• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Nasce la prima polizza digitale per la tutela delle api

Con l’arrivo della primavera e la ripresa dell’attività di bottinatura, le api tornano protagoniste nei campi e negli ecosistemi, segnando l’avvio di una nuova stagione produttiva per l’apicoltura e per l’agricoltura. È in questo scenario che prende forma la prima polizza digitale dedicata alle api, un’innovazione che punta a rafforzare la protezione di un asset strategico per il settore apistico, l’agricoltura e la biodiversità.

Le api non sono solo insetti fondamentali per l’ambiente: rappresentano un pilastro essenziale per la sopravvivenza degli ecosistemi e della stessa specie umana. Dalla loro attività di impollinazione dipendono la biodiversità, la produzione agricola e l’equilibrio della catena alimentare globale. La loro tutela e quella degli apicoltori che le allevano è quindi una priorità strategica, non solo ambientale ma anche economica. In questo contesto nasce la prima polizza digitale dedicata all’apicoltura, sviluppata da Co.Di.Pr.A. in collaborazione con Agriduemila Hub Innovation e Melixa. Un’innovazione che segna un cambio di paradigma nella gestione del rischio per il settore, introducendo strumenti tecnologici avanzati per una protezione più efficace e puntuale.

L’apicoltura, infatti, rappresenta una fonte di reddito per molte aziende agricole, fortemente esposta alla variabilità climatica e ambientale. Per questo si è resa necessaria un’evoluzione delle tradizionali coperture assicurative, in grado di rispondere con maggiore precisione alle nuove sfide del settore. Elemento chiave della nuova polizza è l’integrazione dell’arnia digitale sviluppata da Melixa, dotata di tecnologia brevettata “contavoli”: il primo sensore al mondo capace di rilevare e quantificare con precisione i flussi in entrata e uscita delle api dall’arnia, fornendo dati oggettivi e in tempo reale sull’attività quotidiana.

Già da inizio campagna la polizza ha riscosso un notevole interesse tra gli addetti ai lavori tanto da riuscire a tutelare otre 100 milioni di api che saranno ospitate in 1.500 arnie su tutto il territorio della provincia di Trento. “Le api sono sentinelle del cambiamento climatico. Monitorarle significa proteggere l’ecosistema, la biodiversità e, in ultima analisi, l’attività umana. Con la tecnologia Melixa puntiamo a migliorare l’efficienza degli apicoltori e a garantire una maggiore qualità ambientale”, afferma Alessandro Zorer, Ad di Melixa. Proprio per raccontare la nuova tecnologia e il collegamento con la sostenibilità e con la filiera di produzione del latte e dei suoi derivati è in programma per il prossimo 20 maggio a Canal San Bovo un evento promosso nell’ambito dell’iniziativa “Le api sentinelle della Valle del Vanoi”

Accanto alla componente tecnologica, un ruolo centrale è svolto dall’integrazione tra innovazione e sistema agricolo. “Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la digitalizzazione possa generare valore per l’intera filiera agricola. Mettere insieme dati, ricerca e strumenti assicurativi significa offrire agli apicoltori soluzioni più evolute, capaci di accompagnarli in un contesto sempre più complesso e incerto”, dichiara Andrea Berti, Ad di Agriduemila Hub Innovation.

L’integrazione dei dati raccolti dalle arnie digitali consente di rendere la polizza più accurata e personalizzata. “In un contesto climatico sempre più incerto, è fondamentale innovare i sistemi di gestione del rischio. Il nostro obiettivo è fornire agli apicoltori strumenti sempre più efficaci per affrontare la variabilità degli eventi”, sottolinea Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A.

Sulla stessa linea anche il direttore Marica Sartori: “l’aggiornamento della polizza era necessario per valorizzare dati sempre più precisi e personalizzati. Grazie ai sistemi Melixa, ogni apiario può essere monitorato in modo puntuale, integrando dati meteorologici e di attività in un’unica piattaforma accessibile. Infatti, i nostri associati che hanno sottoscritto l’innovativa polizza, hanno la possibilità di monitorare in tempo reale i propri apiari attraverso il Portale del Socio/CRM, dove possono controllare lo stato di salute della propria colonia di api, oltre alla produzione giornaliera di miele”.

La nuova polizza prevede l’installazione del sistema Melixa negli apiari al fine di raccogliere i dati durante tutto il periodo di volo delle api. Questi dati saranno analizzati da enti scientifici accreditati per correlare le condizioni climatiche con la produzione di miele, insieme ai dati meteorologici ufficiali. Inoltre, i dati raccolti saranno la base per lo sviluppo di un indice ambientale che vedrà proprio le api diventare vere e proprie sentinelle dell’ambiente. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale di Co.Di.Pr.A. http://www.codipra.it

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

Qualità dell’aria: nuovo bando Regione Veneto da 5 milioni per rottamazione veicoli. Tra le novità, contributo aperto anche al noleggio e a “chilometri zero”. Richieste dal 27 maggio al 3 settembre 2026

Photo by Khunkorn Laowisit on Pexels.com
Un piano d’azione concreto che unisce tutela ambientale e supporto alla crescita delle imprese. Su proposta dell’assessore all’Ambiente Elisa Venturini, la Giunta regionale del Veneto ha approvato il nuovo “Bando rottamazione veicoli 2026”. Con uno stanziamento di 5 milioni di euro, la Regione punta ad accelerare il ricambio dei mezzi aziendali obsoleti e più inquinanti a favore di tecnologie a basso impatto. Le imprese interessate potranno presentare la manifestazione d’interesse online a partire dalle ore 10:00 del 27 maggio 2026 fino al 3 settembre 2026. I contributi sono differenziati in base alle emissioni del nuovo veicolo e possono arrivare fino a 20.000 euro, con premialità per le aziende situate nei Comuni che hanno adottato ordinanze per il miglioramento dell’aria nel 2025.

Le novità. L'edizione 2026 introduce novità sostanziali studiate per intercettare le reali necessità del mercato e delle piccole e medie imprese. "Abbiamo evoluto lo strumento per renderlo più flessibile", spiega l’assessore Venturini. "Per la prima volta, il contributo regionale non sarà limitato al solo acquisto, ma sosterrà anche le imprese che scelgono il noleggio a lungo termine o il leasing. Inoltre, abbiamo aperto alla possibilità di acquistare veicoli a 'chilometri zero', ampliando notevolmente le opzioni a disposizione degli imprenditori per modernizzare le proprie flotte con costi contenuti".

"Questo bando è una parte significativa della nostra strategia per l’aria: ogni mezzo rottamato riduce le emissioni di polveri sottili e ossidi di azoto, tutelando la salute dei veneti," prosegue Venturini. "Il fatto che i monitoraggi degli ultimi anni mostrino un trend delle concentrazioni di PM10 in costante miglioramento in tutto il Veneto dimostra che la strategia adottata dalla Regione è corretta. Gli incentivi funzionano e stanno portando risultati tangibili che dobbiamo ora consolidare".

Sinergia con il sistema camerale. Per garantire che le risorse stanziate si trasformino in benefici reali per le aziende, la Regione ha siglato un accordo di collaborazione con Unioncamere Veneto. "Voglio ringraziare il presidente Antonio Santocono per questa partnership," dichiara l’asessore. "La sinergia con Unioncamere e con la Camera di Commercio è determinante: la loro competenza tecnologica e la capillarità sul territorio sono gli strumenti che permettono alle aziende di usufruire agevolmente di questi fondi, superando le barriere burocratiche. È solo grazie a questa collaborazione operativa che possiamo assicurare l'efficacia della misura e, di conseguenza, un impatto positivo sulla qualità dell'aria".

Fonte: servizio stampa Regione Veneto/assessorato all'Ambiente

Presentata a Trecenta (Rovigo) l’offerta scolastica del territorio, tra cui quella degli Istituti per l’agricoltura, l’ambiente e l’artigianato

(di Antonio Verni, giornalista socio Argav). Un soleggiato primaverile pomeriggio ha fatto da quinta alla presentazione dell’offerta scolastica degli istituti Liceo artistico ‘Bruno Munari’ di Castelmassa, Istituto professionale di Stato per l’industria e l’artigianato ‘Enzo Bari’ di Badia Polesine, Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente ‘M. e T. Bellini’ di Trecenta. In mostra vari modelli di abiti, numerose piantine coltivate in serra, vari trattori, dai primordi della meccanizzazione in agricoltura ai giganteschi John Deere e Fiat dell’età moderna, macchine dotate di ogni confort. Un momento è stato dedicato anche alla ristorazione e un angolo alla presentazione della nuova disciplina, micorizzazione delle piante e coltivazione dei tartufi. L’intero polo scolastico copre le esigenze di oltre 700 allievi suddivisi in 32 classi.

Il Liceo artistico ‘Munari’ rappresenta l’evoluzione dello storico Istituto d’arte di Castelmassa, fondato nel 1890. Oggi offre due indirizzi, le Arti figurative e il Design moda. L’Ipsia forma gli allievi soprattutto nella manutenzione e assistenza tecnica di piccoli sistemi e impianti. Chi lo frequenta, solitamente trova lavoro dopo pochi mesi dall’aver superato l’esame di Stato.

L’ ‘M. e T, Bellini’ merita un discorso a parte in quanto è dotato di convitto, un campus residenziale per ragazzi e ragazze che permette il pernottamento di alcune degli allievi e delle allieve dell’intero polo scolastico. “Obiettivo fondamentale della strategia formativa dell’Istituzione – precisano i dirigenti scolastici – è infatti l’integrazione con il territorio per rispondere in modo sempre più qualificato alle sue esigenze professionali e per creare figure in grado di interpretare con preparazione e flessibilità a ciò che il mercato richiede”.

Per coloro che volessero approfondire il discorso della meccanizzazione in agricoltura, una visita al Museo-Collezione di trattori Landini di Aiello del Friuli, un borgo di poco più di 2.000 abitanti in provincia di Udine, sarebbe quanto mai opportuna. Difatti Remo Baldassi, fondatore del museo, ha realizzato il sogno di esporre numerose macchine agricole Landini, trattori che hanno segnato la storia dell’agricoltura meccanizzata. In mostra una cinquantina di pezzi, funzionanti e tenuti con cura, assieme ad attrezzi, utensili e manifesti di un’epoca che fu. Un mondo che esprime un certo fascino non soltanto per gli appassionati. Di questi precursori della meccanizzazione agraria, il più piccolo ‘testa calda’ fu il Landini ‘L 25’ (in foto). Aveva 25 cavalli.

 

Padova celebra lo “stile italiano” tra Italia, Slovenia e Croazia

(di Nadia Donato, consigliere Argav). Si e' svolta martedi' 12 maggio scorso al Caffe' Pedrocchi di Padova, davanti ad una platea di giornalisti e comunicatori, la presentazione del progetto "Stile Italiano nel Nordest europeo tra Veneto, Slovenia e Croazia", rete che coinvolge 185 imprese di questi territori, attive in molti settori, dal turismo ai servizi, dall'agroalimentare all'innovazione. Stile italiano e' una piattaforma che valorizza aziende, professionisti, artigiani e nuove attivita' con strumenti moderni. 

Il 12 maggio e' una data molto significativa per il Veneto: nell'anno 1797 finisce ufficialmente la Repubblica di Venezia, detta Serenissima, ma corrisponde anche al 20° anniversario del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, guidato da Nela Srsen, nato nel 2006 per valorizzare imprese, territorio e identita' italiana, attraverso una rete moderna capace di creare opportunita' tra le due sponde dell'Adriatico.

Presenti, oltre al presidente della giunta esecutiva dell'Unione Italiana Marin Corva, che ha aperto l'incontro sottolineando come "Stile Italiano" rappresenti un progetto concreto per la valorizzazione di imprese, territorio e identità italiana attraverso una rete moderna capace di creare nuove opportunità tra le due sponde dell''Adriatico, Nela Srsen, console onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, che ha ricordato il lungo e impegnativo percorso della Croazia verso l'integrazione europea e il ruolo della nostra regione legata da storici rapporti culturali, economici e umanitari.

E' stata l'occasione per presentare il "Gelato delle Dolomiti": Alberto Pierobon di Creative Menu' ne ha descritto la qualita' e la genuinita' che nascono dalla scelta accurata delle materie prime e dalla maestria dei gelatieri delle Dolomiti, che hanno diffuso questo fresco e gradito alimento. "Il gelato ha il potere di "scacciare" i brutti pensieri - ha detto Pierobon -, porta spensieratezza. Questo gelato esiste da oltre 200 anni; e' un alimento semplice, fatto di pochi ingredienti, adatto a tutti. La capacita' dei bellunesi e' stata quella di diffondere il gelato in tutto il mondo".

E' stato poi presentato in anteprima "Biscu", un biscotto al tiramisu' nato dalla sapiente creatività' della Biscotteria Veneziana Carmelina, dell'isola di Burano, che da sempre con i propri dolci interpreta con stile uno dei dolci simbolo dell'Italia. Un biscotto elegante, con note di cacao, caffe' e vaniglia.

Nel corso della conferenza Raffaele Ambruoso, Ad dell'aereoporto Nicelli del Lido di Venezia, ha rilanciato il progetto dei collegamenti in idrovolante tra le due sponde dell'Adriatico, per il recupero della storica tradizione nata a Lussino all'inizio del Novecento con le prime rotte tra Venezia, Trieste e la costa orientale dell'Adriatico.

Il coordinatore di Europa Adriatica Nordest, Vittorio Baroni, ha infine ricordato il percorso sviluppato dopo l'intesa firmata nel 2023 al Teatro la Fenice di Venezia e la successiva Carta di Fiume: "L'Adriatico merita di essere vissuto sempre piu' come ponte tra comunita', economie e culture".

Cansiglio Bike Day: il 24 maggio una giornata su due ruote nel cuore del Pian Cansiglio

Torna uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti della bicicletta e della natura: il Cansiglio Bike Day. Domenica 24 maggio il suggestivo altopiano del Pian Cansiglio, al confine tra le province di Treviso e Belluno, si trasformerà in un grande spazio dedicato alla mobilità sostenibile, allo sport e alla scoperta del territorio, offrendo un’esperienza unica immersi nei paesaggi incontaminati della foresta del Cansiglio. L’evento, organizzato dall’Associazione di Promozione Turistica Alpago Cansiglio aps e Veneto Agricoltura, ha l’obiettivo di promuovere uno stile di vita sano, incentivare il turismo sostenibile e valorizzare le bellezze del Pian Cansiglio.

L’iniziativa è aperta a tutti: famiglie, appassionati, sportivi e semplici curiosi potranno vivere una giornata all’aria aperta in totale sicurezza. Quest’anno ci saranno percorsi anche per i più piccini, infatti, è stato aggiunto il Brevettino del Pian Cansiglio per avvicinare i piccoli a questo sport rispettando la natura. I percorsi, adatti a diversi livelli di preparazione, consentiranno di attraversare uno dei contesti naturalistici più affascinanti del Nord Italia, tra faggete secolari, radure e panorami mozzafiato.

«Il Cansiglio Bike Day rappresenta un’occasione speciale per riscoprire il territorio in modo lento e rispettoso dell’ambiente», dichiarano gli organizzatori. «Invitiamo tutti a partecipare per condividere una giornata all’insegna dello sport, della natura e della convivialità». Per la partecipazione è richiesta l’iscrizione da effettuare al sito http://www.keepsporting.com. L’iscrizione dà diritto alla copertura assicurativa, al pacco gara e al lunch. Si raccomanda l’uso del casco e il rispetto delle norme di sicurezza. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sul programma è possibile consultare i canali ufficiali dell’evento: http://www.alpagocansiglio.eu – Facebook ed Instagram @cansigliobikeday

Fonte: servizio stampa Cansiglio Bike Day

23 maggio, a Mestre (Venezia) il corso di formazione giornalisti dal tema “Come informare sul futuro: non bisogna fare di tutte le onde un fascio-Debunking su campi elettromagnetici, biosfera ed agricoltura”

Sabato 23 maggio, dalle ore 9 alle ore 13, nella sala Lux Giovanni Paolo II della Parrocchia SS. Gervasio Protasio, piazza Carpenedo, Mestre (Venezia), si svolgerà il corso di formazione giornalisti “Come informare sul futuro: non bisogna fare di tutte le onde un fascio- Debunking su campi elettromagnetici, biosfera ed agricoltura”, organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav (iscrizione piattaforma formazione giornalisti).

L’argomento trattato. Gli organismi viventi evolvono all’interno di un ambiente pervaso da campi elettromagnetici, che possono influenzare processi cellulari, fisiologici e sistemici. L’agricoltura di precisione, ad esempio, impiega tecnologie basate su segnali elettromagnetici per il monitoraggio di suolo e colture, integrando sensoristica e modelli predittivi. E’ importante quindi sapere come tali campi interagiscano con la biosfera, così come i meccanismi biologici e biochimici, con cui le piante percepiscono e rispondono a stimoli elettromagnetici naturali ed artificiali. Obbiettivo del corso è insegnare a distinguere tra correlazioni osservate, causalità dimostrata ed ipotesi ancora da verificare. Nel contesto agricolo, la sensibilità ai campi geomagnetici viene esaminata dal punto di vista della fisiologia vegetale: germinazione, crescita, ritmi biologici e risposta allo stress rappresentano possibili ambiti di interazione; contestualmente, l’elettrocultura in aree rurali solleva interrogativi su salute ambientale e sostenibilità. Il corso insegnerà ad integrare dati sperimentali, evidenze cliniche e conoscenze biologiche, promuovendo una valutazione equilibrata dei rischi e delle opportunità, rafforzando il rigore metodologico e la chiarezza dell’informazione per evitare derive speculative.

Programma. Ore 9:00 “La storia dei rapporti della mente umana con ciò che la scienza ha dimostrato che esiste ma che non si vede, né si percepisce”, Riccardo Panigada, giornalista scientifico, consigliere Argav; ore 10:00 “Gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul corpo umano”, Laura Masiero, architetto, ricercatrice, presidente di APPLE (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog); ore 11:00 “Campi elettromagnetici: come funzionano davvero e loro future applicazioni”, Riccardo Gatti, ricercatore fisico-matematico, fondatore di Wide3; ore 12:00 “Interazioni elettromagnetiche nei sistemi biologici, implicazioni fisiologiche su piante ed ecosistemi”, Igor Lamberti, medico e biologo. Coordina: Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

23 maggio, dalle 21 alle 24 l’Ecomuseo della Paglia fa rivivere nel centro storico di Crosara di Marostica (Vicenza) gli antichi mestieri

In occasione della “Notte europea dei musei”, in programma sabato 23 maggio, l’associazione culturale Terra e Vita, che gestisce l’Ecomuseo della Paglia a Crosara di Marostica (Vicenza), visitato dai soci Argav nell’agosto del 2023, farà tornare il centro storico della cittadina indietro nel tempo.

Per festeggiare i 25 anni dalla nascita, il piccolo ma delizioso museo “uscirà” infatti dalle sue stanze per farsi scena viva con 50 figuranti de “Le Arti per Via” che, dalle 21 alle 24, daranno vita all’evento “Quando la strada diventa Museo e il Museo diventa spettacolo”, con la rievocazione di antichi mestieri e arti rurali (in caso di maltempo l’evento sarà annullato). 

Fonte: Associazione culturale Terra e Vita

Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi

Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore. I risultati sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi lo scorso 8 maggio nella Basilica Palladiana di Vicenza, e durante la quale il Consorzio tutela formaggio Asiago ha annunciato la proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio, affidando alla tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo” il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma; Mauro Rosati, direttore Generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita; Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia; Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente Confindustria Alberghi e Antonio Auricchio, presidente AFIDOP - Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.
 
Produzione e prezzi. Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme complessive di Asiago DOP, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 M€, aumentato del 16,6%. L’Asiago Fresco, con 1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati. Sul fronte dei prezzi, l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 €/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57 €/kg, segnando un +4,38%.
 
Consumi
. Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato la migliore combinazione di incremento fra i formaggi DOP duri e semiduri del 2025: +4% a volume e +11,3% a valore. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9%  a volume e del +2,6% a valore. In particolare, la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.
 
Il Consorzio tutela formaggio Asiago ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche l’adozione della certificazione volontaria MADE GREEN IN ITALY del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione.
In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali, il Consorzio di tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa. È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area DACH, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.

Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l'export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 M€, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%. “I positivi risultati del 2025 - ha affermato il presidente del Consorzio tutela formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni - sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l'intero areale di produzione”.

A raccogliere questa sfida è la proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso. Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda "Ecosistema DOP 2040: territorio, talenti, turismo". “Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare - ha affermato Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia in apertura - con 57 denominazioni DOP e un valore delle esportazioni che supera l'80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l'Asiago DOP rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto”.

Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese Sapienza Università di Roma, ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo DOP Economy insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle DO c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040”. A conferma del percorso intrapreso, Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita ha ribadito come “i dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere DOP e IGP. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.
 
Il lavoro, però è solo all’inizio. Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente di Confindustria Alberghi non ha dubbi: “i Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall'industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l'ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori DOP e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l'identità territoriale in un'esperienza coerente sui mercati internazionali”.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Mestre-Venezia. 15-17 maggio: il Festival del Tramezzino (TraMe) ai blocchi di partenza

E' iniziato il fine settimana del TraMe Festival 2026, l'evento tutto mestrino e veneziano, giunto alla seconda edizione, dedicato al tramezzino, in programma da oggi, venerdì 15 a domenica 17 maggio. Molti i bar di Venezia, Mestre e Marghera che si sfideranno per aggiudicarsi il premio per il miglior tramezzino innovativo dell'anno. I cittadini interessati, nelle giornate di venerdì (dalle 12:00 alle 19:00) e sabato (dalle 12:00 alle 15:00), potranno degustare e assegnare la loro preferenza ai tramezzini in concorso assaggiando 1/2 tramezzino al prezzo agevolato di 1 euro.

I locali partecipanti sono: Venezia - Da Lollo, Filovia, Motondoso; Boresso; Cupido. Mestre: El Fritoin; Hanky Panky; Perla; Serena; Caffè Commercio; Mela Verde; Babel; Ca di Mat. Marghera: Bottazzo.

Ma c'é anche l’opportunità di fare parte della Confraternita del Tramezzino, come Renzo Michieletto, vicepresidente Argav, attraverso  l'acquisto online del coupon TraMe2026 (costo 10 euro) che consentirà di assaggiare un tramezzino intero in ogni bar, avere la shopper in tela TraMe, il diritto a uno sconto del 20% sui laboratori pubblicizzati nel sito della Confraternita (www.confraternitadeltramezzino.it), previo avviso sulla mail degli iscritti, estensione dell'orario di degustazione del sabato dalle 12 alle 19,00.

Domenica 17 maggio, presso il Polo Nautico di San Giuliano a Mestre, che si affaccia sulla laguna, si svolgerà il gran finale del Festival. Oltre alle degustazioni dei tramezzini concorrenti, accompagnate da spritz e cocktail preparati dal Maestro Cerimoniere della Confraternita del Tramezzino, Roberto Pellegrini, bartender di fama internazionale, sono in programma le premiazioni e la consegna dei riconoscimenti ai vincitori da parte del Gran Maestro della Confraternita, Andrea Crescente, e degli sponsor di TraMe Festival 2026. Si inizia alle ore 10:30 con la presentazione del Festival; seguirà alle ore 11:00 la premiazione del concorso per studenti, svoltosi nei giorni scorsi presso l'Istituto Alberghiero Barbarigo di Venezia, con l'assegnazione del “Premio Pan Piuma”; alle ore 11:30 sarà assegnato il “Premio TraMe 2026” riservato ai non professionisti che si sono sfidati in un concorso ad hoc svoltosi sempre al Barbarigo; alle ore 12:00 sarà annunciato e premiato il vincitore del “Premio Adriano Anzanello” per professionisti, ovvero il tramezer che secondo la giuria tecnica ha realizzato il tramezzino innovativo più interessante a cui si aggiungerà’ il riconoscimento per il tramezzino migliore votato dal pubblico. Infine, dalle 12,30 alle 13,00 è in programma la degustazione dei tramezzini in concorso e un brindisi con spritz e aperitivi vari. Info su Instagram: #trame_festival

16 maggio 2026, lo “Stravedo” va in scena in Cansiglio: la questione idrica vicina come non l’abbiamo mai vista

Il sistema idrico in Veneto, nell’attuale contesto segnato da cambiamenti climatici e consumi d’acqua non ottimali, presenta diverse criticità, che spesso percepiamo come ininfluenti, ma soltanto perché non le guardiamo da vicino. 

Per questo, Veneto Agricoltura, insieme a La Fabbrica del Mondo, aprirà in Cansiglio un dialogo sull’argomento, che fungerà da lente d’ingrandimento necessaria per il settore primario. Sabato 16 maggio, dalle ore 10, la foresta bellunese ospiterà infatti il primo Stravedo del 2026, evento socio-culturale (a ingresso gratuito) erede del momento che inaugurava ogni tappa dello spettacolo campestre Mar de Molada: un colloquio tra l’autore Marco Paolini e il mondo scientifico per avvicinare agli occhi del pubblico, rendendole comprensibili nell’immediato, le conseguenze delle trasformazioni idriche e geologiche in Veneto, solo apparentemente lontane.

Così, in Cansiglio, agricoltori, allevatori e cittadini, affronteranno il tema del corretto utilizzo dell’acqua nel territorio regionale, con particolare riferimento al comparto agricolo e forestale, facendone emergere le fragilità e approfondendo lo stato attuale dei lavori volti a favorirlo. Non un convegno, nemmeno una conferenza, bensì un dialogo in montagna, snodato su tre differenti percorsi immersi nella natura, con chi si confronta quotidianamente con la questione idrica.

A moderare gli incontri ci saranno giornalisti ed esperti scientifici del settore, prima della fase di restituzione pomeridiana sui prati che circondano l’Hangar del Cansiglio: il conduttore radiofonico Massimo Cirri rimetterà in circolo spunti, numeri e contraddizioni emerse nei percorsi e, su questo materiale, Marco Paolini, Andrea Pennacchi e i Fratelli Dalla Via daranno forma, con un’incursione teatrale, ai concetti affiorati. In questo modo, proprio come le montagne dietro alla laguna veneziana nei giorni di “stravedamento”, particolare fenomeno ottico che, in condizioni di insolita limpidezza, rende visibili le Alpi da Venezia, la gestione sostenibile delle risorse idriche ci apparirà per quello che è davvero: non una questione lontana, avvolta dalla foschia, ma un’urgenza vicina, perfettamente nitida all’orizzonte.
Maggiori informazioni sull’evento e iscrizioni a questo link

Fonte testo e foto: servizio stampa Veneto Agricoltura