Entra nella fase conclusiva il piano della Regione del Veneto per la riqualificazione ambientale dei cosiddetti “siti orfani”, aree contaminate in cui il responsabile dell’inquinamento non è individuabile e pertanto è il comune che deve provvedere alla bonifica. Grazie ai fondi del PNRR, un investimento di oltre 31 milioni di euro sta permettendo di far progredire il risanamento di nove aree critiche distribuite su otto comuni del territorio regionale.
“Il nostro obiettivo primario – dichiara l’assessore all’Ambiente Elisa Venturini – è sanare ferite aperte nel territorio che per troppo tempo sono rimaste in attesa di una soluzione. Bonificare un ‘sito orfano’ non è solo un atto tecnico, ma un dovere verso i cittadini: significa trasformare zone degradate e potenzialmente pericolose in spazi sicuri, riducendo al contempo l’occupazione di terreno e favorendo il risanamento urbano. “La Regione, – continua l’assessore – ha assunto con convinzione il ruolo di regia in questa operazione. “Siamo al fianco dei Comuni per fornire supporto tecnico, amministrativo e di monitoraggio, garantendo che ogni risorsa sia utilizzata al meglio. Restituire queste aree alla collettività, eliminando le minacce per l’ambiente, rappresenta una priorità assoluta per la qualità della vita nelle nostre province”.
I cantieri: gli interventi sul territorio. Il piano d’azione prevede operazioni specifiche per ogni area, mirate a rimuovere le fonti di inquinamento e ripristinare la sicurezza del suolo:
Area Veneziana e Bacino Scolante: Venezia (Forte Marghera): Un grande progetto di pulizia e rimozione dei terreni contaminati per rendere fruibili ai cittadini ben 75.000 mq di area verde e storica.Venezia (Ex Cave Casarin): Completamento della bonifica dei terreni di questa ex area estrattiva per eliminare ogni residuo inquinante. Spinea (Ex discarica via Luneo): Intervento finale per la messa in sicurezza permanente dell’area, isolando i vecchi rifiuti dall’ambiente circostante. Cavallino Treporti (Ex stazione travaso): Pulizia profonda del terreno e rimozione dei materiali inquinanti dove un tempo avveniva il carico/scarico dei rifiuti.
Province di Padova, Verona, Rovigo e Vicenza: San Martino di Lupari (PD): Bonifica dell’area di un vecchio distributore di carburanti in via La Marmora, con la pulizia della terra circostante. Isola Rizza (VR) (Ex Cava Bastiello): Un imponente intervento di oltre 7,5 milioni di euro per completare la bonifica totale del sito. Adria (RO) (Ex discarica SOCEIC): Messa in sicurezza della vecchia discarica con sistemi di isolamento a protezione delle falde acquifere. Sarego (VI): Analisi dettagliate e pulizia dei terreni per restituire sicurezza ambientale a un sito precedentemente compromesso. Portogruaro (VE) (Ex Perfosfati): Intervento di messa in sicurezza dell’area industriale per bloccare la diffusione di sostanze nocive.
Il cronoprogramma e le previsioni tecniche. Secondo le previsioni della struttura tecnica regionale, l’avanzamento dei lavori e la costante collaborazione con il Ministero permetteranno di rispettare i traguardi fissati. Gli uffici regionali stimano infatti di raggiungere l’obiettivo della riqualificazione di almeno il 70% della superficie complessiva dei siti entro il termine del 30 giugno 2026. Per accelerare le operazioni, la Giunta ha già approvato il nuovo schema di Accordo di Programma che stabilisce un’anticipazione dei finanziamenti pari al 30%, consentendo ai Comuni, individuati come soggetti attuatori esterni, di procedere speditamente con le fasi operative.
Fonte: servizio stampa Regione Veneto
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