Padova celebra lo “stile italiano” tra Italia, Slovenia e Croazia

(di Nadia Donato, consigliere Argav). Si e' svolta martedi' 12 maggio scorso al Caffe' Pedrocchi di Padova, davanti ad una platea di giornalisti e comunicatori, la presentazione del progetto "Stile Italiano nel Nordest europeo tra Veneto, Slovenia e Croazia", rete che coinvolge 185 imprese di questi territori, attive in molti settori, dal turismo ai servizi, dall'agroalimentare all'innovazione. Stile italiano e' una piattaforma che valorizza aziende, professionisti, artigiani e nuove attivita' con strumenti moderni. 

Il 12 maggio e' una data molto significativa per il Veneto: nell'anno 1797 finisce ufficialmente la Repubblica di Venezia, detta Serenissima, ma corrisponde anche al 20° anniversario del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, guidato da Nela Srsen, nato nel 2006 per valorizzare imprese, territorio e identita' italiana, attraverso una rete moderna capace di creare opportunita' tra le due sponde dell'Adriatico.

Presenti, oltre al presidente della giunta esecutiva dell'Unione Italiana Marin Corva, che ha aperto l'incontro sottolineando come "Stile Italiano" rappresenti un progetto concreto per la valorizzazione di imprese, territorio e identità italiana attraverso una rete moderna capace di creare nuove opportunità tra le due sponde dell''Adriatico, Nela Srsen, console onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, che ha ricordato il lungo e impegnativo percorso della Croazia verso l'integrazione europea e il ruolo della nostra regione legata da storici rapporti culturali, economici e umanitari.

E' stata l'occasione per presentare il "Gelato delle Dolomiti": Alberto Pierobon di Creative Menu' ne ha descritto la qualita' e la genuinita' che nascono dalla scelta accurata delle materie prime e dalla maestria dei gelatieri delle Dolomiti, che hanno diffuso questo fresco e gradito alimento. "Il gelato ha il potere di "scacciare" i brutti pensieri - ha detto Pierobon -, porta spensieratezza. Questo gelato esiste da oltre 200 anni; e' un alimento semplice, fatto di pochi ingredienti, adatto a tutti. La capacita' dei bellunesi e' stata quella di diffondere il gelato in tutto il mondo".

E' stato poi presentato in anteprima "Biscu", un biscotto al tiramisu' nato dalla sapiente creatività' della Biscotteria Veneziana Carmelina, dell'isola di Burano, che da sempre con i propri dolci interpreta con stile uno dei dolci simbolo dell'Italia. Un biscotto elegante, con note di cacao, caffe' e vaniglia.

Nel corso della conferenza Raffaele Ambruoso, Ad dell'aereoporto Nicelli del Lido di Venezia, ha rilanciato il progetto dei collegamenti in idrovolante tra le due sponde dell'Adriatico, per il recupero della storica tradizione nata a Lussino all'inizio del Novecento con le prime rotte tra Venezia, Trieste e la costa orientale dell'Adriatico.

Il coordinatore di Europa Adriatica Nordest, Vittorio Baroni, ha infine ricordato il percorso sviluppato dopo l'intesa firmata nel 2023 al Teatro la Fenice di Venezia e la successiva Carta di Fiume: "L'Adriatico merita di essere vissuto sempre piu' come ponte tra comunita', economie e culture".

Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi

Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore. I risultati sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi lo scorso 8 maggio nella Basilica Palladiana di Vicenza, e durante la quale il Consorzio tutela formaggio Asiago ha annunciato la proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio, affidando alla tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo” il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma; Mauro Rosati, direttore Generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita; Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia; Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente Confindustria Alberghi e Antonio Auricchio, presidente AFIDOP - Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.
 
Produzione e prezzi. Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme complessive di Asiago DOP, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 M€, aumentato del 16,6%. L’Asiago Fresco, con 1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati. Sul fronte dei prezzi, l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 €/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57 €/kg, segnando un +4,38%.
 
Consumi
. Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato la migliore combinazione di incremento fra i formaggi DOP duri e semiduri del 2025: +4% a volume e +11,3% a valore. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9%  a volume e del +2,6% a valore. In particolare, la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.
 
Il Consorzio tutela formaggio Asiago ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche l’adozione della certificazione volontaria MADE GREEN IN ITALY del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione.
In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali, il Consorzio di tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa. È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area DACH, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.

Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l'export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 M€, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%. “I positivi risultati del 2025 - ha affermato il presidente del Consorzio tutela formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni - sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l'intero areale di produzione”.

A raccogliere questa sfida è la proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso. Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda "Ecosistema DOP 2040: territorio, talenti, turismo". “Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare - ha affermato Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia in apertura - con 57 denominazioni DOP e un valore delle esportazioni che supera l'80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l'Asiago DOP rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto”.

Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese Sapienza Università di Roma, ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo DOP Economy insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle DO c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040”. A conferma del percorso intrapreso, Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita ha ribadito come “i dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere DOP e IGP. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.
 
Il lavoro, però è solo all’inizio. Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente di Confindustria Alberghi non ha dubbi: “i Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall'industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l'ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori DOP e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l'identità territoriale in un'esperienza coerente sui mercati internazionali”.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Mestre-Venezia. 15-17 maggio: il Festival del Tramezzino (TraMe) ai blocchi di partenza

E' iniziato il fine settimana del TraMe Festival 2026, l'evento tutto mestrino e veneziano, giunto alla seconda edizione, dedicato al tramezzino, in programma da oggi, venerdì 15 a domenica 17 maggio. Molti i bar di Venezia, Mestre e Marghera che si sfideranno per aggiudicarsi il premio per il miglior tramezzino innovativo dell'anno. I cittadini interessati, nelle giornate di venerdì (dalle 12:00 alle 19:00) e sabato (dalle 12:00 alle 15:00), potranno degustare e assegnare la loro preferenza ai tramezzini in concorso assaggiando 1/2 tramezzino al prezzo agevolato di 1 euro.

I locali partecipanti sono: Venezia - Da Lollo, Filovia, Motondoso; Boresso; Cupido. Mestre: El Fritoin; Hanky Panky; Perla; Serena; Caffè Commercio; Mela Verde; Babel; Ca di Mat. Marghera: Bottazzo.

Ma c'é anche l’opportunità di fare parte della Confraternita del Tramezzino, come Renzo Michieletto, vicepresidente Argav, attraverso  l'acquisto online del coupon TraMe2026 (costo 10 euro) che consentirà di assaggiare un tramezzino intero in ogni bar, avere la shopper in tela TraMe, il diritto a uno sconto del 20% sui laboratori pubblicizzati nel sito della Confraternita (www.confraternitadeltramezzino.it), previo avviso sulla mail degli iscritti, estensione dell'orario di degustazione del sabato dalle 12 alle 19,00.

Domenica 17 maggio, presso il Polo Nautico di San Giuliano a Mestre, che si affaccia sulla laguna, si svolgerà il gran finale del Festival. Oltre alle degustazioni dei tramezzini concorrenti, accompagnate da spritz e cocktail preparati dal Maestro Cerimoniere della Confraternita del Tramezzino, Roberto Pellegrini, bartender di fama internazionale, sono in programma le premiazioni e la consegna dei riconoscimenti ai vincitori da parte del Gran Maestro della Confraternita, Andrea Crescente, e degli sponsor di TraMe Festival 2026. Si inizia alle ore 10:30 con la presentazione del Festival; seguirà alle ore 11:00 la premiazione del concorso per studenti, svoltosi nei giorni scorsi presso l'Istituto Alberghiero Barbarigo di Venezia, con l'assegnazione del “Premio Pan Piuma”; alle ore 11:30 sarà assegnato il “Premio TraMe 2026” riservato ai non professionisti che si sono sfidati in un concorso ad hoc svoltosi sempre al Barbarigo; alle ore 12:00 sarà annunciato e premiato il vincitore del “Premio Adriano Anzanello” per professionisti, ovvero il tramezer che secondo la giuria tecnica ha realizzato il tramezzino innovativo più interessante a cui si aggiungerà’ il riconoscimento per il tramezzino migliore votato dal pubblico. Infine, dalle 12,30 alle 13,00 è in programma la degustazione dei tramezzini in concorso e un brindisi con spritz e aperitivi vari. Info su Instagram: #trame_festival

5 maggio, in attesa del Festival (15-17 maggio), il tramezzino di Mestre (Venezia) si racconta al Circolo della Vela a San Giuliano. Ricavato della serata a favore del Polo Nautico danneggiato da atti vandalici

Oggi, martedì 5 maggio, alle ore 18:30, nel Circolo della Vela di San Giuliano a Mestre (Venezia), è in programma una serata speciale organizzata da Punta San Giuliano Eventi in collaborazione con le diverse associazioni della vela e del remo del Polo Nautico mestrino. L’incontro sarà dedicato al tramezzino di Mestre e Venezia e all’ormai imminente Festival del Tramezzino (seconda edizione), in programma a Mestre nei giorni 15, 16 e 17 maggio prossimo.

All’evento interverranno Paola Brunello, in rappresentanza del Polo Nautico, Andrea Crescente, Gran Maestro della Confraternita del Tramezzino, e Roberto Pellegrini, Maestro Cerimoniere della stessa Confraternita, nonché bartender di fama internazionale. Sarà questa un’interessante occasione per conoscere la storia del tramezzino di Mestre, nato in un bar di Piazza Ferretto nei primi anni ’70 del secolo scorso, rapidamente affermatosi anche a Venezia e nei bar dei comuni della cintura urbana, e oggi conosciuto anche fuori regione e non solo. Inoltre, si parlerà anche dei drink che hanno accompagnato il successo del tramezzino “alla maniera di Mestre”, a partire dallo spritz, il bicchiere di spuma, l’arancino e il birrino.

Al termine dell’incontro, a cui si può accedere gratuitamente fino ad esaurimento dei posti in sala, è prevista una degustazione di tramezzini e drink al costo di 13,00 euro. Il ricavato servirà a riparare i danni causati dai recenti atti vandalici che hanno colpito le strutture del Polo Nautico. Partecipare a questa interessante iniziativa significa dunque dare anche un segnale concreto di vicinanza e solidarietà alla comunità remiera e velica mestrina.

Fonte: servizio stampa Festival del tramezzino di Mestre Venezia

Codevigo (Padova) celebra l’asparago di Conche: avviata la De.Co. per valorizzare un’eccellenza del territorio. E fino al 10 maggio, nei fine settimana spazio alla Festa dell’Asparago

Lo scorso 29 aprile l’assessore al Turismo e Commercio di Codevigo (Padova) ha annunciato l’avvio della De.Co. (Denominazione Comunale) per l’asparago di Conche di Codevigo. L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo per  l’Amministrazione Comunale, che ha scelto di investire sulla qualità e sull’identità locale attraverso la tutela e la promozione dell’asparago coltivato nella frazione di Conche e nel territorio circostante, apprezzato da anni per le sue eccellenti caratteristiche organolettiche nelle due varianti, bianca e verde. Il prodotto nasce ai margini della laguna sud ricco di suggestioni paesaggistiche, percorsi naturalistici e ambienti di grande fascino. Un contesto dove l’agricoltura di qualità si unisce a un patrimonio ambientale fatto di casoni, percorsi arginali piste ciclopedonali e itinerari ideali per un turismo lento e sostenibile. E fino al 10 maggio, nei fine settimana l’appetitoso ortaggio sarà celebrato anche nella tradizionale Festa dell’Asparago, arrivata alla 36esima edizione.

Tra i presenti all’evento, anche il consigliere Vincenzo Gottardo per la provincia di Padova e l’assessore regionale Elisa Venturini, oltre che presidenti e dirigenti delle associazioni degli agricoltori, dei commercianti e del mondo del turismo. Il Sindaco del comune di Codevigo Ettore Lazzaro ha affermato che: “la De.Co. non è solo il riconoscimento di una produzione di qualità, ma una scelta concreta che mette al centro identità, ambiente ed economia locale. Codevigo può contare su un patrimonio straordinario, in particolare nell’area della Laguna Sud e della Valle Millecampi, sito UNESCO, luoghi di grande valore naturalistico che devono diventare il fulcro delle nostre politiche di sviluppo sostenibile. Tutelare queste eccellenze e promuovere le produzioni tipiche significa creare nuove opportunità per il territorio. Per questo stiamo lavorando in sinergia con istituzioni e realtà del comprensorio, insieme a Provincia e Regione, per rafforzare la capacità di attrarre risorse, investimenti e nuove occasioni di crescita. L’obiettivo è chiaro: sostenere le imprese locali, migliorare i servizi, qualificare l’offerta turistica e programmare interventi strutturali che guardino al futuro”.“Codevigo possiede straordinarie potenzialità turistiche – ha sottolineato Alessandra Crocco – grazie a luoghi suggestivi e identitari del nostro territorio, come i Casoni della Fogolana, la spiaggia della Boschettona, i percorsi arginali e gli ambienti naturali che rendono questa zona ideale per chi cerca esperienze autentiche e turismo lento. I casoni della nostra area rappresentano inoltre la storia, la cultura e le tradizioni della campagna veneta, custodendo la memoria di un legame profondo tra uomo, acqua e territorio. Senza dimenticare la presenza del Museo della Bonifica di Santa Margherita, testimonianza preziosa del lavoro e della trasformazione agricola di queste terre, e dell’Oasi naturalistica di fitodepurazione di Ca’ di Mezzo, realtà di grande interesse ambientale e paesaggistico. A tutto questo si aggiungono i ristoranti e i locali capaci di proporre piatti del territorio di grande qualità”.

Importante anche il contributo del mondo agricolo. Claudio Ferro, presidente della Cooperativa Ca.po., ha evidenziato il valore concreto del riconoscimento.“La De.Co. è uno strumento importante perché dà visibilità al lavoro degli agricoltori e rafforza la percezione della qualità dei nostri prodotti. E’ un valore aggiunto al nostro territorio a tutto interesse per il territorio stesso. Da questo terreno una volta paludoso e poi bonificato, l’asparago verde e bianco ha trovato l’habitat ideale. È un segnale positivo per tutta la filiera”. Soddisfazione è stata espressa anche da Marco Gallerino, presidente del Gruppo culturale e ricreativo di Conche, realtà che da anni organizza la Festa dell’Asparago. “La Festa dell’Asparago di Conche nasce nel 1982 e nel tempo è cresciuta ogni anno. Siamo alla 36a edizione e costituisce una festa per tutta la comunità; una festa che attira più di 15 mila persone ogni anno a degustare i nostri asparagi. Questa manifestazione è cresciuta nel tempo grazie all’impegno di tanti volontari, siamo in oltre 150. Sapere che oggi l’asparago riceve un riconoscimento ufficiale comunale significa dare ancora più forza a una festa che rappresenta l’orgoglio della nostra comunità”.

Al termine dell’incontro, i ristoratori del territorio hanno presentato ricette a base di asparago, interpretando con creatività il prodotto locale. Accanto alle nuove proposte gastronomiche non sono mancati i grandi classici della tradizione preparati dai promotori della festa: il pasticcio agli asparagi e il celebre risotto agli asparagi, da sempre protagonisti della rassegna. Al termine della serata, il Comune di Codevigo ha consegnato ai titolari dei ristoranti aderenti un attestato di partecipazione, quale riconoscimento per l’impegno dimostrato nella valorizzazione della cucina locale.

Fonte: servizio stampa Comune di Codevigo

Bilancio, la Regione Veneto semplifica gestione impianti a fune e dà nuovi fondi ad agricoltura e pesca

“A quasi 20 anni dalla legge 21/2008, finalmente consentiamo agli operatori degli impianti a fune di sostituire le fideiussioni dovute alle Province con un versamento più sostenibile e proporzionato, liberando liquidità da reinvestire nello sviluppo, nella sicurezza e nell’innovazione degli impianti”. L’assessore alla montagna Dario Bond annuncia un’importante decisione, inserita nel Bilancio regionale appena approvato, che riguarda l’impiantistica a fune e per l’innevamento. Di fatto, sarà Veneto Innovazione a gestire il Fondo di rotazione in cui i gestori degli impianti verseranno le fideiussioni a garanzia del ripristino dei luoghi in caso di dismissione delle infrastrutture, liberando così risorse per gli investimenti.

“Con questo intervento rendiamo finalmente più efficiente e moderno il sistema di garanzie legato agli impianti di risalita e di innevamento. Fino ad oggi, infatti – ha spiegato Bond -, gli impiantisti erano tenuti a sottoscrivere fideiussioni anche di importi molto elevati – in alcuni casi pari a diversi milioni di euro – per garantire il ripristino dei luoghi in caso di dismissione degli impianti. Risorse importanti che rimanevano bloccate presso le Province, e quindi non disponibili per nuovi investimenti. Ora, con la semplificazione e il rafforzamento del Fondo in capo a Veneto Innovazione, gli impiantisti verseranno le quote fideiussorie direttamente a questo strumento, liberando risorse utili a nuovi investimenti”.

Per quanto riguarda l’agricoltura, il Bilancio regionale finanzia importanti interventi: oltre al nuovo Fondo per la montagna da 1 milione di euro e ai 30 per i LEA nelle terre alte, sono previsti 3.900.000 euro a favore dei Consorzi di bonifica per il ristoro dei danni e gli aumentati costi dei carburanti; 2.555.000 euro per la pesca e l’acquacoltura (vivificazione delle lagune e dei corsi d’acqua interni, di cui 185.000 per il Cogevo e 100.000 per la problematica del siluro nel Garda); 1.200.000 euro per il miglioramento genetico delle razze animali; 600.000 euro per la problematica dello zuccherificio di Pontelongo e i coltivatori di bietola; 1.115.000 euro per i ristori dei danni da fauna selvatica; 410.000 euro per i CRAS; 500.000 euro per l’eradicazione della nutria; 880.000 euro per la lotta alle fitopatie; 1.300.000 euro per gli interventi nell’ambito del Tavolo avversità pesca ed acquacoltura.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto/assessorato all’Agricoltura

10 aprile, Italia Zootecnica organizza a Padova una tavola rotonda per discutere di credito e servizi alle imprese agricole in tempo di crisi

AOP Italia Zootecnica, l’associazione che associa il 90% delle Organizzazioni Produttori di carni bovine, riunisce domani, venerdì 10 aprile, dalle ore 9.30, all’Hotel Crowne Plaza di Padova, i vertici di AGEA, ISMEA e AVEPA, per affrontare un tema sempre di attualità: credito e servizi alle imprese.

Sembra incredibile, ma le materie prime necessarie alla zootecnia bovina da carne hanno raddoppiato il costo e il mercato fatica a riconoscerlo, perché anche i consumatori fanno i conti con la spesa ed escono dai supermercati con il carrello sempre più vuoto. Tanto per citare un esempio, il costo di approvvigionamento dei ristalli destinati all’ingrasso, a gennaio 2022, appena usciti dal Covid, si attestava mediamente su €. 2,74 al Kg., oggi quel bovino acquistato in Francia, che ha oltre 3.900.000 vacche nutrici, contro le nostre 360.000, in diminuzione, costa €. 5,60 al Kg. Per effetto delle guerre in corso, il costo del gasolio è raddoppiato e le aziende agricole, per stare al passo con i tempi, devono investire e, di conseguenza, utilizzare sempre più linee di credito, condizionato dalle norme stringenti decise a Bruxelles.

Di questi argomenti ne parleranno in una tavola rotonda, moderata dalla responsabile marketing del Consorzio Sigillo Italiano, Elisa Bagordo, il direttore generale di AGEA, Fabio Vitale, il direttore dell’Organismo Pagatore di AGEA, Salvatore Carfì, il direttore generale di ISMEA, Sergio Marchi, il Commissario di AVEPA Fabrizio Stella, il Coordinatore Agricoltura di Credit Agricole Italia, Emanuele Fontana. Ad aprire i lavori del convegno sarà il presidente della 9^ Commissione del Senato, Luca De Carlo. Previste anche due comunicazioni su tecnologie e innovazioni in agricoltura, con Marco Vidale dell’azienda Sergio Bassan e Valentina Comastri dell’azienda Agertech. La chiusura dei lavori, in rappresentanza degli allevatori, verrà effettuata dal presidente dell’AOP Italia Zootecnica Alessandro De Rocco.

Il convegno potrà essere seguito in diretta streaming YouTube collegandosi al link: https://youtube.com/live/cEt_7wUSJbk
Per porre domande ai relatori, il pubblico in sala e da casa, potrà utilizzare la messaggistica WhatsApp, inviando le domande al numero di cellulare 335 7513456. Al termine del convegno verrà preparata la battuta di carne al coltello di “Scottona allevata ai cereali”, certificata dal Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e comunicata ai consumatori con il marchio collettivo del Consorzio Sigillo Italiano.

Fonte: servizio stampa AOP Italia Zootecnica

Cittadella (Padova). A Formaggio in Villa (17-19 aprile 2026), l’Asiago Dop racconta la propria versatilità attraverso la filiera, gli abbinamenti internazionali e la mixology. Anteprima il 7 aprile con il talk “L’Asiago ci mette la faccia”

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove la contemporaneità dell’Asiago Dop a Formaggio in Villa, rassegna nazionale dedicata all’eccellenza del mondo caseario, in programma dal 17 al 20 aprile a Cittadella (Padova), con un racconto fatto di esperienze di gusto inattese: abbinamenti con vini del nuovo mondo enologico, cocktail di tendenza, incontri con la filiera produttiva e degustazioni guidate.

Con quattro appuntamenti pensati per produttori, appassionati e curiosi, la specialità casearia veneto-trentina, main partner della manifestazione, apre le porte del suo mondo e risponde a stili di vita e di consumo diversi. A rendere possibile questo racconto è una rete solida, composta da malghe, latterie sociali, caseifici cooperativi e aziende familiari che ogni giorno trasformano il latte raccolto nelle intere province di Vicenza e Trento e parte di quelle di Padova e Treviso, in formaggio Asiago, una produzione non delocalizzabile, con un impatto diretto sull’economia. A Formaggio in Villa, insieme allo stand consortile dove personale esperto proporrà percorsi di avvicinamento al prodotto, saranno presenti: Caseificio Pennar, Caseificio San Rocco, Latteria Sociale di Castelnovo, Latteria Sociale Villa, Latterie Vicentine, Toniolo Casearia. Sei realtà che fanno vivere la contemporaneità di questo formaggio attraverso la versatilità delle diverse stagionature in degustazione: dai 20 giorni agli oltre 15 mesi.

Ad annunciare la manifestazione sarà un incontro che mette al centro le persone. Il 7 aprile, con il talk “L’Asiago ci mette la faccia”, in programma a Palazzo Pretorio (Via Guglielmo Marconi 30) di Cittadella alle ore 20:00, guidati dal giornalista Leandro Barsotti de Il Mattino di Padova, i partecipanti potranno ascoltare direttamente i produttori presenti a Formaggio in Villa. Un confronto su cosa significa custodire l’identità del formaggio Asiago nel tempo. L’incontro è a ingresso libero con prenotazione su Eventbrite all’indirizzo https://rebrand.ly/asiagomette76d55c Al termine seguirà una degustazione.

Sabato 18 aprile, alle 17:00, la masterclass Asiago Dop & Vini del nuovo mondo propone un viaggio sensoriale che attraversa quattro continenti. Oggi che la cultura del food pairing (ovvero l’associazione di due o più alimenti a seconda del loro composto molecolare e aromatico) spinge sempre più a esplorare combinazioni inedite, il formaggio Asiago risponde con una selezione di pregio: Fresco Riserva, Mezzano, Vecchio e Stravecchio Prodotto della Montagna e si confronta con i vini simbolo del nuovo mondo enologico, dal Sauvignon Blanc del Sudafrica, al Torrontés Selección de Salta dell’Argentina, dal Carmenère del Cile, fino al Shiraz dell’Australia rivelando affinità inattese. Una degustazione guidata che amplia la prospettiva sul formaggio Asiago e il suo rapporto con il mondo del vino.

Con Asiago Dop & Cocktail, domenica 19 aprile, alle 17:00, si esplora il territorio della mixology contemporanea, uno degli spazi più vivaci della cultura del fuori casa dove, in particolare le nuove generazioni, stanno sempre più scoprendo l’Asiago Dop come compagno ideale da aperitivo grazie soprattutto ai nuovi formati come lo snack di formaggio. Tre gli abbinamenti dove acidità, botaniche, fermentazioni e struttura del formaggio trovano una corrispondenza precisa con cocktail di tendenza. Una degustazione sorprendente, che rispetta la materia prima e ne valorizza aromi e texture in uno scambio inatteso mettendo in degustazione l’Asiago Dop Fresco 20 giorni a caglio vegetale insieme all’Hugo Spritz 2.0; l’Asiago Dop Semistagionato 6 mesi con il Margarita al Mezcal e l’Asiago Dop Vecchio 12 mesi col Old Fashioned al Vermouth Barricato. Informazioni e iscrizioni all’indirizzo: https//www.formaggioinvilla.it

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Agricoltura, boom di domande per i bandi CSR per lo sviluppo rurale: la Regione Veneto aumenta i fondi e le finanzia tutte

La Regione del Veneto rafforza il sostegno agli investimenti nel settore agricolo e garantisce il finanziamento di tutte le domande ammissibili presentate sia dai giovani agricoltori sia dalle aziende già attive. Con una nuova delibera, la Giunta regionale ha approvato una rimodulazione delle risorse dei bandi CSR per lo sviluppo rurale 2023-2027, incrementando la dotazione finanziaria complessiva per sostenere il maggior numero possibile di progetti.

“L’agricoltura veneta continua a dimostrare una straordinaria capacità di investimento e di innovazione – sottolinea l’assessore regionale Dario Bond –. Di fronte a una domanda di contributi superiore alle disponibilità iniziali, abbiamo deciso di intervenire con una rimodulazione delle risorse e con nuovi fondi. L’obiettivo è chiaro: accompagnare la crescita delle imprese agricole e sostenere il ricambio generazionale”.

Alla scadenza dei bandi, fissata al 16 febbraio scorso, le domande presentate per diversi interventi hanno infatti superato la dotazione finanziaria originaria per oltre 44 milioni di euro.Complessivamente sono arrivate oltre 2.500 domande di aiuto sui principali bandi attivati. In particolare, sono state presentate 797 domande per gli investimenti produttivi nelle aziende, 918 domande per gli investimenti agricoli legati alla tutela dell’ambiente e del clima, 116 domande per gli investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, e 44 domande per le attività di promozione dei prodotti agricoli di qualità.

La Regione ha quindi deciso di riorganizzare le risorse e integrare ulteriormente i fondi disponibili, portando la dotazione complessiva dei bandi a oltre 113 milioni di euro.Un’attenzione particolare è stata riservata ai nuovi giovani agricoltori: “Il ricambio generazionale è una priorità strategica – evidenzia l’assessore – perché significa futuro per il nostro sistema agricolo e per i territori rurali”.Per l’insediamento dei giovani agricoltori sono state presentate 280 domande di aiuto e altre 394 domande riguardano gli investimenti collegati al Pacchetto Giovani. Al termine dell’istruttoria, tutte le domande ammesse saranno finanziate.Forte anche la risposta delle imprese già attive. Le domande presentate da agricoltori “senior” per gli investimenti produttivi nelle aziende agricole sono state 817. Anche in questo caso la Regione ha scelto di rafforzare la dotazione finanziaria per garantire che tutte le domande ammissibili possano ottenere il contributo.“Si tratta di un segnale molto importante – prosegue l’assessore – perché significa sostenere concretamente centinaia di aziende che vogliono innovare, migliorare la competitività, investire in sostenibilità ambientale, risparmio idrico, benessere animale e trasformazione dei prodotti”.

Una parte delle risorse integrative sarà destinata anche al sostegno delle imprese zootecniche situate in area montana, confermando l’attenzione della Regione per i territori più fragili e per le filiere produttive che contribuiscono alla vitalità economica e ambientale delle terre alte.“Con questo provvedimento – conclude l’assessore – diamo una risposta concreta alla forte propensione all’innovazione a all’investimento delle imprese agricole venete. Finanziare tutte le domande ammissibili significa sostenere lo sviluppo del settore, rafforzare la competitività delle nostre aziende e continuare a sostenere uno dei pilastri dell’economia regionale”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Villa Nani coop, “Resilienza in campo”: all’incontro tecnico annuale presentato “Veneto grandi colture”, l’unione del cooperativismo agricolo di Rovigo, Verona e Vicenza

Sala gremita lo scorso 18 febbraio a “Le marachelle” di Badia Polesine (Rovigo), dove la cooperativa di servizi all’agricoltura, Villa Nani di Castelguglielmo ha organizzato il tradizionale incontro tecnico, quest’anno dal titolo: “Resilienza in campo, tecniche e strategie per difendere produzione e reddito agricolo”.

L’attesa e l’attenzione generale erano palpabili per un settore che sta arrancando tra cambiamenti climatici, cambiamenti dei mezzi tecnici, cambiamenti delle colture, cambiamento delle tecniche di lavorazione, nuove fitopatologie, necessità di nuovi investimenti. Serve resilienza. Ma il reddito agricolo ristagna e ha portato alla chiusura di molte aziende, che non hanno trovato il ricambio generazionale. Gli imprenditori agricoli cercano risposte.

Qui entra in gioco “Veneto grandi colture”, progetto di unione delle forze cooperativistiche agricole di tre province: Rovigo, Verona, Vicenza. La cooperativa Villa Nani, unica in Polesine, per bocca del presidente, Damiano Giacometti, ha dato l’annuncio dell’adesione. “Le grandi colture, come mais e barbabietola stano scomparendo – ha detto  Emilio Pellizzari, che cura il progetto, presidente del Coordinamento cerealicolo Veneto di Confcooperative – non si tratta più di parlare di prezzi, ma di che agricoltura faremo domani. I cambiamenti climatici hanno tolto i mesi di ghiaccio che pulivano i terreni, così ogni anno ci portiamo dietro insetti e infestanti dell’anno prima. Calano le produzioni. Non basta più lavorare insieme, dobbiamo unire le cooperative e insieme trovare delle soluzioni. Abbiamo fatto per primi in Veneto un contratto di rete per fare massa critica. Abbiamo bisogno di essere seguiti da qualcuno che ci aiuti a capire e usare le novità. Il progetto – ha concluso Pellizzari – sta lavorando sulla formazione di tecnici e agronomi e dei dipendenti delle cooperative. Abbiamo collaborazioni col Crea e con Veneto Agricoltura”.

Gli altri interventi hanno affrontato tematiche agronomiche. Marco Garutti Fmc Agro Italia, la multinazionale degli agrofarmaci, ha parlato di malattie fungine alle spighe del grano e di drammatica sempre maggior resistenza delle infestanti ai principi attivi commerciali. Paradossalmente, al di là dell’utilizzo di erbicidi in fase preventiva, la miglior lotta alla fitopatologie diventano le buone pratiche agronomiche quasi abbandonate (la rotazione, la pulizia dei letti di semina, la cura degli incolti). Ogni imprenditore agricolo dovrebbe conoscere la propria flora infestante e fare interventi mirati. Di iquesto ha parlato soprattutto Manuel Stona, titolare di Drone Power. I droni con sensori multispettrali possono costruire mappe dei singoli campi definite e precise, da cui dedurre lo stato della clorofilla, le carenze di azoto, il grado di incidenza della grandine, la maturazione dei frutti e tanto altro, rendendo possibile l’intervento chirurgico in campo e gli stessi trattamenti dall’alto, senza il calpestio del trattore. Isaia Beltrami di Pioneer Hi-Bred Italia, leader mondiale nella produzione e selezione di sementi, ha annunciato che nel 2026, centenario della fondazione e della commercializzazione del primo ibrido di mais, cambierà l’intero portfolio degli ibridi di mais. Il focus della ricerca genetica è tutto orientato alle piante resistenti agli stress idrici e alle alte temperature, in modo che non sviluppino funghi e conseguenti tossine.

Sul versante dell’approccio biosostenibile, Marta Delgado di Agriges, azienda italiana che produce biostimolanti e nutrienti, ha presentato concimi organici addizionati con alghe e microorganismi azotofissatori, che aiutano la pianta a sopportare l’attacco dei patogeni e gli stress idrici o l’asfissia radicale. Alessandro Contato e Sara Canato, tecnici di Villa Nani, hanno tracciato un programma di trattamenti standard per le colture del 2026. Un lungo pomeriggio ricco di informazioni e i partecipanti sono rimasti fino alla fine, che si è poi concluso con una cena conviviale con pubblico e relatori, tutti insieme.

Fonte testo e foto: servizio stampa Villa Nani