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Bilancio, la Regione Veneto semplifica gestione impianti a fune e dà nuovi fondi ad agricoltura e pesca

“A quasi 20 anni dalla legge 21/2008, finalmente consentiamo agli operatori degli impianti a fune di sostituire le fideiussioni dovute alle Province con un versamento più sostenibile e proporzionato, liberando liquidità da reinvestire nello sviluppo, nella sicurezza e nell’innovazione degli impianti”. L’assessore alla montagna Dario Bond annuncia un’importante decisione, inserita nel Bilancio regionale appena approvato, che riguarda l’impiantistica a fune e per l’innevamento. Di fatto, sarà Veneto Innovazione a gestire il Fondo di rotazione in cui i gestori degli impianti verseranno le fideiussioni a garanzia del ripristino dei luoghi in caso di dismissione delle infrastrutture, liberando così risorse per gli investimenti.

“Con questo intervento rendiamo finalmente più efficiente e moderno il sistema di garanzie legato agli impianti di risalita e di innevamento. Fino ad oggi, infatti – ha spiegato Bond -, gli impiantisti erano tenuti a sottoscrivere fideiussioni anche di importi molto elevati – in alcuni casi pari a diversi milioni di euro – per garantire il ripristino dei luoghi in caso di dismissione degli impianti. Risorse importanti che rimanevano bloccate presso le Province, e quindi non disponibili per nuovi investimenti. Ora, con la semplificazione e il rafforzamento del Fondo in capo a Veneto Innovazione, gli impiantisti verseranno le quote fideiussorie direttamente a questo strumento, liberando risorse utili a nuovi investimenti”.

Per quanto riguarda l’agricoltura, il Bilancio regionale finanzia importanti interventi: oltre al nuovo Fondo per la montagna da 1 milione di euro e ai 30 per i LEA nelle terre alte, sono previsti 3.900.000 euro a favore dei Consorzi di bonifica per il ristoro dei danni e gli aumentati costi dei carburanti; 2.555.000 euro per la pesca e l’acquacoltura (vivificazione delle lagune e dei corsi d’acqua interni, di cui 185.000 per il Cogevo e 100.000 per la problematica del siluro nel Garda); 1.200.000 euro per il miglioramento genetico delle razze animali; 600.000 euro per la problematica dello zuccherificio di Pontelongo e i coltivatori di bietola; 1.115.000 euro per i ristori dei danni da fauna selvatica; 410.000 euro per i CRAS; 500.000 euro per l’eradicazione della nutria; 880.000 euro per la lotta alle fitopatie; 1.300.000 euro per gli interventi nell’ambito del Tavolo avversità pesca ed acquacoltura.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto/assessorato all’Agricoltura

10 aprile, Italia Zootecnica organizza a Padova una tavola rotonda per discutere di credito e servizi alle imprese agricole in tempo di crisi

AOP Italia Zootecnica, l’associazione che associa il 90% delle Organizzazioni Produttori di carni bovine, riunisce domani, venerdì 10 aprile, dalle ore 9.30, all’Hotel Crowne Plaza di Padova, i vertici di AGEA, ISMEA e AVEPA, per affrontare un tema sempre di attualità: credito e servizi alle imprese.

Sembra incredibile, ma le materie prime necessarie alla zootecnia bovina da carne hanno raddoppiato il costo e il mercato fatica a riconoscerlo, perché anche i consumatori fanno i conti con la spesa ed escono dai supermercati con il carrello sempre più vuoto. Tanto per citare un esempio, il costo di approvvigionamento dei ristalli destinati all’ingrasso, a gennaio 2022, appena usciti dal Covid, si attestava mediamente su €. 2,74 al Kg., oggi quel bovino acquistato in Francia, che ha oltre 3.900.000 vacche nutrici, contro le nostre 360.000, in diminuzione, costa €. 5,60 al Kg. Per effetto delle guerre in corso, il costo del gasolio è raddoppiato e le aziende agricole, per stare al passo con i tempi, devono investire e, di conseguenza, utilizzare sempre più linee di credito, condizionato dalle norme stringenti decise a Bruxelles.

Di questi argomenti ne parleranno in una tavola rotonda, moderata dalla responsabile marketing del Consorzio Sigillo Italiano, Elisa Bagordo, il direttore generale di AGEA, Fabio Vitale, il direttore dell’Organismo Pagatore di AGEA, Salvatore Carfì, il direttore generale di ISMEA, Sergio Marchi, il Commissario di AVEPA Fabrizio Stella, il Coordinatore Agricoltura di Credit Agricole Italia, Emanuele Fontana. Ad aprire i lavori del convegno sarà il presidente della 9^ Commissione del Senato, Luca De Carlo. Previste anche due comunicazioni su tecnologie e innovazioni in agricoltura, con Marco Vidale dell’azienda Sergio Bassan e Valentina Comastri dell’azienda Agertech. La chiusura dei lavori, in rappresentanza degli allevatori, verrà effettuata dal presidente dell’AOP Italia Zootecnica Alessandro De Rocco.

Il convegno potrà essere seguito in diretta streaming YouTube collegandosi al link: https://youtube.com/live/cEt_7wUSJbk
Per porre domande ai relatori, il pubblico in sala e da casa, potrà utilizzare la messaggistica WhatsApp, inviando le domande al numero di cellulare 335 7513456. Al termine del convegno verrà preparata la battuta di carne al coltello di “Scottona allevata ai cereali”, certificata dal Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e comunicata ai consumatori con il marchio collettivo del Consorzio Sigillo Italiano.

Fonte: servizio stampa AOP Italia Zootecnica

Cittadella (Padova). A Formaggio in Villa (17-19 aprile 2026), l’Asiago Dop racconta la propria versatilità attraverso la filiera, gli abbinamenti internazionali e la mixology. Anteprima il 7 aprile con il talk “L’Asiago ci mette la faccia”

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove la contemporaneità dell’Asiago Dop a Formaggio in Villa, rassegna nazionale dedicata all’eccellenza del mondo caseario, in programma dal 17 al 20 aprile a Cittadella (Padova), con un racconto fatto di esperienze di gusto inattese: abbinamenti con vini del nuovo mondo enologico, cocktail di tendenza, incontri con la filiera produttiva e degustazioni guidate.

Con quattro appuntamenti pensati per produttori, appassionati e curiosi, la specialità casearia veneto-trentina, main partner della manifestazione, apre le porte del suo mondo e risponde a stili di vita e di consumo diversi. A rendere possibile questo racconto è una rete solida, composta da malghe, latterie sociali, caseifici cooperativi e aziende familiari che ogni giorno trasformano il latte raccolto nelle intere province di Vicenza e Trento e parte di quelle di Padova e Treviso, in formaggio Asiago, una produzione non delocalizzabile, con un impatto diretto sull’economia. A Formaggio in Villa, insieme allo stand consortile dove personale esperto proporrà percorsi di avvicinamento al prodotto, saranno presenti: Caseificio Pennar, Caseificio San Rocco, Latteria Sociale di Castelnovo, Latteria Sociale Villa, Latterie Vicentine, Toniolo Casearia. Sei realtà che fanno vivere la contemporaneità di questo formaggio attraverso la versatilità delle diverse stagionature in degustazione: dai 20 giorni agli oltre 15 mesi.

Ad annunciare la manifestazione sarà un incontro che mette al centro le persone. Il 7 aprile, con il talk “L’Asiago ci mette la faccia”, in programma a Palazzo Pretorio (Via Guglielmo Marconi 30) di Cittadella alle ore 20:00, guidati dal giornalista Leandro Barsotti de Il Mattino di Padova, i partecipanti potranno ascoltare direttamente i produttori presenti a Formaggio in Villa. Un confronto su cosa significa custodire l’identità del formaggio Asiago nel tempo. L’incontro è a ingresso libero con prenotazione su Eventbrite all’indirizzo https://rebrand.ly/asiagomette76d55c Al termine seguirà una degustazione.

Sabato 18 aprile, alle 17:00, la masterclass Asiago Dop & Vini del nuovo mondo propone un viaggio sensoriale che attraversa quattro continenti. Oggi che la cultura del food pairing (ovvero l’associazione di due o più alimenti a seconda del loro composto molecolare e aromatico) spinge sempre più a esplorare combinazioni inedite, il formaggio Asiago risponde con una selezione di pregio: Fresco Riserva, Mezzano, Vecchio e Stravecchio Prodotto della Montagna e si confronta con i vini simbolo del nuovo mondo enologico, dal Sauvignon Blanc del Sudafrica, al Torrontés Selección de Salta dell’Argentina, dal Carmenère del Cile, fino al Shiraz dell’Australia rivelando affinità inattese. Una degustazione guidata che amplia la prospettiva sul formaggio Asiago e il suo rapporto con il mondo del vino.

Con Asiago Dop & Cocktail, domenica 19 aprile, alle 17:00, si esplora il territorio della mixology contemporanea, uno degli spazi più vivaci della cultura del fuori casa dove, in particolare le nuove generazioni, stanno sempre più scoprendo l’Asiago Dop come compagno ideale da aperitivo grazie soprattutto ai nuovi formati come lo snack di formaggio. Tre gli abbinamenti dove acidità, botaniche, fermentazioni e struttura del formaggio trovano una corrispondenza precisa con cocktail di tendenza. Una degustazione sorprendente, che rispetta la materia prima e ne valorizza aromi e texture in uno scambio inatteso mettendo in degustazione l’Asiago Dop Fresco 20 giorni a caglio vegetale insieme all’Hugo Spritz 2.0; l’Asiago Dop Semistagionato 6 mesi con il Margarita al Mezcal e l’Asiago Dop Vecchio 12 mesi col Old Fashioned al Vermouth Barricato. Informazioni e iscrizioni all’indirizzo: https//www.formaggioinvilla.it

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Agricoltura, boom di domande per i bandi CSR per lo sviluppo rurale: la Regione Veneto aumenta i fondi e le finanzia tutte

La Regione del Veneto rafforza il sostegno agli investimenti nel settore agricolo e garantisce il finanziamento di tutte le domande ammissibili presentate sia dai giovani agricoltori sia dalle aziende già attive. Con una nuova delibera, la Giunta regionale ha approvato una rimodulazione delle risorse dei bandi CSR per lo sviluppo rurale 2023-2027, incrementando la dotazione finanziaria complessiva per sostenere il maggior numero possibile di progetti.

“L’agricoltura veneta continua a dimostrare una straordinaria capacità di investimento e di innovazione – sottolinea l’assessore regionale Dario Bond –. Di fronte a una domanda di contributi superiore alle disponibilità iniziali, abbiamo deciso di intervenire con una rimodulazione delle risorse e con nuovi fondi. L’obiettivo è chiaro: accompagnare la crescita delle imprese agricole e sostenere il ricambio generazionale”.

Alla scadenza dei bandi, fissata al 16 febbraio scorso, le domande presentate per diversi interventi hanno infatti superato la dotazione finanziaria originaria per oltre 44 milioni di euro.Complessivamente sono arrivate oltre 2.500 domande di aiuto sui principali bandi attivati. In particolare, sono state presentate 797 domande per gli investimenti produttivi nelle aziende, 918 domande per gli investimenti agricoli legati alla tutela dell’ambiente e del clima, 116 domande per gli investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, e 44 domande per le attività di promozione dei prodotti agricoli di qualità.

La Regione ha quindi deciso di riorganizzare le risorse e integrare ulteriormente i fondi disponibili, portando la dotazione complessiva dei bandi a oltre 113 milioni di euro.Un’attenzione particolare è stata riservata ai nuovi giovani agricoltori: “Il ricambio generazionale è una priorità strategica – evidenzia l’assessore – perché significa futuro per il nostro sistema agricolo e per i territori rurali”.Per l’insediamento dei giovani agricoltori sono state presentate 280 domande di aiuto e altre 394 domande riguardano gli investimenti collegati al Pacchetto Giovani. Al termine dell’istruttoria, tutte le domande ammesse saranno finanziate.Forte anche la risposta delle imprese già attive. Le domande presentate da agricoltori “senior” per gli investimenti produttivi nelle aziende agricole sono state 817. Anche in questo caso la Regione ha scelto di rafforzare la dotazione finanziaria per garantire che tutte le domande ammissibili possano ottenere il contributo.“Si tratta di un segnale molto importante – prosegue l’assessore – perché significa sostenere concretamente centinaia di aziende che vogliono innovare, migliorare la competitività, investire in sostenibilità ambientale, risparmio idrico, benessere animale e trasformazione dei prodotti”.

Una parte delle risorse integrative sarà destinata anche al sostegno delle imprese zootecniche situate in area montana, confermando l’attenzione della Regione per i territori più fragili e per le filiere produttive che contribuiscono alla vitalità economica e ambientale delle terre alte.“Con questo provvedimento – conclude l’assessore – diamo una risposta concreta alla forte propensione all’innovazione a all’investimento delle imprese agricole venete. Finanziare tutte le domande ammissibili significa sostenere lo sviluppo del settore, rafforzare la competitività delle nostre aziende e continuare a sostenere uno dei pilastri dell’economia regionale”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Villa Nani coop, “Resilienza in campo”: all’incontro tecnico annuale presentato “Veneto grandi colture”, l’unione del cooperativismo agricolo di Rovigo, Verona e Vicenza

Sala gremita lo scorso 18 febbraio a “Le marachelle” di Badia Polesine (Rovigo), dove la cooperativa di servizi all’agricoltura, Villa Nani di Castelguglielmo ha organizzato il tradizionale incontro tecnico, quest’anno dal titolo: “Resilienza in campo, tecniche e strategie per difendere produzione e reddito agricolo”.

L’attesa e l’attenzione generale erano palpabili per un settore che sta arrancando tra cambiamenti climatici, cambiamenti dei mezzi tecnici, cambiamenti delle colture, cambiamento delle tecniche di lavorazione, nuove fitopatologie, necessità di nuovi investimenti. Serve resilienza. Ma il reddito agricolo ristagna e ha portato alla chiusura di molte aziende, che non hanno trovato il ricambio generazionale. Gli imprenditori agricoli cercano risposte.

Qui entra in gioco “Veneto grandi colture”, progetto di unione delle forze cooperativistiche agricole di tre province: Rovigo, Verona, Vicenza. La cooperativa Villa Nani, unica in Polesine, per bocca del presidente, Damiano Giacometti, ha dato l’annuncio dell’adesione. “Le grandi colture, come mais e barbabietola stano scomparendo – ha detto  Emilio Pellizzari, che cura il progetto, presidente del Coordinamento cerealicolo Veneto di Confcooperative – non si tratta più di parlare di prezzi, ma di che agricoltura faremo domani. I cambiamenti climatici hanno tolto i mesi di ghiaccio che pulivano i terreni, così ogni anno ci portiamo dietro insetti e infestanti dell’anno prima. Calano le produzioni. Non basta più lavorare insieme, dobbiamo unire le cooperative e insieme trovare delle soluzioni. Abbiamo fatto per primi in Veneto un contratto di rete per fare massa critica. Abbiamo bisogno di essere seguiti da qualcuno che ci aiuti a capire e usare le novità. Il progetto – ha concluso Pellizzari – sta lavorando sulla formazione di tecnici e agronomi e dei dipendenti delle cooperative. Abbiamo collaborazioni col Crea e con Veneto Agricoltura”.

Gli altri interventi hanno affrontato tematiche agronomiche. Marco Garutti Fmc Agro Italia, la multinazionale degli agrofarmaci, ha parlato di malattie fungine alle spighe del grano e di drammatica sempre maggior resistenza delle infestanti ai principi attivi commerciali. Paradossalmente, al di là dell’utilizzo di erbicidi in fase preventiva, la miglior lotta alla fitopatologie diventano le buone pratiche agronomiche quasi abbandonate (la rotazione, la pulizia dei letti di semina, la cura degli incolti). Ogni imprenditore agricolo dovrebbe conoscere la propria flora infestante e fare interventi mirati. Di iquesto ha parlato soprattutto Manuel Stona, titolare di Drone Power. I droni con sensori multispettrali possono costruire mappe dei singoli campi definite e precise, da cui dedurre lo stato della clorofilla, le carenze di azoto, il grado di incidenza della grandine, la maturazione dei frutti e tanto altro, rendendo possibile l’intervento chirurgico in campo e gli stessi trattamenti dall’alto, senza il calpestio del trattore. Isaia Beltrami di Pioneer Hi-Bred Italia, leader mondiale nella produzione e selezione di sementi, ha annunciato che nel 2026, centenario della fondazione e della commercializzazione del primo ibrido di mais, cambierà l’intero portfolio degli ibridi di mais. Il focus della ricerca genetica è tutto orientato alle piante resistenti agli stress idrici e alle alte temperature, in modo che non sviluppino funghi e conseguenti tossine.

Sul versante dell’approccio biosostenibile, Marta Delgado di Agriges, azienda italiana che produce biostimolanti e nutrienti, ha presentato concimi organici addizionati con alghe e microorganismi azotofissatori, che aiutano la pianta a sopportare l’attacco dei patogeni e gli stress idrici o l’asfissia radicale. Alessandro Contato e Sara Canato, tecnici di Villa Nani, hanno tracciato un programma di trattamenti standard per le colture del 2026. Un lungo pomeriggio ricco di informazioni e i partecipanti sono rimasti fino alla fine, che si è poi concluso con una cena conviviale con pubblico e relatori, tutti insieme.

Fonte testo e foto: servizio stampa Villa Nani

Filiera bieticolo-saccarifera a rischio estinzione. Coldiretti annuncia mobilitazioni e chiede il sostegno della Regione. Che risponde all’appello stanziando 600 mila euro per il settore

“Come Coldiretti esprimiamo fortissima preoccupazione per la tenuta della nostra filiera bieticolo-saccarifera. I dati 2025 di Veneto Agricoltura evidenziano per il settore bieticolo un forte calo delle superfici investite (-39%) scese a 4.730 ettari, con una conseguente riduzione della produzione complessiva del 27,1%, pari a 262,9 mila tonnellate, troppo poche per coprire i costi dello stabilimento di Pontelongo, in provincia di Padova” afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, che da Fieragricola lancia l’allarme all’indomani delle prime indiscrezioni sui dati della campagna 2026.

Le ragioni della disaffezione degli agricoltori verso questa coltura, che rappresenta ancora un asset strategico per tante regioni italiane, sono molteplici, ma principalmente le sempre maggiori difficoltà a difenderla dai patogeni per via della costante riduzione del numero di principi attivi efficaci, messi al bando dall’Unione Europea senza pensare a delle alternative più sostenibili per l’ambiente, ma altrettanto valide nella lotta fitosanitaria e il cambiamento climatico che mette a dura prova le semine e i raccolti. “Ciò che ci preoccupa di più ora è che se non riusciremo a incentivare gli agricoltori a credere ed investire ancora in questa coltura, non solo perderemo una filiera produttiva di cui abbiamo disperatamente bisogno, visto che siamo importatori netti di zucchero e ne consumiamo quantità elevatissime, ma che sarà a rischio almeno per questa campagna la piena attività dello stabilimento di Pontelongo che, al di là della storia centenaria, oggi è un vero e proprio presidio sul territorio” prosegue Salvan.

Lo stabilimento di Pontelongo dà lavoro a intere comunità, con ben 2.000 agricoltori conferenti per una produzione lordo vendibile generata di 17 mln e circa 100 dipendenti fissi e altri 100 stagionali. “Non possiamo permetterci né di perdere una coltura, né di mettere in difficoltà intere famiglie. Il problema ora rischia concretamente di trasformarsi da locale e prettamente “agricolo” a nazionale e sociale, con la messa a rischio di troppi posti di lavoro. Come Coldiretti ora chiediamo alla Regione Veneto, che ha già dimostrato vicinanza al settore durante la visita fatta allo stabilimento di Pontelongo poche settimane fa, di dare concretezza a questo sostegno. Dobbiamo trovare il modo di recuperare con urgenza risorse economiche per integrare l’aiuto accoppiato ad ettaro che grazie al recupero dei soldi della PAC potremo garantire per altri due anni ai nostri agricoltori – prosegue Salvan – “Dopo questo primo passo dovremo però pensare tutti insieme, a livello regionale e nazionale, ad una strategia di medio periodo che metta i nostri agricoltori nelle condizioni di coltivare le bietole senza timori e con reali garanzie”.

Coldiretti Veneto da tempo evidenzia come sia necessario muoversi su più fronti, partendo dall’attivazione di contratti di filiera pluriennali che vedano come attori, non solo gli agricoltori e gli zuccherifici, ma anche l’industria agroalimentare con sede in Italia che utilizza lo zucchero come materia prima per tutte le sue preparazioni e non valorizza il 100% italiano come valore aggiunto da cavalcare rispetto alle importazioni selvagge di zucchero dagli altri Paesi in cui viene prodotto con metodi dagli standard molto differenti da quelli nazionali, fino ad arrivare ad un coordinamento operativo reale tra le Regioni in cui è presente la filiera bieticolo-saccarifera, perché si facciano parte attiva nel chiedere al Governo un tavolo nazionale che coinvolga tutti gli attori del settore al fine di sostenere la filiera con azioni come un regime fiscale agevolato per gli stabilimenti produttivi nazionali per compensare le ingenti spese energetiche.

Alla chiamata di Coldiretti Veneto risponde subito Dario Bond, assessore regionale all’Agricoltura, che annuncia il proprio sostegno alla filiera bieticolo-saccarifera e ai produttori impegnati in una coltura strategica per il territorio. “Due settimane fa ho voluto incontrare direttamente i produttori dello stabilimento di Pontelongo, presidio produttivo, economico e occupazionale per il territorio. Insieme al presidente Alberto Stefani ho ascoltato le loro preoccupazioni per le criticità del settore – ha dichiarato Bond -. Da quell’incontro è emersa con forza la necessità di dare un segnale immediato: per questo, nel bilancio regionale abbiamo già previsto di inserire una cifra che dovrebbe attestarsi sui 600.000 euro. Ringrazio il presidente Stefani e l’assessore Filippo Giacinti per l’impegno e l’attenzione dimostrati verso questa filiera, che richiede risposte rapide e concrete”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto/Regione Veneto

Roncade (Treviso). Molino Rachello riqualifica gli impianti strutturali all’insegna della sostenibilità

Non solo la revisione del 70% degli impianti di pulizia e stoccaggio del grano, ma anche un nuovo spazio per i corsi di formazione in sede e un obiettivo raggiunto di riduzione dei consumi elettrici del 3%. Con il termine dei lavori strutturali, che ha impegnato l’azienda in un piano di investimenti da 7 milioni di euro nell’ultimo anno, Molino Rachello di Roncade (Treviso) , che i soci Argav hanno visitato nel 2019, nserisce una nuova tessera nel mosaico della sostenibilità, guardando al futuro con fiducia.

Nel corso del 2025 l’azienda è avanzata lungo un percorso destinato a una produzione sempre più rispettosa dell’ambiente e delle persone: dalla sostituzione dei silos grano a un importante ampliamento dei silos farina, dal cambio di tutti i macchinari destinati alla pulizia e decorticazione del chicco di grano al revamping dei pannelli fotovoltaici installati precedentemente, che ora garantiranno una performance di 300 KW e una ulteriore riduzione dei consumi, aggiungendosi all’acquisto di energia da sole fonti rinnovabili.

Molino Rachello punta così all’ulteriore perfezionamento delle caratteristiche del grano destinato alla macinazione, per favorire la sana alimentazione e il benessere dei consumatori con crusca di qualità superiore e fibre migliori per il consumo e la lavorazione. Con l’ottimizzazione delle fasi di ricevimento e scarico della materia prima, verranno inoltre dimezzati i tempi di attesa per i trasportatori, assicurando una migliore movimentazione logistica dei piazzali dell’azienda.

Non da meno l’aspetto formativo: un nuovo spazio attrezzato con macchinari di ultima generazione e un’aula da 20 posti appena rinnovata contribuiranno all’ambiente ideale per i “professionisti dell’arte bianca”. Panificatori, piazzaioli, pasticceri e professionisti del settore avranno infatti l’opportunità di partecipare ai nuovi format di apprendimento in programma per il 2026, strutturati per offrire spunti tecnici e imprenditoriali, oltre a sessioni di consulenza tecnica personalizzata.

“Guardiamo avanti ai prossimi anni con fiducia e ottimismo – sostiene Gabriele Rachello, Ceo dell’azienda – il nostro impegno si esprime nel costruire un modello produttivo capace di rispettare l’ambiente, valorizzare la materia prima e migliorare il benessere delle persone che lavorano con noi, di chi utilizza i nostri prodotti e dei consumatori. La riduzione dei consumi energetici, l’efficientamento dei processi e la creazione di nuovi spazi formativi rappresentano passi concreti di un percorso che continueremo a portare avanti con responsabilità e visione. Vogliamo essere un punto di riferimento per una filiera sempre più sostenibile, innovativa e proiettata al futuro.”

Era il 1901 quando Andrea Rachello fondò il Molino a Cendon di Silea (TV), lungo il fiume Sile, dando vita con lungimiranza ad un percorso che oggi, dopo quasi 125 anni di storia e 6 generazioni, si contraddistingue per l’attenzione scrupolosa rivolta al rispetto della biodiversità e promuove la sana alimentazione. Tra i primi in Italia ad ottenere la certificazione Bio nel 1999, Molino Rachello è infatti riconosciuta in Italia per la promozione di percorsi di gestione sostenibile delle colture, costruendo una filiera 100% italiana che coinvolge oltre 30 aziende agricole distribuite in tre regioni. La massima rappresentazione di tale filosofia è il progetto “Oasi Rachello”, che prevede la coltivazione del grano in aree incontaminate e protette da ogni forma d’inquinamento, in cui si pratica un’agricoltura virtuosa, rispettosa e controllata, secondo un preciso disciplinare di coltivazione condiviso.

Fonte: testo e foto servizio stampa Molino Rachello

Nuova giunta regionale: chi sono Dario Bond, assessore all’Agricoltura ed Elisa Venturini, assessore all’Ambiente

A dicembre 2025 si è insediata a Venezia la nuova Giunta regionale guidata dal presidente Alberto Stefani. Tra gli assessori di nuova nomina, evidenziamo coloro che seguiranno le tematiche da noi trattate, agricoltura (Dario Bond) e ambiente (Elisa Venturini).

Dario Bond è nato nel 1961 a Feltre, in provincia di Belluno. Laureato in Scienze agrarie, erborista, è stato consigliere comunale a Feltre dal 1989 al 1993 e presidente del Consiglio comunale. Poi consigliere regionale per due mandati e deputato alla Camera eletto nel 2018. Oltre all’agricoltura, Bond ha le deleghe Foresta, Montagna, Caccia e Pesca.

Elisa Venturini è nata nel 1979 a Piove di Sacco (Padova). Laureata in Giurisprudenza, è stata sindaco di Casalserugo dal 2008 al 2018, già Consigliere Delegato della Provincia di Padova e vicepresidente Anci Veneto, consigliere regionale nel 2023. Oltre all’Ambiente, ha assunto le deleghe Clima e Protezione Civile.

Origine dei prodotti agroalimentari, Coldiretti Veneto scrive ai capigruppo regionali affinché operino per dare ancora più garanzie ai consumatori

Coldiretti Veneto ha inviato a tutti i capigruppo della nuova legislatura regionale una proposta di mozione per chiedere la modifica della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del Made in Italy e garantire trasparenza ai consumatori. In particolare, l’organizzazione agricola chiede di escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione del codice doganale, prevedendo come unico criterio per l’individuazione dell’origine del cibo l’indicazione del luogo di provenienza delle materie prime.“ L’obiettivo è chiaro: garantire trasparenza, corretta informazione ai consumatori e una reale tutela del nostro patrimonio agroalimentare”, afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto (nella foto in alto).

Da sempre Coldiretti è in prima linea nella battaglia contro l’inganno sull’origine dei prodotti, una pratica che danneggia gravemente gli agricoltori, l’intero sistema agroalimentare e i cittadini. Un impegno che ha portato, negli ultimi 25 anni, a risultati fondamentali come l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria dell’origine per numerose filiere, grazie a una costante azione di mobilitazione a livello locale, nazionale ed europeo. “La difesa dell’origine dei prodotti non è una battaglia di categoria, ma una questione di trasparenza e di giustizia  – aggiunge Salvan -, i consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono in tavola e gli agricoltori il diritto di non subire concorrenza sleale”.

Nel mirino di Coldiretti c’è in particolare la vigente disciplina doganale contenuta nel regolamento (UE) n. 952/2013, che stabilisce l’origine di un prodotto in base al Paese dell’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale (cosiddetta origine non preferenziale). Un criterio che, applicato ai prodotti agroalimentari genera effetti distorsivi ed ambiguità.
“Questa norma consente di attribuire un’origine “Made in Italy” a prodotti che in realtà provengono dall’estero e arrivano nel nostro Paese solo per un’ultima fase di trasformazione – spiega Salvan –. Un esempio emblematico è quello del concentrato di pomodoro importato che viene lavorato in Italia al solo scopo di ottenere un’etichetta italiana pur partendo da materie prime di provenienza e qualità ben diverse”.

La battaglia contro l’inganno sull’origine rappresenta, per Coldiretti, il cuore della difesa del Made in Italy. Un impegno che ha portato anche a contrastare i traffici di cibo nei porti e a raccogliere oltre un milione di firme a sostegno di una normativa più equa. “Avere al nostro fianco le istituzioni, dai Comuni alla Regione Veneto, è strategico per dare ulteriore forza politica alla nostra richiesta di modifica della normativa europea – sottolinea Salvan –. Per questo chiediamo il sostegno autorevole del Consiglio regionale del Veneto affinché si faccia promotore di un’azione politica forte nelle sedi competenti”.

Fonte testo e foto: servizio stampa Coldiretti Veneto

10 gennaio, soci Argav in visita al Presepio artistico e al territorio di Segusino (Treviso)

Grazie all’impegno dei soci onorari, Carlo Stramare e Denis Coppe, dell’associazione Amici del Presepio artistico di Segusino, sabato 10 gennaio i soci Argav saranno in visita al territorio segusinese. 

Programma

Ore 10:00 Ritrovo a Segusino (TV), zona Chiesa Parrocchiale – Presepio Artistico (navigatore: viale Italia, 270 Segusino). Ore 10:15, visita al Presepio Artistico di Segusino, edizione 2025 dal titolo: “La vita è bella…?” ispirato al celebre film di Roberto Benigni del 1997. Ore 11:00, visita al Birrificio di Quero (nel vicino comune di Setteville): il birrificio di Quero è una realtà giovane, di proprietà di Emil Zanella e Adriano Mondin: due amici d’infanzia che hanno coltivato la passione per la produzione della birra, prima per hobby e poi come lavoro. Si farà quindi la visita al laboratorio di produzione della birra e all’attiguo locale di degustazione e ristorazione. Ore 12:00 circa: pranzo presso il Birrificio di Quero con portate abbinate ai vari tipi di birra artigianale. Ore 15:00 circa: Saluti finali.