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Università di Verona e Donne Coldiretti investono nel futuro delle giovani: nasce una borsa di ricerca per promuovere la parità di genere

La parità di genere si costruisce attraverso la cultura, la ricerca e l'impegno condiviso. Da questa convinzione nasce "Coltiviamo il rispetto", l'iniziativa promossa da Donne Coldiretti, in collaborazione con Fondazione Campagna Amica e Università di Verona, che si è tenuta lunedì 13 luglio scorso nella Sala Barbieri dell'Ateneo veronese. Nel corso dell'incontro è stata presentata l'attivazione di una borsa di ricerca, dal valore di 6mila euro, dedicata ad approfondire l'impatto sociale, educativo e culturale delle iniziative a sostegno della leadership femminile. L'obiettivo è promuovere un percorso capace di trasformare la ricerca in uno strumento concreto di cambiamento, valorizzando il ruolo delle donne nell'impresa, nel lavoro e nella società e offrendo alle nuove generazioni modelli positivi di crescita, autonomia e partecipazione.

L'iniziativa conferma l'impegno nel promuovere un'agricoltura sempre più inclusiva e innovativa, nella quale il contributo femminile rappresenta un motore di sviluppo economico, sociale e culturale. La collaborazione fra Donne Coldiretti e l'Università di Verona rafforza questo percorso, creando un ponte tra ricerca, formazione e territorio per generare nuove opportunità e conoscenza.La borsa di ricerca rappresenta un investimento sul futuro: un progetto che punta a misurare e valorizzare l'efficacia delle azioni dedicate all'empowerment femminile, contribuendo alla costruzione di una società più equa, inclusiva e consapevole del valore del talento delle donne.
 
Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto


 
 
 

Confagricoltura Padova, Alessandra Da Porto è la nuova presidente

Alessandra Da Porto è la nuova presidente di Confagricoltura Padova. L’elezione si è lo scorso venerdì 26 giugno, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione, ospitata all’Hotel Crowne Plaza di Padova, alla presenza del vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Emo Capodilista Giordano, del presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, degli associati, dei delegati territoriali, dei rappresentanti degli organismi dirigenti e del sistema Confagricoltura. Da Porto succede a Michele Barbetta, che lascia la guida dell’Associazione dopo otto anni di presidenza, avendo ricoperto due mandati: il primo avviato nel 2018 e il secondo dopo la riconferma del 2022.

Agronoma e imprenditrice agricola, Alessandra Da Porto era già vicepresidente di Confagricoltura Padova e componente del Comitato di Presidenza. Gestisce un’azienda agricola e un’attività agrituristica a Vigonza, portando con sé un’esperienza diretta d’impresa, radicata nel territorio padovano e attenta ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e della valorizzazione del ruolo femminile in agricoltura. Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti anche i membri del nuovo Consiglio Direttivo e i Probiviri: Giorgio Salvan, Fabio Finco e Pierluigi Rigato, indicati dalla presidente ed eletti con voto unanime.

“Concludo questi otto anni di presidenza – ha dichiarato il presidente uscente, Michele Barbetta - con un profondo senso di gratitudine verso tutti gli imprenditori agricoli che ogni giorno, con professionalità e determinazione, continuano a garantire cibo, tutela del territorio e sviluppo economico. Sono stati anni complessi, segnati dalla pandemia, dalla crisi energetica, dall'aumento dei costi di produzione, dalle conseguenze della guerra in Ucraina e da un cambiamento climatico che ha reso sempre più difficile programmare il lavoro nei campi. Abbiamo affrontato insieme queste sfide, cercando sempre di rappresentare con forza le esigenze delle nostre aziende e di costruire un dialogo costruttivo con le istituzioni. Lascio oggi un'associazione solida, competente e pronta ad affrontare una nuova fase. Ad Alessandra Da Porto rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro, certo che saprà guidare Confagricoltura Padova con passione, equilibrio e visione, accompagnando le imprese verso un'agricoltura sempre più innovativa, sostenibile e competitiva”.
“Raccolgo questa responsabilità con gratitudine e senso del dovere – ha replicato Alessandra Da Porto –. Confagricoltura Padova rappresenta imprese vere, famiglie, lavoro, territori e filiere produttive che ogni giorno affrontano sfide sempre più complesse. Il nostro compito sarà quello di continuare a dare voce agli agricoltori, difendere il reddito delle aziende e accompagnare il settore dentro una fase di cambiamento che richiede competenza, visione e unità”.

Al termine della parte assembleare si è svolta la tavola rotonda “Agricoltura sostenibile: valore per le imprese”, dedicata a uno dei temi centrali per il futuro del settore primario. Il confronto ha visto la partecipazione del professor Gianni Barcaccia, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Padova, di Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura, e di Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione Veneto. L’agricoltura sta vivendo una trasformazione profonda. Da una parte il cambiamento climatico modifica le condizioni produttive, con minore disponibilità d’acqua, eventi estremi più frequenti, nuove fitopatie e una crescente pressione sugli ecosistemi. Dall’altra le imprese agricole devono restare competitive, produrre qualità, garantire reddito e rispondere a richieste ambientali sempre più stringenti. In apertura di confronto è stato affrontato il tema delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) anche alla luce del nuovo quadro normativo europeo. Il professor Barcaccia ha richiamato la distinzione tra Tea e Ogm, sottolineando come le nuove tecniche di miglioramento genetico possano rappresentare una frontiera decisiva per ottenere varietà più resistenti alle malattie, alla siccità e agli stress climatici, senza introdurre DNA estraneo ma intervenendo in modo mirato sui caratteri già presenti nelle piante.

Per l’agricoltura veneta, queste tecnologie potrebbero offrire risposte concrete su colture strategiche come vite, mais, frumento, orticole e frutticole, riducendo la necessità di trattamenti, migliorando la capacità di adattamento agli stress ambientali e aumentando la stabilità produttiva. Nei prossimi dieci anni, la ricerca genetica applicata alle colture sarà chiamata a lavorare soprattutto su resilienza climatica, resistenza alle patologie e uso più efficiente dell’acqua. Federico Caner ha invece portato l’attenzione sulle innovazioni che sono già presenti nelle aziende agricole venete: agricoltura di precisione, sensoristica, gestione razionale dell’irrigazione, tecniche conservative del suolo, sperimentazione varietale, difesa integrata e digitalizzazione dei processi produttivi. Veneto Agricoltura, attraverso i propri centri sperimentali e dimostrativi, sta lavorando proprio per trasferire alle imprese soluzioni applicabili, misurabili e sostenibili anche dal punto di vista economico. La sostenibilità, è emerso dal confronto, non può essere interpretata come un vincolo astratto, ma come un percorso tecnico e imprenditoriale. Significa ridurre gli sprechi, usare meglio le risorse, aumentare l’efficienza, proteggere il suolo e l’acqua, ma anche consentire alle aziende agricole di rimanere sul mercato.

L’assessore Elisa Venturini ha posto l’accento sulla necessità di conciliare tutela ambientale e competitività delle imprese. La sfida principale riguarda oggi la gestione degli effetti del cambiamento climatico: acqua, suolo, qualità dell’aria, difesa del territorio e protezione degli ecosistemi sono ambiti che richiedono politiche integrate, capaci di accompagnare le aziende e non di lasciarle sole davanti alla transizione. A chiudere la tavola rotonda è stata la neo presidente Alessandra Da Porto, che ha richiamato il ruolo dell’agricoltura come presidio economico, ambientale e sociale del territorio.“La sostenibilità non può essere uno slogan – ha concluso Da Porto –. Per le imprese agricole deve diventare una strada percorribile, fatta di innovazione, ricerca, investimenti e regole chiare. Gli agricoltori non sono un problema da correggere, ma una parte essenziale della soluzione. Il nostro compito sarà quello di accompagnare le aziende in questa direzione, difendendo la loro capacità di produrre, creare valore e custodire il territorio”.

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Padova

Treviso capitale della birra agricola: oggi, 18 giugno, torna la “Notte gialla – attenti al luppolo”

Il Veneto si conferma una delle regioni più dinamiche d'Italia nel settore della birra artigianale. Con 138 realtà produttive attive (dati Veneto Agricoltura), una produzione stimata tra i 100 e i 110 mila ettolitri annui e un fatturato che supera i 100 milioni di euro, la filiera brassicola regionale rappresenta un esempio concreto di integrazione tra agricoltura, trasformazione e valorizzazione del territorio. 

Un ruolo centrale è svolto dagli agribirrifici che, pur rappresentando il 39% delle aziende del comparto, realizzano oltre il 60% della produzione artigianale veneta. Per celebrare questa eccellenza, oggi, giovedì 18 giugno, dalle ore 18 alle 23, il Mercato Coperto di Campagna Amica Treviso in piazza Giustinian Recanati 8 ospiterà una nuova edizione di "Notte gialla – Attenti al Luppolo!", la festa dedicata alle migliori birre agricole del Veneto promossa da Coldiretti Treviso, Campagna Amica Treviso e Consorzio Birra Italiana, con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e la collaborazione del Ristorante Il Carro di Dunag Verde.

L'appuntamento si inserisce nel percorso di valorizzazione della birra agricola italiana, un settore nel quale il Veneto è stato tra i pionieri grazie agli investimenti nelle coltivazioni di orzo e luppolo e nella costruzione di filiere locali capaci di garantire qualità, tracciabilità e identità territoriale. Il taglio del nastro è previsto alle ore 18.30 e darà il via a una serata all'insegna del gusto, della sostenibilità e dell'incontro diretto tra produttori e consumatori.

Protagonisti saranno i birrifici agricoli che presenteranno le proprie produzioni e offriranno degustazioni e vendita diretta. Saranno presenti: Birrificio Napinta (Montebelluna), Birrificio Birrè (Paese), Birrificio Agricolo Tribe (Alpago), Norah's Beer (Borso del Grappa), Birrificio Agricolo Valderon (Valdobbiadene), Birrificio Via Regia (Preganziol), Birrificio Borgo Decimo (Borgo Facca – Pordenone), Birrificio Valle del Masero (Vo' Euganeo – Padova, nella foto Alessia Parisatto, titolare del birrificio).
 
Nel corso della serata saranno proposte degustazioni guidate gratuite, percorsi sensoriali dedicati a malti e luppoli, momenti di approfondimento sulla produzione brassicola agricola e uno spazio dedicato allo street food contadino con le eccellenze agroalimentari del territorio. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 366 6722499 o scrivere a mercaticampagnaamica.tv@coldiretti.it.  Per aggiornamenti e curiosità sull'evento è possibile seguire i canali social di Campagna Amica Treviso.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

Padova celebra lo “stile italiano” tra Italia, Slovenia e Croazia

(di Nadia Donato, consigliere Argav). Si e' svolta martedi' 12 maggio scorso al Caffe' Pedrocchi di Padova, davanti ad una platea di giornalisti e comunicatori, la presentazione del progetto "Stile Italiano nel Nordest europeo tra Veneto, Slovenia e Croazia", rete che coinvolge 185 imprese di questi territori, attive in molti settori, dal turismo ai servizi, dall'agroalimentare all'innovazione. Stile italiano e' una piattaforma che valorizza aziende, professionisti, artigiani e nuove attivita' con strumenti moderni. 

Il 12 maggio e' una data molto significativa per il Veneto: nell'anno 1797 finisce ufficialmente la Repubblica di Venezia, detta Serenissima, ma corrisponde anche al 20° anniversario del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, guidato da Nela Srsen, nato nel 2006 per valorizzare imprese, territorio e identita' italiana, attraverso una rete moderna capace di creare opportunita' tra le due sponde dell'Adriatico.

Presenti, oltre al presidente della giunta esecutiva dell'Unione Italiana Marin Corva, che ha aperto l'incontro sottolineando come "Stile Italiano" rappresenti un progetto concreto per la valorizzazione di imprese, territorio e identità italiana attraverso una rete moderna capace di creare nuove opportunità tra le due sponde dell''Adriatico, Nela Srsen, console onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, che ha ricordato il lungo e impegnativo percorso della Croazia verso l'integrazione europea e il ruolo della nostra regione legata da storici rapporti culturali, economici e umanitari.

E' stata l'occasione per presentare il "Gelato delle Dolomiti": Alberto Pierobon di Creative Menu' ne ha descritto la qualita' e la genuinita' che nascono dalla scelta accurata delle materie prime e dalla maestria dei gelatieri delle Dolomiti, che hanno diffuso questo fresco e gradito alimento. "Il gelato ha il potere di "scacciare" i brutti pensieri - ha detto Pierobon -, porta spensieratezza. Questo gelato esiste da oltre 200 anni; e' un alimento semplice, fatto di pochi ingredienti, adatto a tutti. La capacita' dei bellunesi e' stata quella di diffondere il gelato in tutto il mondo".

E' stato poi presentato in anteprima "Biscu", un biscotto al tiramisu' nato dalla sapiente creatività' della Biscotteria Veneziana Carmelina, dell'isola di Burano, che da sempre con i propri dolci interpreta con stile uno dei dolci simbolo dell'Italia. Un biscotto elegante, con note di cacao, caffe' e vaniglia.

Nel corso della conferenza Raffaele Ambruoso, Ad dell'aereoporto Nicelli del Lido di Venezia, ha rilanciato il progetto dei collegamenti in idrovolante tra le due sponde dell'Adriatico, per il recupero della storica tradizione nata a Lussino all'inizio del Novecento con le prime rotte tra Venezia, Trieste e la costa orientale dell'Adriatico.

Il coordinatore di Europa Adriatica Nordest, Vittorio Baroni, ha infine ricordato il percorso sviluppato dopo l'intesa firmata nel 2023 al Teatro la Fenice di Venezia e la successiva Carta di Fiume: "L'Adriatico merita di essere vissuto sempre piu' come ponte tra comunita', economie e culture".

Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi

Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore. I risultati sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi lo scorso 8 maggio nella Basilica Palladiana di Vicenza, e durante la quale il Consorzio tutela formaggio Asiago ha annunciato la proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio, affidando alla tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo” il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma; Mauro Rosati, direttore Generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita; Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia; Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente Confindustria Alberghi e Antonio Auricchio, presidente AFIDOP - Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.
 
Produzione e prezzi. Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme complessive di Asiago DOP, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 M€, aumentato del 16,6%. L’Asiago Fresco, con 1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati. Sul fronte dei prezzi, l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 €/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57 €/kg, segnando un +4,38%.
 
Consumi
. Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato la migliore combinazione di incremento fra i formaggi DOP duri e semiduri del 2025: +4% a volume e +11,3% a valore. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9%  a volume e del +2,6% a valore. In particolare, la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.
 
Il Consorzio tutela formaggio Asiago ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche l’adozione della certificazione volontaria MADE GREEN IN ITALY del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione.
In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali, il Consorzio di tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa. È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area DACH, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.

Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l'export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 M€, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%. “I positivi risultati del 2025 - ha affermato il presidente del Consorzio tutela formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni - sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l'intero areale di produzione”.

A raccogliere questa sfida è la proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso. Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda "Ecosistema DOP 2040: territorio, talenti, turismo". “Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare - ha affermato Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia in apertura - con 57 denominazioni DOP e un valore delle esportazioni che supera l'80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l'Asiago DOP rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto”.

Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese Sapienza Università di Roma, ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo DOP Economy insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle DO c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040”. A conferma del percorso intrapreso, Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita ha ribadito come “i dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere DOP e IGP. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.
 
Il lavoro, però è solo all’inizio. Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente di Confindustria Alberghi non ha dubbi: “i Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall'industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l'ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori DOP e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l'identità territoriale in un'esperienza coerente sui mercati internazionali”.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Mestre-Venezia. 15-17 maggio: il Festival del Tramezzino (TraMe) ai blocchi di partenza

E' iniziato il fine settimana del TraMe Festival 2026, l'evento tutto mestrino e veneziano, giunto alla seconda edizione, dedicato al tramezzino, in programma da oggi, venerdì 15 a domenica 17 maggio. Molti i bar di Venezia, Mestre e Marghera che si sfideranno per aggiudicarsi il premio per il miglior tramezzino innovativo dell'anno. I cittadini interessati, nelle giornate di venerdì (dalle 12:00 alle 19:00) e sabato (dalle 12:00 alle 15:00), potranno degustare e assegnare la loro preferenza ai tramezzini in concorso assaggiando 1/2 tramezzino al prezzo agevolato di 1 euro.

I locali partecipanti sono: Venezia - Da Lollo, Filovia, Motondoso; Boresso; Cupido. Mestre: El Fritoin; Hanky Panky; Perla; Serena; Caffè Commercio; Mela Verde; Babel; Ca di Mat. Marghera: Bottazzo.

Ma c'é anche l’opportunità di fare parte della Confraternita del Tramezzino, come Renzo Michieletto, vicepresidente Argav, attraverso  l'acquisto online del coupon TraMe2026 (costo 10 euro) che consentirà di assaggiare un tramezzino intero in ogni bar, avere la shopper in tela TraMe, il diritto a uno sconto del 20% sui laboratori pubblicizzati nel sito della Confraternita (www.confraternitadeltramezzino.it), previo avviso sulla mail degli iscritti, estensione dell'orario di degustazione del sabato dalle 12 alle 19,00.

Domenica 17 maggio, presso il Polo Nautico di San Giuliano a Mestre, che si affaccia sulla laguna, si svolgerà il gran finale del Festival. Oltre alle degustazioni dei tramezzini concorrenti, accompagnate da spritz e cocktail preparati dal Maestro Cerimoniere della Confraternita del Tramezzino, Roberto Pellegrini, bartender di fama internazionale, sono in programma le premiazioni e la consegna dei riconoscimenti ai vincitori da parte del Gran Maestro della Confraternita, Andrea Crescente, e degli sponsor di TraMe Festival 2026. Si inizia alle ore 10:30 con la presentazione del Festival; seguirà alle ore 11:00 la premiazione del concorso per studenti, svoltosi nei giorni scorsi presso l'Istituto Alberghiero Barbarigo di Venezia, con l'assegnazione del “Premio Pan Piuma”; alle ore 11:30 sarà assegnato il “Premio TraMe 2026” riservato ai non professionisti che si sono sfidati in un concorso ad hoc svoltosi sempre al Barbarigo; alle ore 12:00 sarà annunciato e premiato il vincitore del “Premio Adriano Anzanello” per professionisti, ovvero il tramezer che secondo la giuria tecnica ha realizzato il tramezzino innovativo più interessante a cui si aggiungerà’ il riconoscimento per il tramezzino migliore votato dal pubblico. Infine, dalle 12,30 alle 13,00 è in programma la degustazione dei tramezzini in concorso e un brindisi con spritz e aperitivi vari. Info su Instagram: #trame_festival

5 maggio, in attesa del Festival (15-17 maggio), il tramezzino di Mestre (Venezia) si racconta al Circolo della Vela a San Giuliano. Ricavato della serata a favore del Polo Nautico danneggiato da atti vandalici

Oggi, martedì 5 maggio, alle ore 18:30, nel Circolo della Vela di San Giuliano a Mestre (Venezia), è in programma una serata speciale organizzata da Punta San Giuliano Eventi in collaborazione con le diverse associazioni della vela e del remo del Polo Nautico mestrino. L’incontro sarà dedicato al tramezzino di Mestre e Venezia e all’ormai imminente Festival del Tramezzino (seconda edizione), in programma a Mestre nei giorni 15, 16 e 17 maggio prossimo.

All’evento interverranno Paola Brunello, in rappresentanza del Polo Nautico, Andrea Crescente, Gran Maestro della Confraternita del Tramezzino, e Roberto Pellegrini, Maestro Cerimoniere della stessa Confraternita, nonché bartender di fama internazionale. Sarà questa un’interessante occasione per conoscere la storia del tramezzino di Mestre, nato in un bar di Piazza Ferretto nei primi anni ’70 del secolo scorso, rapidamente affermatosi anche a Venezia e nei bar dei comuni della cintura urbana, e oggi conosciuto anche fuori regione e non solo. Inoltre, si parlerà anche dei drink che hanno accompagnato il successo del tramezzino “alla maniera di Mestre”, a partire dallo spritz, il bicchiere di spuma, l’arancino e il birrino.

Al termine dell’incontro, a cui si può accedere gratuitamente fino ad esaurimento dei posti in sala, è prevista una degustazione di tramezzini e drink al costo di 13,00 euro. Il ricavato servirà a riparare i danni causati dai recenti atti vandalici che hanno colpito le strutture del Polo Nautico. Partecipare a questa interessante iniziativa significa dunque dare anche un segnale concreto di vicinanza e solidarietà alla comunità remiera e velica mestrina.

Fonte: servizio stampa Festival del tramezzino di Mestre Venezia

Codevigo (Padova) celebra l’asparago di Conche: avviata la De.Co. per valorizzare un’eccellenza del territorio. E fino al 10 maggio, nei fine settimana spazio alla Festa dell’Asparago

Lo scorso 29 aprile l’assessore al Turismo e Commercio di Codevigo (Padova) ha annunciato l’avvio della De.Co. (Denominazione Comunale) per l’asparago di Conche di Codevigo. L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo per  l’Amministrazione Comunale, che ha scelto di investire sulla qualità e sull’identità locale attraverso la tutela e la promozione dell’asparago coltivato nella frazione di Conche e nel territorio circostante, apprezzato da anni per le sue eccellenti caratteristiche organolettiche nelle due varianti, bianca e verde. Il prodotto nasce ai margini della laguna sud ricco di suggestioni paesaggistiche, percorsi naturalistici e ambienti di grande fascino. Un contesto dove l’agricoltura di qualità si unisce a un patrimonio ambientale fatto di casoni, percorsi arginali piste ciclopedonali e itinerari ideali per un turismo lento e sostenibile. E fino al 10 maggio, nei fine settimana l’appetitoso ortaggio sarà celebrato anche nella tradizionale Festa dell’Asparago, arrivata alla 36esima edizione.

Tra i presenti all’evento, anche il consigliere Vincenzo Gottardo per la provincia di Padova e l’assessore regionale Elisa Venturini, oltre che presidenti e dirigenti delle associazioni degli agricoltori, dei commercianti e del mondo del turismo. Il Sindaco del comune di Codevigo Ettore Lazzaro ha affermato che: “la De.Co. non è solo il riconoscimento di una produzione di qualità, ma una scelta concreta che mette al centro identità, ambiente ed economia locale. Codevigo può contare su un patrimonio straordinario, in particolare nell’area della Laguna Sud e della Valle Millecampi, sito UNESCO, luoghi di grande valore naturalistico che devono diventare il fulcro delle nostre politiche di sviluppo sostenibile. Tutelare queste eccellenze e promuovere le produzioni tipiche significa creare nuove opportunità per il territorio. Per questo stiamo lavorando in sinergia con istituzioni e realtà del comprensorio, insieme a Provincia e Regione, per rafforzare la capacità di attrarre risorse, investimenti e nuove occasioni di crescita. L’obiettivo è chiaro: sostenere le imprese locali, migliorare i servizi, qualificare l’offerta turistica e programmare interventi strutturali che guardino al futuro”.“Codevigo possiede straordinarie potenzialità turistiche – ha sottolineato Alessandra Crocco – grazie a luoghi suggestivi e identitari del nostro territorio, come i Casoni della Fogolana, la spiaggia della Boschettona, i percorsi arginali e gli ambienti naturali che rendono questa zona ideale per chi cerca esperienze autentiche e turismo lento. I casoni della nostra area rappresentano inoltre la storia, la cultura e le tradizioni della campagna veneta, custodendo la memoria di un legame profondo tra uomo, acqua e territorio. Senza dimenticare la presenza del Museo della Bonifica di Santa Margherita, testimonianza preziosa del lavoro e della trasformazione agricola di queste terre, e dell’Oasi naturalistica di fitodepurazione di Ca’ di Mezzo, realtà di grande interesse ambientale e paesaggistico. A tutto questo si aggiungono i ristoranti e i locali capaci di proporre piatti del territorio di grande qualità”.

Importante anche il contributo del mondo agricolo. Claudio Ferro, presidente della Cooperativa Ca.po., ha evidenziato il valore concreto del riconoscimento.“La De.Co. è uno strumento importante perché dà visibilità al lavoro degli agricoltori e rafforza la percezione della qualità dei nostri prodotti. E’ un valore aggiunto al nostro territorio a tutto interesse per il territorio stesso. Da questo terreno una volta paludoso e poi bonificato, l’asparago verde e bianco ha trovato l’habitat ideale. È un segnale positivo per tutta la filiera”. Soddisfazione è stata espressa anche da Marco Gallerino, presidente del Gruppo culturale e ricreativo di Conche, realtà che da anni organizza la Festa dell’Asparago. “La Festa dell’Asparago di Conche nasce nel 1982 e nel tempo è cresciuta ogni anno. Siamo alla 36a edizione e costituisce una festa per tutta la comunità; una festa che attira più di 15 mila persone ogni anno a degustare i nostri asparagi. Questa manifestazione è cresciuta nel tempo grazie all’impegno di tanti volontari, siamo in oltre 150. Sapere che oggi l’asparago riceve un riconoscimento ufficiale comunale significa dare ancora più forza a una festa che rappresenta l’orgoglio della nostra comunità”.

Al termine dell’incontro, i ristoratori del territorio hanno presentato ricette a base di asparago, interpretando con creatività il prodotto locale. Accanto alle nuove proposte gastronomiche non sono mancati i grandi classici della tradizione preparati dai promotori della festa: il pasticcio agli asparagi e il celebre risotto agli asparagi, da sempre protagonisti della rassegna. Al termine della serata, il Comune di Codevigo ha consegnato ai titolari dei ristoranti aderenti un attestato di partecipazione, quale riconoscimento per l’impegno dimostrato nella valorizzazione della cucina locale.

Fonte: servizio stampa Comune di Codevigo

Bilancio, la Regione Veneto semplifica gestione impianti a fune e dà nuovi fondi ad agricoltura e pesca

“A quasi 20 anni dalla legge 21/2008, finalmente consentiamo agli operatori degli impianti a fune di sostituire le fideiussioni dovute alle Province con un versamento più sostenibile e proporzionato, liberando liquidità da reinvestire nello sviluppo, nella sicurezza e nell’innovazione degli impianti”. L’assessore alla montagna Dario Bond annuncia un’importante decisione, inserita nel Bilancio regionale appena approvato, che riguarda l’impiantistica a fune e per l’innevamento. Di fatto, sarà Veneto Innovazione a gestire il Fondo di rotazione in cui i gestori degli impianti verseranno le fideiussioni a garanzia del ripristino dei luoghi in caso di dismissione delle infrastrutture, liberando così risorse per gli investimenti.

“Con questo intervento rendiamo finalmente più efficiente e moderno il sistema di garanzie legato agli impianti di risalita e di innevamento. Fino ad oggi, infatti – ha spiegato Bond -, gli impiantisti erano tenuti a sottoscrivere fideiussioni anche di importi molto elevati – in alcuni casi pari a diversi milioni di euro – per garantire il ripristino dei luoghi in caso di dismissione degli impianti. Risorse importanti che rimanevano bloccate presso le Province, e quindi non disponibili per nuovi investimenti. Ora, con la semplificazione e il rafforzamento del Fondo in capo a Veneto Innovazione, gli impiantisti verseranno le quote fideiussorie direttamente a questo strumento, liberando risorse utili a nuovi investimenti”.

Per quanto riguarda l’agricoltura, il Bilancio regionale finanzia importanti interventi: oltre al nuovo Fondo per la montagna da 1 milione di euro e ai 30 per i LEA nelle terre alte, sono previsti 3.900.000 euro a favore dei Consorzi di bonifica per il ristoro dei danni e gli aumentati costi dei carburanti; 2.555.000 euro per la pesca e l’acquacoltura (vivificazione delle lagune e dei corsi d’acqua interni, di cui 185.000 per il Cogevo e 100.000 per la problematica del siluro nel Garda); 1.200.000 euro per il miglioramento genetico delle razze animali; 600.000 euro per la problematica dello zuccherificio di Pontelongo e i coltivatori di bietola; 1.115.000 euro per i ristori dei danni da fauna selvatica; 410.000 euro per i CRAS; 500.000 euro per l’eradicazione della nutria; 880.000 euro per la lotta alle fitopatie; 1.300.000 euro per gli interventi nell’ambito del Tavolo avversità pesca ed acquacoltura.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto/assessorato all’Agricoltura

10 aprile, Italia Zootecnica organizza a Padova una tavola rotonda per discutere di credito e servizi alle imprese agricole in tempo di crisi

AOP Italia Zootecnica, l’associazione che associa il 90% delle Organizzazioni Produttori di carni bovine, riunisce domani, venerdì 10 aprile, dalle ore 9.30, all’Hotel Crowne Plaza di Padova, i vertici di AGEA, ISMEA e AVEPA, per affrontare un tema sempre di attualità: credito e servizi alle imprese.

Sembra incredibile, ma le materie prime necessarie alla zootecnia bovina da carne hanno raddoppiato il costo e il mercato fatica a riconoscerlo, perché anche i consumatori fanno i conti con la spesa ed escono dai supermercati con il carrello sempre più vuoto. Tanto per citare un esempio, il costo di approvvigionamento dei ristalli destinati all’ingrasso, a gennaio 2022, appena usciti dal Covid, si attestava mediamente su €. 2,74 al Kg., oggi quel bovino acquistato in Francia, che ha oltre 3.900.000 vacche nutrici, contro le nostre 360.000, in diminuzione, costa €. 5,60 al Kg. Per effetto delle guerre in corso, il costo del gasolio è raddoppiato e le aziende agricole, per stare al passo con i tempi, devono investire e, di conseguenza, utilizzare sempre più linee di credito, condizionato dalle norme stringenti decise a Bruxelles.

Di questi argomenti ne parleranno in una tavola rotonda, moderata dalla responsabile marketing del Consorzio Sigillo Italiano, Elisa Bagordo, il direttore generale di AGEA, Fabio Vitale, il direttore dell’Organismo Pagatore di AGEA, Salvatore Carfì, il direttore generale di ISMEA, Sergio Marchi, il Commissario di AVEPA Fabrizio Stella, il Coordinatore Agricoltura di Credit Agricole Italia, Emanuele Fontana. Ad aprire i lavori del convegno sarà il presidente della 9^ Commissione del Senato, Luca De Carlo. Previste anche due comunicazioni su tecnologie e innovazioni in agricoltura, con Marco Vidale dell’azienda Sergio Bassan e Valentina Comastri dell’azienda Agertech. La chiusura dei lavori, in rappresentanza degli allevatori, verrà effettuata dal presidente dell’AOP Italia Zootecnica Alessandro De Rocco.

Il convegno potrà essere seguito in diretta streaming YouTube collegandosi al link: https://youtube.com/live/cEt_7wUSJbk
Per porre domande ai relatori, il pubblico in sala e da casa, potrà utilizzare la messaggistica WhatsApp, inviando le domande al numero di cellulare 335 7513456. Al termine del convegno verrà preparata la battuta di carne al coltello di “Scottona allevata ai cereali”, certificata dal Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e comunicata ai consumatori con il marchio collettivo del Consorzio Sigillo Italiano.

Fonte: servizio stampa AOP Italia Zootecnica