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Sabato 3 ottobre avrà inizio a Villa Contarini (Piazzola sul Brenta, Padova) la due giorni di Caseus, appuntamento promosso dalla Regione del Veneto e organizzato da AProLaV con i Consorzi di tutela dei formaggi Dop del Veneto.
Dei 536 formaggi iscritti, 419 partecipano al 22° Concorso regionale dei formaggi del Veneto, con produzioni da tutte le province: 28 da Belluno, 40 da Padova, 175 da Treviso, 14 da Venezia, 115 da Vicenza e 47 da Verona. Sono invece 117 i formaggi in gara nell’8° Concorso nazionale dei formaggi di fattoria, provenienti da 12 regioni italiane. A completare il quadro ci sarà il 13° Festival delle Dop venete, che quest’anno si inserisce in un percorso ancora più ampio: per la prima volta Caseus ospiterà infatti tutti i 53 formaggi italiani a Denominazione di Origine Protetta, riuniti in uno spazio dedicato che permetterà di attraversare l’Italia attraverso le sue produzioni casearie.
Il programma propone complessivamente 140 appuntamenti tra degustazioni guidate, masterclass, cooking show, incontri con i casari e momenti di approfondimento. Particolare attenzione sarà dedicata alla conoscenza dei formaggi Dop del Veneto, con iniziative rivolte direttamente ai consumatori per accrescere consapevolezza e conoscenza di ciò che arriva sulle tavole. La manifestazione conferma inoltre la propria vocazione internazionale con Caseus Mundi, dedicato alle produzioni casearie europee, con la presenza di espositori provenienti da diversi Paesi. Nel parco di Villa Contarini sarà allestita anche la mostra mercato con prodotti tipici e formaggi regionali, nazionali e internazionali. Caseus 2026 conferma così il proprio ruolo di appuntamento dedicato non soltanto alla promozione dei prodotti, ma alla conoscenza dell’intera filiera e del patrimonio agricolo e produttivo che rappresentano. Un percorso nel quale la valorizzazione delle Dop si accompagna al sostegno delle piccole produzioni artigianali, al confronto con le esperienze italiane ed europee e alla costruzione di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori. Le informazioni su programma e prenotazioni sono disponibili sul sito http://www.caseusitaly.it.
La cooperativa Latterie Vicentine, con sede a Bressanvido, ha annunciato la nomina di Gianluca Paulillo a nuovo Dg della cooperativa vicentina. La decisione è stata ufficializzata dal Cda e segna il passaggio di testimone da Piero Cerato, che lascia l'incarico in vista di un prossimo pensionamento, ma che rimarrà in azienda mantenendo la responsabilità della direzione commerciale.
Gianluca Paulillo è entrato in Latterie Vicentine nel settembre 2021, ricoprendo inizialmente il ruolo di responsabile del controllo di gestione, per poi assumere la carica di direttore finanziario e nel 2023 ricopriva già l'incarico di vice direttore Generale. Negli ultimi anni ha seguito da vicino i principali progetti strategici della cooperativa: dal piano industriale di ampliamento del polo produttivo di Bressanvido fino al progetto di acquisizione di Latterie Venete, nel cui consiglio di amministrazione siede oggi come consigliere. "Il mio impegno sarà di portare a pieno regime i nuovi investimenti industriali e di proseguire l'integrazione con Latterie Venete. Il principale obiettivo è e resterà sempre la massimizzazione della remunerazione del latte dei nostri soci. Sono convinto che i risultati più importanti nascano dalla capacità di una squadra coesa di condividere una visione strategica e perseguire obiettivi comuni: sono queste le basi sulle quali continueremo a costruire il futuro di Latterie Vicentine, per farla crescere ulteriormente e collocarla a pieno titolo tra le aziende leader del settore lattiero-caseario", ha affermato Paulillo.
Al riguardo, il presidente di Latterie Vicentine, Alessandro Mocellin, dichiara: "Negli anni dei grandi investimenti strategici della nostra cooperativa — dall'ampliamento del polo di Bressanvido all'acquisizione di Latterie Venete — Gianluca è stato una figura chiave, e sono certo che saprà guidare Latterie Vicentine con la stessa competenza e visione. Il mercato odierno è complesso e le sfide da affrontare non mancheranno, ma sono convinto che Latterie Vicentine abbia la squadra, la capacità e gli strumenti per affrontarle con la stessa determinazione che ha sempre contraddistinto la cooperativa. La chiave, in questo scenario, è una programmazione solida e lungimirante: è lo strumento su cui vogliamo continuare a investire con sempre maggiore attenzione". AAcanto a Gianluca Paulillo, siedono ora anche Federico Merlo, nominato vice direttore generale, nonché direttore amministrativo, e Michele Casarotti in qualità di direttore tecnico.
Il cambio al vertice arriva in un momento di piena espansione per la cooperativa vicentina. Il 2025 si è chiuso con un fatturato complessivo di 128 milioni di euro (+9,4% sul 2024) e una remunerazione del latte ai soci in crescita, con il dividendo salito a 70,10 €/Hl. A generare questi risultati sono i 200 soci allevatori delle province di Vicenza, Padova, Treviso e Trento, che conferiscono la materia prima ai 2 stabilimenti produttivi della cooperativa. Nei primi mesi del 2026 Latterie Vicentine ha inoltre completato importanti investimenti strategici - tra cui il nuovo polo produttivo del Grana Padano DOP, l'ampliamento del magazzino di stagionatura e del centro di confezionamento - e ha perfezionato l'ingresso come socio di maggioranza in Latterie Venete, operazione che ne amplia ulteriormente le prospettive industriali e commerciali.
Fonte testo e foto: servizio stampa Latterie Vicentine
“Quello approvato dalla Commissione politiche agricole e ora definito con il Decreto ministeriale, è un aiuto concreto per gli agricoltori che stanno affrontando un nuovo pesante aumento dei costi di produzione. Parliamo di 136,8 milioni di euro complessivi, con quasi 15 milioni destinati alle aziende agricole venete”. Ad affermarlo è l’assessore regionale all’Agricoltura e coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni Dario Bond, commentando l’attivazione del sostegno emergenziale che punta ad arginare l’aumento dei costi dei fertilizzanti.
L’Unione europea, con il regolamento di esecuzione 2026/1894 del 27 luglio 2026, ha infatti attivato la riserva di crisi per sostenere gli agricoltori colpiti dal rincaro dei fertilizzanti legato alla situazione geopolitica in Medio Oriente. All’Italia sono stati assegnati 45,6 milioni di euro, con la possibilità di integrare le risorse nazionali fino al 200%. Il decreto ministeriale porta così la dotazione complessiva dell’intervento a 136.797.600 euro. “Come assessori regionali all’Agricoltura – evidenzia Bond – ci siamo mossi immediatamente chiedendo al Ministero non solo di attivare rapidamente lo strumento europeo, ma anche di utilizzare fino in fondo la possibilità di cofinanziamento nazionale. E’ importante che, di fronte a un aumento così rilevante dei costi dei concimi azotati, fosfatici e potassici, le istituzioni diano un segnale agli agricoltori che ogni giorno garantiscono produzioni, occupazione e sicurezza alimentare”.
Il sostegno è rivolto in particolare alle aziende che coltivano cereali, mais, foraggere non leguminose, barbabietola da zucchero, girasole, colza, olivo e nocciolo, colture nelle quali l’incidenza dell’aumento dei costi delle concimazioni supera la soglia dell’1,5% rispetto al valore della coltura per ettaro. Gli aiuti saranno riconosciuti sulla base delle superfici coltivate, con importi che vanno da 25 euro per ettaro per l’olivo fino a 64 euro per ettaro per il mais da granella.
“C’è poi un aspetto che considero particolarmente importante – aggiunge Bond –: abbiamo ottenuto un intervento semplice, che non costringe l’agricoltore a compilare un’altra domanda. Il sostegno sarà infatti riconosciuto sulla base della Domanda unica PAC 2026 già presentata. In un momento in cui chiediamo alle nostre imprese agricole di essere sempre più competitive, non avrebbe avuto senso aggiungere altra burocrazia per ottenere un aiuto”. Per il Veneto, secondo le stime sulla ripartizione territoriale, la misura porterà circa 15 milioni di euro direttamente agli agricoltori interessati dalle colture ammesse: “Quasi 15 milioni di euro che resteranno sul territorio e andranno alle aziende agricole venete – conclude Bond – sono una cifra importante, anche se sappiamo che non può compensare integralmente l’aumento dei costi. Il documento ISMEA stima infatti in oltre 396 milioni di euro i maggiori costi complessivi sostenuti a livello nazionale per le concimazioni di azoto, fosforo e potassio. Per questo consideriamo questo intervento un primo sostegno concreto e, allo stesso tempo, lavoriamo perché la competitività della nostra agricoltura non venga erosa dall’aumento strutturale dei costi di produzione”.
La produzione lorda agricola del Veneto nel 2025 vale 8,5 miliardi di euro, registrando un incremento di 590 milioni rispetto all’anno precedente (+7,4%). A certificarlo è il rapporto 2025 sulla congiuntura del comparto agroalimentare pubblicato da Veneto Agricoltura. Decisivi, in questo senso, soprattutto l’aumento dei prezzi (+5,1%) oltre che dei volumi prodotti (+2,2%), con equilibri differenti tra i comparti del settore primario veneto.
Nello specifico, le coltivazioni agricole, caratterizzate da un incremento di valore del 5,2%, hanno giovato più della crescita delle quantità prodotte (+4,1%) che dell’aumento dei prezzi (+1%), grazie soprattutto alla buona resa di alcuni dei fiori all’occhiello dell’agricoltura veneta.
Durante la vendemmia 2025, sono stati raccolti quasi 15 milioni di quintali di uva raccolti, in crescita del 6,8% sul 2024. Tra le colture industriali di punta sul territorio nazionale, soia e tabacco hanno fatto segnare rispettivamente un +4,1% e un +16% sui quantitativi del 2024.
Incisivo anche l’andamento delle colture ortive (+14%, con 875.000 tonnellate prodotte), che insieme alla ripresa del mais, principale coltura cerealicola regionale (+14,3%), hanno controbilanciato l’annata complessa dei cereali autunno-vernini e contribuito ad attenuare la contrazione produttiva registrata dalle colture frutticole (-9,9% in confronto al 2024). Stabile il settore florovivaistico con 1,8 miliardi di unità prodotte.
Bilancio positivo anche sul versante della zootecnia, con un valore generato in crescita del 12,4%. Al contrario però delle coltivazioni agricole, qui l’incremento delle quotazioni è stato predominante rispetto ai volumi produttivi, che sono sostanzialmente invariati rispetto al 2024.
Entrando nel dettaglio degli allevamenti veneti, il comparto suinicolo è l’unico a registrare un calo del valore della produzione ai prezzi di base, sceso a 264 milioni di euro (-3,7%). Tutti gli altri comparti hanno mostrato significativi rialzi, in particolare i bovini da carne (+19,7%) e gli avicoli (+13,1%). In risalita del 10,4% anche il valore del latte bovino (687 milioni di euro), che include il latte destinato alla trasformazione casearia.
Pure sul fronte della produzione ittica si registra un aumento del prezzo medio dei pesci venduti nei sei mercati regionali (+12,5%), che così, nonostante il calo produttivo del 7,5%, hanno potuto contare su un fatturato più consistente (54,8 milioni di euro totali, +4,2% sul 2024). Continuano invece le difficoltà per il comparto delle vongole di mare, con le draghe idrauliche dei Co.Ge.Vo veneti rimaste in porto tutto il 2025, ma in ripartenza in questo 2026 grazie a un accordo siglato da Veneto Agricoltura con gli stessi Co.Ge.Vo lo scorso aprile.
Spostando il focus, invece, sul contesto lavorativo e commerciale vissuto dalle aziende agricole nel 2025, emerge un quadro ambivalente: il numero delle imprese agricole registrate alla Camera di Commercio, in linea con l’andamento generale del Veneto, è diminuito del 2,1% (56.553 unità totali), mentre l’occupazione, con 58.000 addetti, è salita del 5,3%.
Negativo, infine, il saldo della bilancia commerciale con l’estero dei prodotti agroalimentari (-423 milioni di euro), a causa di una crescita delle importazioni (10,8 miliardi, +12,5%) più cospicua di quella delle esportazioni (10,5 miliardi, +4,8%).
La parità di genere si costruisce attraverso la cultura, la ricerca e l'impegno condiviso. Da questa convinzione nasce "Coltiviamo il rispetto", l'iniziativa promossa da Donne Coldiretti, in collaborazione con Fondazione Campagna Amica e Università di Verona, che si è tenuta lunedì 13 luglio scorso nella Sala Barbieri dell'Ateneo veronese. Nel corso dell'incontro è stata presentata l'attivazione di una borsa di ricerca, dal valore di 6mila euro, dedicata ad approfondire l'impatto sociale, educativo e culturale delle iniziative a sostegno della leadership femminile. L'obiettivo è promuovere un percorso capace di trasformare la ricerca in uno strumento concreto di cambiamento, valorizzando il ruolo delle donne nell'impresa, nel lavoro e nella società e offrendo alle nuove generazioni modelli positivi di crescita, autonomia e partecipazione.
L'iniziativa conferma l'impegno nel promuovere un'agricoltura sempre più inclusiva e innovativa, nella quale il contributo femminile rappresenta un motore di sviluppo economico, sociale e culturale. La collaborazione fra Donne Coldiretti e l'Università di Verona rafforza questo percorso, creando un ponte tra ricerca, formazione e territorio per generare nuove opportunità e conoscenza.La borsa di ricerca rappresenta un investimento sul futuro: un progetto che punta a misurare e valorizzare l'efficacia delle azioni dedicate all'empowerment femminile, contribuendo alla costruzione di una società più equa, inclusiva e consapevole del valore del talento delle donne.
Alessandra Da Porto è la nuova presidente di Confagricoltura Padova. L’elezione si è lo scorso venerdì 26 giugno, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione, ospitata all’Hotel Crowne Plaza di Padova, alla presenza del vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Emo Capodilista Giordano, del presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, degli associati, dei delegati territoriali, dei rappresentanti degli organismi dirigenti e del sistema Confagricoltura. Da Porto succede a Michele Barbetta, che lascia la guida dell’Associazione dopo otto anni di presidenza, avendo ricoperto due mandati: il primo avviato nel 2018 e il secondo dopo la riconferma del 2022.
Agronoma e imprenditrice agricola, Alessandra Da Porto era già vicepresidente di Confagricoltura Padova e componente del Comitato di Presidenza. Gestisce un’azienda agricola e un’attività agrituristica a Vigonza, portando con sé un’esperienza diretta d’impresa, radicata nel territorio padovano e attenta ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e della valorizzazione del ruolo femminile in agricoltura. Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti anche i membri del nuovo Consiglio Direttivo e i Probiviri: Giorgio Salvan, Fabio Finco e Pierluigi Rigato, indicati dalla presidente ed eletti con voto unanime.
“Concludo questi otto anni di presidenza – ha dichiarato il presidente uscente, Michele Barbetta - con un profondo senso di gratitudine verso tutti gli imprenditori agricoli che ogni giorno, con professionalità e determinazione, continuano a garantire cibo, tutela del territorio e sviluppo economico. Sono stati anni complessi, segnati dalla pandemia, dalla crisi energetica, dall'aumento dei costi di produzione, dalle conseguenze della guerra in Ucraina e da un cambiamento climatico che ha reso sempre più difficile programmare il lavoro nei campi. Abbiamo affrontato insieme queste sfide, cercando sempre di rappresentare con forza le esigenze delle nostre aziende e di costruire un dialogo costruttivo con le istituzioni. Lascio oggi un'associazione solida, competente e pronta ad affrontare una nuova fase. Ad Alessandra Da Porto rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro, certo che saprà guidare Confagricoltura Padova con passione, equilibrio e visione, accompagnando le imprese verso un'agricoltura sempre più innovativa, sostenibile e competitiva”. “Raccolgo questa responsabilità con gratitudine e senso del dovere – ha replicato Alessandra Da Porto –. Confagricoltura Padova rappresenta imprese vere, famiglie, lavoro, territori e filiere produttive che ogni giorno affrontano sfide sempre più complesse. Il nostro compito sarà quello di continuare a dare voce agli agricoltori, difendere il reddito delle aziende e accompagnare il settore dentro una fase di cambiamento che richiede competenza, visione e unità”.
Al termine della parte assembleare si è svolta la tavola rotonda “Agricoltura sostenibile: valore per le imprese”, dedicata a uno dei temi centrali per il futuro del settore primario. Il confronto ha visto la partecipazione del professor Gianni Barcaccia, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Padova, di Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura, e di Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione Veneto. L’agricoltura sta vivendo una trasformazione profonda. Da una parte il cambiamento climatico modifica le condizioni produttive, con minore disponibilità d’acqua, eventi estremi più frequenti, nuove fitopatie e una crescente pressione sugli ecosistemi. Dall’altra le imprese agricole devono restare competitive, produrre qualità, garantire reddito e rispondere a richieste ambientali sempre più stringenti. In apertura di confronto è stato affrontato il tema delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) anche alla luce del nuovo quadro normativo europeo. Il professor Barcaccia ha richiamato la distinzione tra Tea e Ogm, sottolineando come le nuove tecniche di miglioramento genetico possano rappresentare una frontiera decisiva per ottenere varietà più resistenti alle malattie, alla siccità e agli stress climatici, senza introdurre DNA estraneo ma intervenendo in modo mirato sui caratteri già presenti nelle piante.
Per l’agricoltura veneta, queste tecnologie potrebbero offrire risposte concrete su colture strategiche come vite, mais, frumento, orticole e frutticole, riducendo la necessità di trattamenti, migliorando la capacità di adattamento agli stress ambientali e aumentando la stabilità produttiva. Nei prossimi dieci anni, la ricerca genetica applicata alle colture sarà chiamata a lavorare soprattutto su resilienza climatica, resistenza alle patologie e uso più efficiente dell’acqua. Federico Caner ha invece portato l’attenzione sulle innovazioni che sono già presenti nelle aziende agricole venete: agricoltura di precisione, sensoristica, gestione razionale dell’irrigazione, tecniche conservative del suolo, sperimentazione varietale, difesa integrata e digitalizzazione dei processi produttivi. Veneto Agricoltura, attraverso i propri centri sperimentali e dimostrativi, sta lavorando proprio per trasferire alle imprese soluzioni applicabili, misurabili e sostenibili anche dal punto di vista economico. La sostenibilità, è emerso dal confronto, non può essere interpretata come un vincolo astratto, ma come un percorso tecnico e imprenditoriale. Significa ridurre gli sprechi, usare meglio le risorse, aumentare l’efficienza, proteggere il suolo e l’acqua, ma anche consentire alle aziende agricole di rimanere sul mercato.
L’assessore Elisa Venturini ha posto l’accento sulla necessità di conciliare tutela ambientale e competitività delle imprese. La sfida principale riguarda oggi la gestione degli effetti del cambiamento climatico: acqua, suolo, qualità dell’aria, difesa del territorio e protezione degli ecosistemi sono ambiti che richiedono politiche integrate, capaci di accompagnare le aziende e non di lasciarle sole davanti alla transizione. A chiudere la tavola rotonda è stata la neo presidente Alessandra Da Porto, che ha richiamato il ruolo dell’agricoltura come presidio economico, ambientale e sociale del territorio.“La sostenibilità non può essere uno slogan – ha concluso Da Porto –. Per le imprese agricole deve diventare una strada percorribile, fatta di innovazione, ricerca, investimenti e regole chiare. Gli agricoltori non sono un problema da correggere, ma una parte essenziale della soluzione. Il nostro compito sarà quello di accompagnare le aziende in questa direzione, difendendo la loro capacità di produrre, creare valore e custodire il territorio”.
Il Veneto si conferma una delle regioni più dinamiche d'Italia nel settore della birra artigianale. Con 138 realtà produttive attive (dati Veneto Agricoltura), una produzione stimata tra i 100 e i 110 mila ettolitri annui e un fatturato che supera i 100 milioni di euro, la filiera brassicola regionale rappresenta un esempio concreto di integrazione tra agricoltura, trasformazione e valorizzazione del territorio.
Un ruolo centrale è svolto dagli agribirrificiche, pur rappresentando il 39% delle aziende del comparto, realizzano oltre il 60% della produzione artigianale veneta. Per celebrare questa eccellenza, oggi, giovedì 18 giugno, dalle ore 18 alle 23, il Mercato Coperto di Campagna Amica Treviso in piazza Giustinian Recanati 8 ospiterà una nuova edizione di "Notte gialla – Attenti al Luppolo!", la festa dedicata alle migliori birre agricole del Veneto promossa da Coldiretti Treviso, Campagna Amica Treviso e Consorzio Birra Italiana, con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e la collaborazione del Ristorante Il Carro di Dunag Verde.
L'appuntamento si inserisce nel percorso di valorizzazione della birra agricola italiana, un settore nel quale il Veneto è stato tra i pionieri grazie agli investimenti nelle coltivazioni di orzo e luppolo e nella costruzione di filiere locali capaci di garantire qualità, tracciabilità e identità territoriale. Il taglio del nastro è previsto alle ore 18.30 e darà il via a una serata all'insegna del gusto, della sostenibilità e dell'incontro diretto tra produttori e consumatori.
Protagonisti saranno i birrifici agricoli che presenteranno le proprie produzioni e offriranno degustazioni e vendita diretta. Saranno presenti: Birrificio Napinta (Montebelluna), Birrificio Birrè (Paese), Birrificio Agricolo Tribe (Alpago), Norah's Beer (Borso del Grappa), Birrificio Agricolo Valderon (Valdobbiadene), Birrificio Via Regia (Preganziol), Birrificio Borgo Decimo (Borgo Facca – Pordenone), Birrificio Valle del Masero (Vo' Euganeo – Padova, nella foto Alessia Parisatto, titolare del birrificio).
Nel corso della serata saranno proposte degustazioni guidate gratuite, percorsi sensoriali dedicati a malti e luppoli, momenti di approfondimento sulla produzione brassicola agricola e uno spazio dedicato allo street food contadino con le eccellenze agroalimentari del territorio. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 366 6722499 o scrivere a mercaticampagnaamica.tv@coldiretti.it. Per aggiornamenti e curiosità sull'evento è possibile seguire i canali social di Campagna Amica Treviso.
(di Nadia Donato, consigliere Argav). Si e' svolta martedi' 12 maggio scorso al Caffe' Pedrocchi di Padova, davanti ad una platea di giornalisti e comunicatori, la presentazione del progetto "Stile Italiano nel Nordest europeo tra Veneto, Slovenia e Croazia", rete che coinvolge 185 imprese di questi territori, attive in molti settori, dal turismo ai servizi, dall'agroalimentare all'innovazione. Stile italiano e' una piattaforma che valorizza aziende, professionisti, artigiani e nuove attivita' con strumenti moderni.
Il 12 maggio e' una data molto significativa per il Veneto: nell'anno 1797 finisce ufficialmente la Repubblica di Venezia, detta Serenissima, ma corrisponde anche al 20° anniversario del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, guidato da Nela Srsen, nato nel 2006 per valorizzare imprese, territorio e identita' italiana, attraverso una rete moderna capace di creare opportunita' tra le due sponde dell'Adriatico.
Presenti, oltre al presidente della giunta esecutiva dell'Unione Italiana Marin Corva, che ha aperto l'incontro sottolineando come "Stile Italiano" rappresenti un progetto concreto per la valorizzazione di imprese, territorio e identità italiana attraverso una rete moderna capace di creare nuove opportunità tra le due sponde dell''Adriatico, Nela Srsen, console onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, che ha ricordato il lungo e impegnativo percorso della Croazia verso l'integrazione europea e il ruolo della nostra regione legata da storici rapporti culturali, economici e umanitari.
E' stata l'occasione per presentare il "Gelato delle Dolomiti": Alberto Pierobon di Creative Menu' ne ha descritto la qualita' e la genuinita' che nascono dalla scelta accurata delle materie prime e dalla maestria dei gelatieri delle Dolomiti, che hanno diffuso questo fresco e gradito alimento. "Il gelato ha il potere di "scacciare" i brutti pensieri - ha detto Pierobon -, porta spensieratezza. Questo gelato esiste da oltre 200 anni; e' un alimento semplice, fatto di pochi ingredienti, adatto a tutti. La capacita' dei bellunesi e' stata quella di diffondere il gelato in tutto il mondo".
E' stato poi presentato in anteprima "Biscu", un biscotto al tiramisu' nato dalla sapiente creatività' della Biscotteria Veneziana Carmelina, dell'isola di Burano, che da sempre con i propri dolci interpreta con stile uno dei dolci simbolo dell'Italia. Un biscotto elegante, con note di cacao, caffe' e vaniglia.
Nel corso della conferenza Raffaele Ambruoso, Ad dell'aereoporto Nicelli del Lido di Venezia, ha rilanciato il progetto dei collegamenti in idrovolante tra le due sponde dell'Adriatico, per il recupero della storica tradizione nata a Lussino all'inizio del Novecento con le prime rotte tra Venezia, Trieste e la costa orientale dell'Adriatico.
Il coordinatore di Europa Adriatica Nordest, Vittorio Baroni, ha infine ricordato il percorso sviluppato dopo l'intesa firmata nel 2023 al Teatro la Fenice di Venezia e la successiva Carta di Fiume: "L'Adriatico merita di essere vissuto sempre piu' come ponte tra comunita', economie e culture".
Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore. I risultati sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi lo scorso 8 maggio nella Basilica Palladiana di Vicenza, e durante la quale il Consorzio tutela formaggio Asiago ha annunciato la proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio, affidando alla tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo” il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma; Mauro Rosati, direttore Generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita; Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia; Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente Confindustria Alberghi e Antonio Auricchio, presidente AFIDOP - Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.
Produzione e prezzi. Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme complessive di Asiago DOP, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 M€, aumentato del 16,6%. L’Asiago Fresco, con 1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati. Sul fronte dei prezzi, l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 €/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57 €/kg, segnando un +4,38%. Consumi. Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato la migliore combinazione di incremento fra i formaggi DOP duri e semiduri del 2025: +4% a volume e +11,3% a valore. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9% a volume e del +2,6% a valore. In particolare, la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.
Il Consorzio tutela formaggio Asiago ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche l’adozione della certificazione volontaria MADE GREEN IN ITALY del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione. In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali, il Consorzio di tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa. È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area DACH, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.
Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l'export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 M€, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%. “I positivi risultati del 2025 - ha affermato il presidente del Consorzio tutela formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni - sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l'intero areale di produzione”.
A raccogliere questa sfida è la proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso. Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitariae produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda "Ecosistema DOP 2040: territorio, talenti, turismo". “Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare - ha affermato Matteo Zoppas, presidente ICE-Agenzia in apertura - con 57 denominazioni DOP e un valore delle esportazioni che supera l'80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l'Asiago DOP rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto”.
Alberto Mattiacci, professore ordinario Economia e Gestione delle Imprese Sapienza Università di Roma, ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo DOP Economy insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle DO c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040”. A conferma del percorso intrapreso, Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita ha ribadito come “i dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere DOP e IGP. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.
Il lavoro, però è solo all’inizio. Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente di Confindustria Alberghi non ha dubbi: “i Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall'industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l'ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori DOP e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l'identità territoriale in un'esperienza coerente sui mercati internazionali”.
Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago
E' iniziato il fine settimana del TraMe Festival 2026, l'evento tutto mestrino e veneziano, giunto alla seconda edizione, dedicato al tramezzino, in programma da oggi, venerdì 15 a domenica 17 maggio. Molti i bar di Venezia, Mestre e Marghera che si sfideranno per aggiudicarsi il premio per il miglior tramezzino innovativo dell'anno. I cittadini interessati, nelle giornate di venerdì (dalle 12:00 alle 19:00) e sabato (dalle 12:00 alle 15:00), potranno degustare e assegnare la loro preferenza ai tramezzini in concorso assaggiando 1/2 tramezzino al prezzo agevolato di 1 euro.
I locali partecipanti sono: Venezia - Da Lollo, Filovia, Motondoso; Boresso; Cupido. Mestre: El Fritoin; Hanky Panky; Perla; Serena; Caffè Commercio; Mela Verde; Babel; Ca di Mat. Marghera: Bottazzo.
Ma c'é anche l’opportunità di fare parte della Confraternita del Tramezzino, come Renzo Michieletto, vicepresidente Argav, attraverso l'acquisto online del coupon TraMe2026 (costo 10 euro) che consentirà di assaggiare un tramezzino intero in ogni bar, avere la shopper in tela TraMe, il diritto a uno sconto del 20% sui laboratori pubblicizzati nel sito della Confraternita (www.confraternitadeltramezzino.it), previo avviso sulla mail degli iscritti, estensione dell'orario di degustazione del sabato dalle 12 alle 19,00.
Domenica 17 maggio, presso il Polo Nautico di San Giuliano a Mestre, che si affaccia sulla laguna, si svolgerà il gran finale del Festival. Oltre alle degustazioni dei tramezzini concorrenti, accompagnate da spritz e cocktail preparati dal Maestro Cerimoniere della Confraternita del Tramezzino, Roberto Pellegrini, bartender di fama internazionale, sono in programma le premiazioni e la consegna dei riconoscimenti ai vincitori da parte del Gran Maestro della Confraternita, Andrea Crescente, e degli sponsor di TraMe Festival 2026. Si inizia alle ore 10:30 con la presentazione del Festival; seguirà alle ore 11:00 la premiazione del concorso per studenti, svoltosi nei giorni scorsi presso l'Istituto Alberghiero Barbarigo di Venezia, con l'assegnazione del “Premio Pan Piuma”; alle ore 11:30 sarà assegnato il “Premio TraMe 2026” riservato ai non professionisti che si sono sfidati in un concorso ad hoc svoltosi sempre al Barbarigo; alle ore 12:00 sarà annunciato e premiato il vincitore del “Premio Adriano Anzanello” per professionisti, ovvero il tramezer che secondo la giuria tecnica ha realizzato il tramezzino innovativo più interessante a cui si aggiungerà’ il riconoscimento per il tramezzino migliore votato dal pubblico. Infine, dalle 12,30 alle 13,00 è in programma la degustazione dei tramezzini in concorso e un brindisi con spritz e aperitivi vari. Info su Instagram: #trame_festival