenti concreti a seguito della condanna, non lasciando tale responsabilità ad alcuni cittadini, i quali hanno compiuto un gesto criticabile la cui causa è però in capo alle istituzioni di uno Stato di diritto.” “In assenza di condanna e di atti conseguenti, si dovrebbe concludere che chi sapeva e non ha agito era correo in un evento certamente illegale. È comprensibile che quando un cittadino assiste a un reato voglia intervenire per impedirlo. Negarlo sarebbe come dire che non si dovrebbe muovere un dito mentre vediamo compiere una rapina in banca.”

Il parere di Galan: “squadristi”. Opposto il parere di Giancarlo Galan, che con Zaia si è scambiato la poltrona di Ministro delle politiche agricole: «Si è trattato di un’azione squadristica della peggior specie, da condannare in ogni senso. Ogni cittadino italiano, soprattutto in casi del genere, è tenuto a rispettare leggi e regole proprie di ogni civile convivenza».

(Fonte Ansa/Regione Veneto)

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