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Presentata a Trecenta (Rovigo) l’offerta scolastica del territorio, tra cui quella degli Istituti per l’agricoltura, l’ambiente e l’artigianato

(di Antonio Verni, giornalista socio Argav). Un soleggiato primaverile pomeriggio ha fatto da quinta alla presentazione dell’offerta scolastica degli istituti Liceo artistico ‘Bruno Munari’ di Castelmassa, Istituto professionale di Stato per l’industria e l’artigianato ‘Enzo Bari’ di Badia Polesine, Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente ‘M. e T. Bellini’ di Trecenta. In mostra vari modelli di abiti, numerose piantine coltivate in serra, vari trattori, dai primordi della meccanizzazione in agricoltura ai giganteschi John Deere e Fiat dell’età moderna, macchine dotate di ogni confort. Un momento è stato dedicato anche alla ristorazione e un angolo alla presentazione della nuova disciplina, micorizzazione delle piante e coltivazione dei tartufi. L’intero polo scolastico copre le esigenze di oltre 700 allievi suddivisi in 32 classi.

Il Liceo artistico ‘Munari’ rappresenta l’evoluzione dello storico Istituto d’arte di Castelmassa, fondato nel 1890. Oggi offre due indirizzi, le Arti figurative e il Design moda. L’Ipsia forma gli allievi soprattutto nella manutenzione e assistenza tecnica di piccoli sistemi e impianti. Chi lo frequenta, solitamente trova lavoro dopo pochi mesi dall’aver superato l’esame di Stato.

L’ ‘M. e T, Bellini’ merita un discorso a parte in quanto è dotato di convitto, un campus residenziale per ragazzi e ragazze che permette il pernottamento di alcune degli allievi e delle allieve dell’intero polo scolastico. “Obiettivo fondamentale della strategia formativa dell’Istituzione – precisano i dirigenti scolastici – è infatti l’integrazione con il territorio per rispondere in modo sempre più qualificato alle sue esigenze professionali e per creare figure in grado di interpretare con preparazione e flessibilità a ciò che il mercato richiede”.

Per coloro che volessero approfondire il discorso della meccanizzazione in agricoltura, una visita al Museo-Collezione di trattori Landini di Aiello del Friuli, un borgo di poco più di 2.000 abitanti in provincia di Udine, sarebbe quanto mai opportuna. Difatti Remo Baldassi, fondatore del museo, ha realizzato il sogno di esporre numerose macchine agricole Landini, trattori che hanno segnato la storia dell’agricoltura meccanizzata. In mostra una cinquantina di pezzi, funzionanti e tenuti con cura, assieme ad attrezzi, utensili e manifesti di un’epoca che fu. Un mondo che esprime un certo fascino non soltanto per gli appassionati. Di questi precursori della meccanizzazione agraria, il più piccolo ‘testa calda’ fu il Landini ‘L 25’ (in foto). Aveva 25 cavalli.

 

23 maggio, dalle 21 alle 24 l’Ecomuseo della Paglia fa rivivere nel centro storico di Crosara di Marostica (Vicenza) gli antichi mestieri

In occasione della “Notte europea dei musei”, in programma sabato 23 maggio, l’associazione culturale Terra e Vita, che gestisce l’Ecomuseo della Paglia a Crosara di Marostica (Vicenza), visitato dai soci Argav nell’agosto del 2023, farà tornare il centro storico della cittadina indietro nel tempo.

Per festeggiare i 25 anni dalla nascita, il piccolo ma delizioso museo “uscirà” infatti dalle sue stanze per farsi scena viva con 50 figuranti de “Le Arti per Via” che, dalle 21 alle 24, daranno vita all’evento “Quando la strada diventa Museo e il Museo diventa spettacolo”, con la rievocazione di antichi mestieri e arti rurali (in caso di maltempo l’evento sarà annullato). 

Fonte: Associazione culturale Terra e Vita

Agricoltura, boom di domande per i bandi CSR per lo sviluppo rurale: la Regione Veneto aumenta i fondi e le finanzia tutte

La Regione del Veneto rafforza il sostegno agli investimenti nel settore agricolo e garantisce il finanziamento di tutte le domande ammissibili presentate sia dai giovani agricoltori sia dalle aziende già attive. Con una nuova delibera, la Giunta regionale ha approvato una rimodulazione delle risorse dei bandi CSR per lo sviluppo rurale 2023-2027, incrementando la dotazione finanziaria complessiva per sostenere il maggior numero possibile di progetti.

“L’agricoltura veneta continua a dimostrare una straordinaria capacità di investimento e di innovazione – sottolinea l’assessore regionale Dario Bond –. Di fronte a una domanda di contributi superiore alle disponibilità iniziali, abbiamo deciso di intervenire con una rimodulazione delle risorse e con nuovi fondi. L’obiettivo è chiaro: accompagnare la crescita delle imprese agricole e sostenere il ricambio generazionale”.

Alla scadenza dei bandi, fissata al 16 febbraio scorso, le domande presentate per diversi interventi hanno infatti superato la dotazione finanziaria originaria per oltre 44 milioni di euro.Complessivamente sono arrivate oltre 2.500 domande di aiuto sui principali bandi attivati. In particolare, sono state presentate 797 domande per gli investimenti produttivi nelle aziende, 918 domande per gli investimenti agricoli legati alla tutela dell’ambiente e del clima, 116 domande per gli investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, e 44 domande per le attività di promozione dei prodotti agricoli di qualità.

La Regione ha quindi deciso di riorganizzare le risorse e integrare ulteriormente i fondi disponibili, portando la dotazione complessiva dei bandi a oltre 113 milioni di euro.Un’attenzione particolare è stata riservata ai nuovi giovani agricoltori: “Il ricambio generazionale è una priorità strategica – evidenzia l’assessore – perché significa futuro per il nostro sistema agricolo e per i territori rurali”.Per l’insediamento dei giovani agricoltori sono state presentate 280 domande di aiuto e altre 394 domande riguardano gli investimenti collegati al Pacchetto Giovani. Al termine dell’istruttoria, tutte le domande ammesse saranno finanziate.Forte anche la risposta delle imprese già attive. Le domande presentate da agricoltori “senior” per gli investimenti produttivi nelle aziende agricole sono state 817. Anche in questo caso la Regione ha scelto di rafforzare la dotazione finanziaria per garantire che tutte le domande ammissibili possano ottenere il contributo.“Si tratta di un segnale molto importante – prosegue l’assessore – perché significa sostenere concretamente centinaia di aziende che vogliono innovare, migliorare la competitività, investire in sostenibilità ambientale, risparmio idrico, benessere animale e trasformazione dei prodotti”.

Una parte delle risorse integrative sarà destinata anche al sostegno delle imprese zootecniche situate in area montana, confermando l’attenzione della Regione per i territori più fragili e per le filiere produttive che contribuiscono alla vitalità economica e ambientale delle terre alte.“Con questo provvedimento – conclude l’assessore – diamo una risposta concreta alla forte propensione all’innovazione a all’investimento delle imprese agricole venete. Finanziare tutte le domande ammissibili significa sostenere lo sviluppo del settore, rafforzare la competitività delle nostre aziende e continuare a sostenere uno dei pilastri dell’economia regionale”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

A Fieragricola, la 55ª Mostra nazionale della razza Bruna va a «Mirina». Diversificazione, qualità e turismo i fattori chiave per l’agricoltura di montagna

La 55ª Mostra nazionale della Razza Bruna, ultimo evento del programma della 117ª Fieragricola di Verona 2026 che si è tenuta dal 4 al 7 febbraio scorso, ha incoronato campionessa assoluta «Mirina», bovina nata il 28 luglio del 2019 e di proprietà della società agricola La Torre di Olzeri Adolfo e C., un allevamento multifunzionale con 70 capi totali (dei quali 35 bovine in lattazione) a Baceno, in provincia di Verbania-Cusio-Ossola.

Felicità alle stelle, suggellata da una pioggia di spumante nel ring di Veronafiere, proprio come meritano di essere festeggiate le grandi vittorie sportive. E così è per Luca Olzeri, 40 anni, titolare dell’azienda insieme al fratello Fausto, 20 ettari a valle e 150 ettari di pascolo a circa 1.700 metri di quota. Come in tutte le aziende agricole di montagna, il periodo estivo si passa in rigorosamente in alpeggio, per garantire un’alimentazione fresca di pascolo alle bovine. «La nostra è un’azienda agricola multifunzionale – spiega Luca Olzeri – perché trasformiamo il latte in latticini e formaggi sia nel nostro punto vendita, sia nei ristoranti e negozi di tutta la provincia. Abbiamo anche un agriturismo nel parco naturale Veglia Devero (la struttura si chiama Alpe Crampiolo, consente anche di adottare una mucca e di ritirare successivamente i prodotti caseari ottenuti dal latte dell’animale prescelto, ndr), con la possibilità di ristorazione e di pernottamento».

Nessun dubbio sulla scelta effettuata. «La multifunzione è una soluzione vincente, in particolare nelle nostre zone di montagna, perché ti permette di diversificare l’orientamento produttivo, poter contare quindi su redditi diversificati, e riesce inoltre a offrire la tua qualità direttamente ai consumatori», prosegue Olzeri. Un solco che permetterà un futuro anche alla zootecnia di montagna, che per l’allevatore di Baceno dovrà ispirarsi a tre fattori: «Diversificazione, qualità, turismo».

Grande soddisfazione per la conquista del titolo di campionessa assoluta a «Mirina» anche per Davide Errera, titolare dell’allevamento Corte Murata di Borgo Virgilio e fra i grandi vincitori delle più importanti mostre zootecniche nella razza Holstein, al quale è stata affidata la cura e la gestione della vacca nei giorni di sosta a Verona, in vista della gara a Fieragricola. «La mostra ha messo in luce capi con qualità notevolissime e sarà ricordata per la partecipazione di animali moderni, vale a dire funzionali, non estremi nelle dimensioni – analizza Enrico Santus, direttore di Anarb, l’Associazione nazionale allevatori di razza Bruna  –. Il giudice ha voluto dare un messaggio molto chiaro: arti e piedi devono essere in perfetta funzionalità, perché un animale deve durare in stalla. Qualità, arti e piedi, mammelle: sono i parametri per un animale sano, produttivo, completo e duraturo, perché la longevità resta uno dei grandi obiettivi per coniugare produttività, benessere animale e sostenibilità ambientale. Non ci deve essere dicotomia fra animale da mostra e animale da stalla, anzi. La bovina che vince qui deve essere quella che va bene anche in stalla».

Un altro significativo messaggio della 55ª Mostra nazionale della Bruna riguarda l’innovazione, claim peraltro adottato da Fieragricola per questa 117ª rassegna internazionale. «Per molto tempo si è pensato che le realtà svantaggiate interne avessero bisogno di meno tecnologia, mentre è esattamente il contrario – sostiene Santus –. Proprio nelle realtà più difficili come quelle di collina o di montagna, dove si fa una zootecnia eroica e di presidio del territorio, la tecnologia può aumentare molto la competitività di queste aziende. Abbiamo assistito alla diffusione in stalla di sensori, robot di mungitura e pensavamo fossero solamente tecnologie da pianura. Poi le abbiamo viste diffondersi nelle montagne e sono una delle risposte vincenti per mantenere gli allevatori in montagna, dove le antiche tradizioni devono potersi confrontare con l’aiuto fondamentale dell’innovazione tecnologica più avanzata».

Fonte testo e foto: servizio stampa Veronafiere

26-27 febbraio, a Treviso le Giornate internazionali di studio sul paesaggio guardano al connubio con la salute

Giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche organizza la ventiduesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, dedicate al tema Healthscapes. Il paesaggio, il senso contemporaneo della cura e l’equivoco del benessere, e curate da Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Iuav di Venezia, e Simonetta Zanon, responsabile ricerche e progetti sul paesaggio della Fondazione Benetton.

Una due giorni di incontri e dibattiti, che coinvolgerà una quindicina di relatori italiani e stranieri, – esperti, studiosi, professionisti provenienti da diversi ambiti disciplinari, dall’architettura del paesaggio all’ecologia, dalla biologia alla medicina, dalla psicologia ambientale alle neuroscienze –, e che riserverà uno spazio speciale anche al linguaggio del cinema, per proporre una riflessione sul legame tra benessere/malessere e paesaggio, tra salute e percezione dell’ambiente, e sul progetto paesaggistico come forma di cura e vicinanza attiva alla condizione umana.

Un’intenzione che si esplicita fin dalla scelta del titolo di questa edizione, la parola Healthscapes, sintesi di Health (Salute) e Landscapes (Paesaggi), che apre una prospettiva sulla correlazione, non scindibile, fra lo stato della salute e quello dell’ambiente e del paesaggio, e sull’impatto che il secondo può avere anche sulla cura delle persone. E questo passando dalla dimensione individuale a quella sociale, sino alla scala planetaria.

Spiegano i curatori: «Il neologismo Healthscapes, che unisce le parole “salute” e “paesaggi”, tiene insieme molte questioni collegate all’influenza che il paesaggio esercita, in modi diversi, sul benessere e la salute dei viventi. Si pensi, ad esempio, e non solo in prospettiva antropocentrica, alla salubrità/tossicità dell’aria, dell’acqua e del suolo; alla disponibilità o meno, nelle città, di spazi accessibili a tutti per l’esercizio fisico e la socialità, per coltivare il proprio cibo o, semplicemente, entrare in contatto con la natura e goderne i benefici, ampiamente dimostrati sia a livello fisico che psichico.

I luoghi incidono sulla salute anche in riferimento alla loro condizione, quando diventano fonte di spaesamento di fronte alla banalizzazione del paesaggio e di vero e proprio malessere per il degrado di ambienti nei quali si vive ma non ci si riconosce più.

Alla scala planetaria, si pensi agli effetti del clima sulla salute dei viventi e agli impatti che hanno avuto le sue variazioni nella storia della vita sulla Terra, tutte manifestazioni della connessione tra la salute del pianeta e quella dei suoi abitanti, riassunta nell’efficace espressione one health. Una salute “unica” messa a dura prova, soprattutto nelle giovani generazioni, anche dalle conseguenze, dal punto di vista psicologico, della consapevolezza degli effetti disastrosi dei comportamenti umani rispetto all’emergenza ecologica (ecoansia).

In questo quadro, il progetto di paesaggio, alle diverse scale, a partire dal proprio giardino, ha un ruolo decisivo nel disegno responsabile di luoghi dedicati alla cura dei nostri corpi e delle nostre menti e, prima ancora, di ambienti urbani concepiti per il benessere individuale e collettivo; inclusivi del mondo animale, vegetale e minerale; orientati al ripensamento radicale che l’attuale crisi ambientale rende non più rimandabile».

Informazioni. Auditorium Palazzo Bomben, via Cornarotta 7, Treviso. Ingresso libero, senza obbligo di prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili. Traduzione simultanea italiano/inglese/italiano disponibile per tutti gli interventi. Diretta streaming nel canale YouTube della Fondazione. Agli architetti e agli agronomi/forestali iscritti ai rispettivi ordini professionali, che ne faranno richiesta, saranno riconosciuti i crediti formativi. Ulteriori informazioni: fbsr.it

Fonte: servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche. Foto: Lungomare di Malmo_Progetto e foto di Jeppe Aagard Andersen

A Fieragricola i buyer dall’africa alla ricerca di soluzioni per un’agricoltura più produttiva

L’agricoltura dell’Africa si è ritrovata a Fieragricola, la cui 117a edizione si è appena chiusa a Veronafiere. Missione: l’acquisto di macchine agricole, attrezzature e tecnologie per sostenere lo sviluppo locale del settore primario, che per il Continente africano significa accompagnare la crescita di un comparto che rappresenta il 30-35% del Pil, assorbe il 50% dell’occupazione e costituisce la fonte di sostentamento per il 70% della popolazione.

A Fieragricola, infatti, grazie alle operazioni di incoming organizzate in collaborazione con ITA-Italian Trade Agency e con i delegati esteri di Veronafiere, sono presenti delegazioni provenienti da Algeria, Angola, Egitto, Ghana, Kenya, Libia, Mozambico, Senegal, Tunisia (oltre a buyer provenienti da Albania, Armenia, Azerbaijan, Canada, Cile, Cina, Costarica, Croazia, Ecuador, Georgia, Grecia, Guatemala, India, Kazakistan, Macedonia, Moldavia, Perù, Polonia, Romania, Serbia, Spagna).

La delegazione keniota si concentra, in particolare, su quattro comparti: meccanizzazione, cerealicoltura, frutta, zootecnia. Ken Kimani, allevatore di bovini da carne in Kenya, con 7mila ettari in gestione, è a Fieragricola per «rafforzare la genetica animale e incrementare le produzioni, ma anche per cercare macchine agricole in grado di ottimizzare le prestazioni e ridurre i consumi, grazie a sistemi di agricoltura di precisione. Sono interessato anche a pannelli per il solare o il fotovoltaico, così da produrre energia in autonomia, perché in Kenya a volte l’approvvigionamento energetico è complesso».

In Africa, secondo le stime della Banca africana di sviluppo, circa 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all’elettricità. Il continente non resta comunque fermo. Secondo l’Africa Market Outlook for Solar PV 2026–2029, nel 2025 l’Africa ha incrementato di circa 4,5 GW la capacità solare fotovoltaica, con un aumento del 54% su base annua. Il Sudafrica è stato il primo mercato con 1,6 GW di incremento, seguito dalla Nigeria con 803 MW, dall’Egitto con 500 MW e dall’Algeria con 400 MW, davanti a Marocco (+204 MW), Zambia (+139 MW), Tunisia e Botswana (+120 MW ciascuno), Ghana (+92 MW) e Ciad (+86 MW). Entro il 2029 l’Africa potrebbe segnare un’ulteriore accelerazione superiore a 31,5 GW di capacità solare cumulativa.

A caccia di innovazione nell’ambito della genetica e della genomica bovina è anche David Kosgey Kipchirchir, allevatore con 10mila bovine da latte e mille ettari coltivati. «Il mio obiettivo è incrementare la produzione di latte e migliorare la resilienza dei capi, attraverso un’accelerazione sul versante della genetica – afferma l’allevatore keniota –. Oggi la produzione media per capo si aggira intorno ai 30 litri al giorno; abbiamo la necessità di produrre di più per il mercato locale».

Kelvin Wanjira è un produttore di uva da tavola, caffè e latte nel centro del Kenya. «Sono qui per trovare soluzioni adatte al packaging nel comparto frutticolo, ma anche per migliorare il benessere animale e la resa media per animale – afferma Wanjira –. Sul fronte della meccanizzazione, invece, cerco trattori versatili per i vigneti e atomizzatori con soluzioni di IA per migliorare l’impatto ambientale e ridurre i consumi».

Samuel Waiganjo guida un’azienda agricola con un duplice indirizzo produttivo, uva da tavola e produzione di latte, ed è portavoce delle esigenze della comunità locale di agricoltori. «Sono a Fieragricola per cercare soluzioni sostenibili in termini di meccanizzazione agricola, attrezzature per la lavorazione del terreno, soluzioni per l’irrigazione sostenibile, ma anche per migliorare la gestione dell’allevamento da latte, dalle sementi alle tecnologie per la mungitura».

L’attenzione degli operatori del Nord Africa è molto marcata verso l’olivicoltura, «dove il processo di meccanizzazione si sta diffondendo rapidamente e sono necessarie attrezzature per la raccolta delle olive. Anche la cerealicoltura, fra macchine da raccolta, seminatrici di precisione, aratri e rotofrese per lavorazioni pesanti». Lo comunica Abdelmalek Chelali, general manager della società World Bee Seeds.

Gli operatori provenienti dall’Algeria agricola cercano partner italiani per consolidare la crescita nel segmento avicolo e puntano a incrementare le produzioni zootecniche, dal latte alla carne bovina. L’attenzione degli importatori tunisini, dove l’export delle macchine e dei mezzi agricoli italiani è molto dinamico, si concentra invece su trattori, attrezzature per il pieno campo (con particolare attenzione alla cerealicoltura), ma anche sistemi per la distribuzione dei mezzi tecnici, fertilizzanti e sistemi di irrigazione.

L’obiettivo è produrre di più. In Libia, Paese in cui le dimensioni aziendali consentono di coniugare quantità e qualità delle produzioni agricole, cresce la domanda di tecnologie e macchine. In Tanzania, invece, il governo ha varato un piano per acquistare 10mila trattori e istituire mille centri di assistenza, così da ampliare le superfici coltivate nel Paese, oggi ferme a 10,8 milioni di ettari contro un potenziale di oltre 44 milioni di ettari.

Fra i visitatori dall’estero presenti a Fieragricola 2026 anche la Camera di Commercio Agricola in Ghana, che associa circa 1.200 imprese. Il focus degli operatori, in questa 117ª edizione «Full Innovation», resta sulle macchine agricole, dalla semina alla raccolta, passando per le attrezzature dedicate a filiere specializzate come uva, mango, caffè, cacao. L’innovazione corre anche per le colture da esportazione. E le macchine agricole italiane, per la loro versatilità e affidabilità, sono fra le più ricercate e acquistate nel continente africano, che sa di dover correre per rafforzare le filiere agricole e le catene di approvvigionamento, contenere gli sprechi dal campo alla tavola, migliorare la catena del freddo e rafforzare l’export continentale, sfruttando le opportunità offerte dall’Unione Europea.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Stime di pioggia e intelligenza artificiale, connubio possibile?

L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando il modo in cui leggiamo, interpretiamo e prevediamo l’atmosfera. Negli ultimi anni, la ricerca sui modelli meteorologici basati su AI ha mostrato progressi significativi, soprattutto nella velocità di calcolo. Ma quando si tratta della variabile più complessa – la precipitazione – la fisica continua a mantenere un ruolo centrale.

È in questo spazio di transizione, tra innovazione algoritmica e solidità dei modelli numerici, che si colloca il nuovo lavoro del ricercatore di Fondazione CIMA, Luca Monaco: “Exploring the viability of a machine learning-based multimodel for quantitative precipitation forecast post-processing”. Uno studio che esplora il potenziale dell’AI nella fase di post-processing delle previsioni NWP (Numerical Weather Prediction)1, con l’obiettivo di aumentare l’accuratezza delle stime di pioggia. «L’AI in questo lavoro non sostituisce la fisica, ma ci permette di intervenire in segmenti della catena previsionale dove possiamo davvero fare la differenza», premette Monaco.

I modelli meteorologici basati su intelligenza artificiale mostrano già prestazioni elevate su variabili a bassa complessità, ma faticano con campi meteorologici caratterizzati da un’elevata variabilità spaziale e temporale, come la pioggia. La risoluzione spaziale è spesso insufficiente, i pattern precipitativi risultano appiattiti, e le stime non raggiungono ancora la qualità delle previsioni dei modelli numerici tradizionali. I modelli di previsione numerica, infatti, continuano a identificare meglio la struttura spaziale degli eventi precipitativi, soprattutto in aree complesse. «Se c’è un punto di forza dei modelli fisici, è la loro capacità di prevedere non solo la posizione della precipitazione, ma anche l’intensità», evidenzia Monaco. Da qui nasce l’idea alla base dello studio: non sostituire i modelli fisici, ma fondere le loro informazioni grazie al machine learning.

Il cuore dello studio è la costruzione di un multimodel basato su machine learning per combinare previsioni da diversi modelli fisici: COSMO-2I, COSMO-5M, IFS e BOLAM. L’obiettivo? Una previsione unica, più robusta e più accurata dei singoli input. La valutazione è stata condotta su 406 eventi di precipitazione tra il 2018 e il 2022 in Piemonte e Valle d’Aosta, selezionati per garantire la presenza di un segnale piovoso rilevante. Le osservazioni utilizzate provengono dai campi di Optimal Interpolation (OI)2 di ARPA Piemonte. Particolare attenzione è stata dedicata alla struttura del dataset: suddivisione ripetuta in training, validation e test per aumentarne la stabilità; classificazione degli eventi in estremi, stratiformi, convettivi e intermedi tramite clustering; uso di due architetture AI: Multilayer Perceptron e U-NET, confrontate con benchmark quali due regressioni lineari. I risultati mostrano chiari miglioramenti sulle soglie basse e intermedie di precipitazione, mentre la performance su soglie elevate è solo marginalmente migliore rispetto al benchmark in quanto fortemente condizionata dalla risoluzione delle osservazioni disponibili. 

«La qualità delle osservazioni è un punto cruciale: senza dati ad alta risoluzione e in formati adatti al machine learning, il potenziale dell’AI rimane limitato», sottolinea Monaco.

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal lavoro è il potenziale dei centri nazionali nella modellazione su area limitata. I grandi modelli AI globali avanzano rapidamente, ma il loro livello di dettaglio non è ancora sufficiente per molte applicazioni operative. In questo scenario, realtà come Fondazione CIMA possiedono due asset cruciali: dati ad alta risoluzione, spesso non disponibili ai grandi centri internazionali; competenze scientifiche maturate nella modellazione meteorologica locale. «Abbiamo un patrimonio di dati unico e la possibilità di costruire modelli AI interpretabili e affidabili. È uno spazio in cui possiamo davvero dare un contributo concreto alla meteorologia del futuro», afferma Monaco.

Questo lavoro, frutto del dottorato di Monaco al Politecnico di Torino e finanziato da ARPA Piemonte, rappresenta un passo importante nello sviluppo di strategie di post-processing AI-based. «Non dobbiamo avere paura delle grandi sfide: l’AI non è una scorciatoia, ma uno strumento che può ampliare ciò che già sappiamo fare», conclude il ricercatore.

Fonte: Garantitaly.it, da Cima Fondazione

Nuova giunta regionale: chi sono Dario Bond, assessore all’Agricoltura ed Elisa Venturini, assessore all’Ambiente

A dicembre 2025 si è insediata a Venezia la nuova Giunta regionale guidata dal presidente Alberto Stefani. Tra gli assessori di nuova nomina, evidenziamo coloro che seguiranno le tematiche da noi trattate, agricoltura (Dario Bond) e ambiente (Elisa Venturini).

Dario Bond è nato nel 1961 a Feltre, in provincia di Belluno. Laureato in Scienze agrarie, erborista, è stato consigliere comunale a Feltre dal 1989 al 1993 e presidente del Consiglio comunale. Poi consigliere regionale per due mandati e deputato alla Camera eletto nel 2018. Oltre all’agricoltura, Bond ha le deleghe Foresta, Montagna, Caccia e Pesca.

Elisa Venturini è nata nel 1979 a Piove di Sacco (Padova). Laureata in Giurisprudenza, è stata sindaco di Casalserugo dal 2008 al 2018, già Consigliere Delegato della Provincia di Padova e vicepresidente Anci Veneto, consigliere regionale nel 2023. Oltre all’Ambiente, ha assunto le deleghe Clima e Protezione Civile.

Al via la 7a edizione del premio “La Ghiandaia-custodi degli alberi”, candidature entro il 25 gennaio 2026

Veneto Agricoltura e Fondazione Alberitalia ETS indicono, per il 2025, la settima edizione del premio “La Ghiandaia – custodi degli alberi”, precedentemente noto come premio “Jean Giono – l’uomo che piantava gli alberi”.

Nonostante il nuovo nome, le finalità del riconoscimento sono rimaste le medesime: premiare persone che si siano contraddistinte per la promozione, la realizzazione e la gestione di alberi e arbusti in Italia o all’estero, fornendo ulteriore impulso alla promozione della cultura forestale produttiva e naturalistico-ambientale e della gestione sostenibile delle foreste. Il premio verrà assegnato il 6 marzo 2026, ma le candidature per la partecipazione dovranno pervenire entro il 25 gennaio a questo link

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

La protesta degli agricoltori contro il taglio della Pac di 90 milioni di euro (9 per l’Italia) arriva a Bruxelles

Il taglio di 90 miliardi di euro alla Politica Agricola Comune mette a rischio la sicurezza alimentare dell’Unione Europea e il futuro di milioni di agricoltori. È la denuncia lanciata da Coldiretti nel corso della grande mobilitazione pacifica a Bruxelles, dove migliaia di agricoltori provenienti da tutta Europa hanno gridato: “Non è questa l’Europa che vogliamo”.

“La presidente Von der Leyen sta portando avanti una strategia irresponsabile che colpisce al cuore l’agricoltura europea e penalizza in modo pesantissimo anche il Veneto – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. Tagliare le risorse della Pac per dirottarle su altre voci di spesa significa minare la sovranità alimentare, aumentare la dipendenza dalle importazioni e mettere a rischio la salute dei cittadini. Senza agricoltori non c’è cibo, senza cibo non c’è futuro”.

La riduzione del 25% dei fondi Pac e la loro confluenza in un Fondo Unico Agricolo rappresentano una minaccia concreta soprattutto per i giovani agricoltori, per le aree rurali e per le aziende che operano nel rispetto di elevati standard ambientali, sanitari e sociali. Per l’Italia il taglio ammonta a 9 miliardi di euro, che diventano 90 miliardi se si considera l’intera Unione Europea.

“Mentre Stati Uniti, Cina e grandi potenze mondiali investono sull’agricoltura come settore strategico, l’Europa sceglie di smantellare il proprio sistema produttivo – prosegue Salvan –. Così si favorisce l’ingresso di prodotti stranieri che non rispettano le nostre stesse regole su pesticidi, ambiente e diritti dei lavoratori, come nel caso del Mercosur. Questo non è libero scambio, è concorrenza sleale”.

Coldiretti ribadisce la necessità di un’Europa diversa: più coraggiosa, meno burocratica e realmente vicina ai cittadini. Un’Europa che difenda il ruolo dell’agricoltura, garantisca reddito agli agricoltori, investa nelle filiere locali e promuova la trasparenza attraverso l’etichettatura obbligatoria di origine.

“Siamo europeisti convinti – conclude Salvan – ma questa Europa deve cambiare rotta. Servono risorse certe per la Pac, reciprocità negli accordi commerciali e rispetto per chi ogni giorno lavora nei campi custodendo territorio, ambiente e identità. Contro i contadini non si governa”.

Fonte testo e foto: servizio stampa Coldiretti Veneto