“Padova climate action week” (11-19 aprile) è un evento ispirato alla “London Climate Action Week”, punto di riferimento internazionale, che riunisce organizzazioni, istituzioni, imprese e cittadini per promuovere azioni concrete a favore della sostenibilità e della transizione ecologica. L’evento mira a dimostrare che la transizione climatica richiede il coinvolgimento di tutti. Solo mobilitando l’intera società si possono raggiungere obiettivi concreti di decarbonizzazione e costruire una comunità più forte e resiliente di fronte alle sfide future.
Le tematiche trattate nel corso della settimana padovana sono: città e adattamento, mobilità sostenibile e trasporti, energia e decarbonizzazione dell’industria. Tra i diversi appuntamenti in programma, due sono moderati da giornalisti Argav.
Il primo, che si tiene martedì 14 aprile dalle ore 11 alle ore 13 alla Golena San Massimo (via San Massimo 137), è organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Scienze Polari (Venezia) ed è dedicato a “Venezia: onde di cambiamento”; moderato da Sara Zanferrari (comitato scientifico Argav), riguarda la laguna di Venezia , ecosistema unico e fragile dove natura, acqua e attività umane convivono da secoli. Oggi, i cambiamenti climatici e le pressioni antropiche stanno trasformando profondamente questo equilibrio. In questo incontro, studiosi, ecologi e giornalisti scientifici (Alvise Benetazzo, oceanografo – CNR, Istituti di Scienze Marine, Michele Boato, ecologo, premio Argav 2019, Silvia Rova, ecologa, CSRCC Venezia, Marco Boscolo, giornalista scientifico, FACTA) guideranno i presenti attraverso i fenomeni che interessano la laguna, spiegando con parole chiare e dati concreti: come vivono e si trasformano gli ecosistemi lagunari, il ruolo delle acque e dei sedimenti nella morfologia e nella salute della laguna, gli impatti del clima e dell’uomo su Venezia e le sue comunità (partecipazione a ingresso libero).
Mercoledì 15 Aprile, alle ore 11.00, in sala Impastato di Banca Etica (via Tommaseo 7) a Padova, si svolgerà invece l’incontro moderato da Fabrizio Stelluto, presidente Argav e organizzato da WWF “Il clima non aspetta: biocarburanti, la falsa alternativa al petrolio”, sempre nell’ambito della “Settimana delle azioni per il clima”. Affrontare la crisi climatica e l’inquinamento atmosferico è, infatti, la sfida più urgente per i nostri territori, con una priorità assoluta per la Pianura Padana. La necessità di trovare alternative concrete ai combustibili fossili non è solo una priorità ambientale, ma un imperativo per la tutela della salute di tutte e tutti. Per questo è fondamentale nel dibattito sulla transizione energetica, distinguere tra soluzioni sostenibili da false scorciatoie. Focus dell’incontro sarà l’analisi critica dei biocarburanti, spesso promossi come la risposta definitiva per la decarbonizzazione di tutti i trasporti, in particolare della mobilità su ruote. Si metterà in luce come questa visione possa rappresentare un’illusione rischiosa. I dati scientifici evidenziano infatti che la stragrande maggioranza dei biocarburanti oggi sul mercato, derivando da colture agricole intensive, offre benefici minimi — e talvolta nulli — in termini di riduzione delle emissioni complessive. Le monocolture, sia in Italia che all’estero, rappresenterebbero inoltre un grave problema ambientale, anche per l’uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi. L’elettrificazione resta la via maestra per mobilità a zero emissioni locali. All’incontro, , parteciperanno: ore 11.00 Carmelo Motta, Delegato Veneto WWF Italia (saluti iniziali); Ore 11.10 Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima Energia WWF Italia. Introduzione dei lavori: ore 11.20 Luca Zagolin, Unita Organizzativa Qualità dell’Aria ARPA Veneto, “Quadro generale sulla situazione dell’inquinamento atmosferico in Veneto”; ore 11.50 Carlo Tritto, Transport & Environment, “I limiti dei biocarburanti per la decarbonizzazione della mobilità su ruota”; ore 12.15 Domenico Gaudioso, Greenhouse Gas Management Institute Italia, “L’impatto dei biocarburanti sulla crisi climatica, sull’inquinamento atmosferico e sul suolo agricolo”; ore 12.40 Massimiliano Varriale, WWF Italia, “I vantaggi della transizione trainata da un nuovo modello energetico”; ore 13.00 Mariagrazia Midulla, responsabile Clima Energia WWF Italia. Conclusioni.
Fonte: servizio stampa Padova Climate action week (anche foto in alto)/CNR-Istituto di Scienze Polari/WWF
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Uno dei filoni più significativi della parte di ricerca del progetto, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, riguarda il carpione del Garda (Salmo carpio), specie ittica endemica e a rischio di estinzione, ma al contempo di elevato pregio e interesse alimentare. I ricercatori FEM stanno approfondendo gli aspetti biologici e genetici della specie e sviluppando protocolli di allevamento standardizzati, accompagnati da sistemi di caratterizzazione genetica e tracciabilità. L’obiettivo è rendere possibile una produzione controllata che risponda al mercato senza aumentare la pressione sulla popolazione selvatica, mantenendo ben distinta la dimensione produttiva da quella di conservazione della specie.
Un altro ambito chiave è la qualità delle acque. FEM utilizza un approccio multidisciplinare che integra metodi tradizionali con tecniche innovative basate sul DNA ambientale (eDNA) per analizzare biodiversità e stato ecologico dei corsi d’acqua collegati agli impianti di troticoltura. Questi studi permettono di valutare gli impatti, verificare l’efficacia delle misure di mitigazione e mettere a punto strumenti utili anche per sistemi di monitoraggio e certificazione ambientale. Grande attenzione è dedicata anche all’acquacoltura di precisione. Attraverso l’analisi dei dati storici degli allevamenti, modelli predittivi e tecniche di “machine vision” applicate a immagini e video raccolti in vasca, è possibile contribuire allo sviluppo di strumenti per migliorare l’alimentazione, il benessere animale e la gestione dei cicli produttivi. Una strada che punta ad aumentare l’efficienza e ridurre sprechi e impatti ambientali.
La Regione del Veneto rinnova il suo impegno per la sostenibilità ambientale fissando le coordinate della Giornata ecologica regionale 2026. Su proposta dell’assessore all’Ambiente Elisa Venturini, relatrice del provvedimento, la Giunta ha approvato la data dell’evento, il tema portante e lo stanziamento di 100.000 euro destinato a finanziare progetti di sensibilizzazione su tutto il territorio.
“I dati del report Mal’Aria 2026 fotografano, per il Veneto, una situazione incoraggiante: nessun trionfalismo ma la conferma che il 2025 è stato uno degli anni più positivi dell’ultimo periodo per la qualità dell’aria nelle nostre città. La stessa Legambiente, nel suo report, sottolinea che “i territori più esposti all’inquinamento atmosferico, stanno mostrando i primi segnali concreti di miglioramento grazie agli sforzi dei territori degli ultimi anni”.
Venerdì 27 marzo, dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti organizzato da Org Veneto in collaborazione con Argav dedicato al tema: “Alterazione degli habitat naturali e nuove migrazioni, raccontare correttamente la fauna selvatica ai tempi dei cambiamenti climatici”. Iscrizioni corso entro il 24 marzo sulla piattaforma formazionegiornalisti.it (2 crediti).
Da ieri sera (12 marzo 2026) e per alcune notti, i principali impianti idraulici lungo tutta la Penisola si illumineranno con le luci del tricolore. A promuovere l’iniziativa è stata l’ANBI – l’Associazione Nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue – attraverso l’azione locale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul ruolo della risorsa idrica per l’ambiente e l’economia e rilanciare la funzione della bonifica e delle infrastrutture idrauliche per la sicurezza del territorio e il rilancio del settore primario.
(di Giancarlo Orsingher, giornalista socio Argav). Cinque aree protette della Valsugana prese in custodia da altrettante scuole. E’ questo in sintesi il contenuto del progetto “Adotta una riserva” proposto a inizio anno scolastico dalla Rete di Riserve del fiume Brenta alle scuole medie della Bassa Valsugana e che ha visto l’adesione di tutti i plessi: la Riserva locale delle Mesole è stata quindi “adottata” dalla scuola di Castel Ivano e le Riserve naturali provinciali di Fontanazzo dalla scuola di Grigno e quella del Laghetto di Sella dalla scuola di Borgo. Nel secondo quadrimestre sarà la volta della Palude di Roncegno per la scuola di Roncegno Terme e della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Torcegno per la scuola media di Telve.
Giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche organizza la ventiduesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, dedicate al tema Healthscapes. Il paesaggio, il senso contemporaneo della cura e l’equivoco del benessere, e curate da Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Iuav di Venezia, e Simonetta Zanon, responsabile ricerche e progetti sul paesaggio della Fondazione Benetton.
C’è tempo fino a stasera per iscriversi al corso di formazione “Caso Pfas, inquinamento e acqua potabile”, che si svolgerà a Vicenza (Viacqua, viale dell’Industria 23) venerdì 27 febbraio dalle 9 alle 12 ed è organizzato dal gruppo di specializzazione “ITP-Italian Travel Press” in collaborazione con Argav, l’ Istituto “Nicolò Rezzara”, Viacqua e Unaga (Unione Naz. Ass. Giornalisti Agricoli). Le iscrizioni al corso, devono avvenire prioritariamente attraverso la piattaforma