“I consorzi di bonifica sono contrari a qualunque contrapposizione tra fiume e territori: è necessario evitare che rigide applicazioni del Deflusso Ecologico mettano in crisi la rete idraulica secondaria, dunque, gran parte del territorio regionale. Diminuire in maniera drastica le derivazioni dei canali per aumentare le portate nei fiumi, avrebbe impatto drammatico su agricoltura, ambiente e paesaggio. La risorsa che scorre nella rete minore consente una produzione agricola pari a 8 miliardi di euro e circa 640 milioni di euro di servizi ecosistemici”. A lanciare l’allarme è Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, l’associazione dei Consorzi di Bonifica.
Il tema è il Deflusso Ecologico (DE), espressione che, secondo la definizione prevista nella Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), rappresenta il “volume d’acqua utile affinché l’ecosistema acquatico continui a prosperare e a fornire i servizi necessari”. Dal 1° gennaio 2027 sostituirà il Deflusso Minimo Vitale (DMV) che indica il valore di una portata minima necessario alla salvaguardia delle caratteristiche idrologiche dei fiumi. Il DE pertanto rappresenta un’evoluzione del DMV perché agli obiettivi idrologici affianca obiettivi ambientali. Il principio, in linea generale, è condivisibile. Tuttavia, lasciare più acqua nel fiume significa ridurre, talvolta in maniera drastica, le portate della rete secondaria, con effetti ecosistemici potenzialmente critici.
Il convegno nazionale, tenutosi in occasione di Fieragricola a Veronafiere, dal titolo, “Dal diritto all’acqua alla governance del territorio. Il deflusso ecologico come chiave di coesione tra istituzioni, consorzi e agricoltori”, promosso da ANBI, ANBI Veneto ed Edagricole e stato aperto dal presidente del Veneto Alberto Stefani, collocandosi in apertura di un 2026 che rappresenta l’ultimo anno di studi e sperimentazioni per la definizione del Deflusso Ecologico, che entrerà in vigore nel 2027. La norma riguarda tutta Italia ma in modo particolare il Veneto, terra solcata da numerosi fiumi ai quali fa riferimento una rete idrografica minore che innerva capillarmente il territorio. Si tratta di fiumi spesso di carattere torrentizio, con regimi molto diversi dai fiumi di Nord Europa che ispirano la direttiva. Piave e Brenta, per esempio, per rientrare nei parametri del Deflusso Ecologico dovranno veder aumentata la propria portata in maniera sensibile e per far questo sarà necessario diminuire, in certi casi azzerare, le derivazioni dei canali artificiali.
Nei tavoli istituiti presso le Autorità di Bacino Distrettuale i Consorzi di Bonifica sostengono l’adozione del “Flusso GEP” (Good Ecological Potential, Potenziale Ecologico Buono): un regime idrologico coerente con il raggiungimento della Direttiva Quadro Acque nei corpi idrici fortemente modificati o artificiali, considerando una condizione vicina alla migliore approssimazione del continnum ecologico.
Fonte: servizio stampa ANBI Veneto
Filed under: Ambiente | Tagged: Anbi Veneto, Deflusso ecoologico | Leave a comment »
A dicembre 2025 si è insediata a Venezia la nuova Giunta regionale guidata dal presidente Alberto Stefani. Tra gli assessori di nuova nomina, evidenziamo coloro che seguiranno le tematiche da noi trattate, agricoltura (Dario Bond) e ambiente (Elisa Venturini).
Torna anche per il 2026 il sostegno della Regione del Veneto a chi sceglie la mobilità sostenibile. Si tratta di una misura che si inserisce nelle linee d’azione previste dal Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera (Prtra), che individua nel potenziamento del trasporto pubblico uno dei pilastri fondamentali per l’abbattimento delle emissioni inquinanti nei nostri centri urbani.
L’anno idrologico, periodo che va da ottobre e settembre dell’anno successivo, dopo un’estate piovosa, è iniziato in Veneto con il forte segno meno: -37% di piogge ad ottobre e a novembre.

Secondo una relazione pubblicata lo scorso 26 novembre dalla Corte dei conti europea, molti Stati membri dell’UE fanno fatica a raggiungere i valori-obiettivo di riutilizzo e di riciclo dei rifiuti urbani. A causa di vincoli finanziari e di debolezze nei rispettivi piani di gestione dei rifiuti, troppo spesso smaltiscono i rifiuti nelle discariche. La Corte ha constatato che l’attuale mercato del riciclo è in difficoltà, la raccolta differenziata rimane in certi casi a un livello molto basso e le tariffe addebitate ai cittadini non coprono necessariamente tutti i costi di gestione dei rifiuti.
Un approccio complessivo alla progettazione idraulica che riconosca nei corsi d’acqua la loro natura di elementi di connessione tra campagne e città appare sempre più fondamentale in epoca di cambiamenti climatici, dove i fenomeni estremi si manifestano sottoforma di periodi siccitosi e nubifragi capaci di riverberarsi su territori vasti anche quando si abbattano su aree molto circoscritte.
Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo ha ottenuto un finanziamento dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) destinato all’installazione di nove misuratori di portata presso altrettante fonti di prelievo idrico ad uso irriguo. L’assegnazione è avvenuta in seguito all’approvazione del Decreto DISR I n. 358623 del 01/08/2025 del Ministero, che ha messo a disposizione complessivamente oltre 2,6 milioni di euro per finanziare interventi su almeno 61 fonti di prelievo idrico con concessione pari o superiore a 100 l/s. Il Consorzio Adige Euganeo è rientrato tra i 14 enti partecipanti al bando che hanno ricevuto l’assegnazione delle risorse.
La Provincia autonoma di Trento ha presentato la quarta edizione del “Premio Giulio Andreolli – Fare paesaggio” una selezione di azioni che si distinguono per sostenere la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio nel territorio della Convenzione delle Alpi. Quella di Giulio Andreolli, ingegnere, architetto, e paesaggista, è stata una delle voci più autorevoli nel dibattito che in Trentino ha portato alla crescita e al consolidamento di una nuova cultura del paesaggio.