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Presentata a Trecenta (Rovigo) l’offerta scolastica del territorio, tra cui quella degli Istituti per l’agricoltura, l’ambiente e l’artigianato

(di Antonio Verni, giornalista socio Argav). Un soleggiato primaverile pomeriggio ha fatto da quinta alla presentazione dell’offerta scolastica degli istituti Liceo artistico ‘Bruno Munari’ di Castelmassa, Istituto professionale di Stato per l’industria e l’artigianato ‘Enzo Bari’ di Badia Polesine, Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente ‘M. e T. Bellini’ di Trecenta. In mostra vari modelli di abiti, numerose piantine coltivate in serra, vari trattori, dai primordi della meccanizzazione in agricoltura ai giganteschi John Deere e Fiat dell’età moderna, macchine dotate di ogni confort. Un momento è stato dedicato anche alla ristorazione e un angolo alla presentazione della nuova disciplina, micorizzazione delle piante e coltivazione dei tartufi. L’intero polo scolastico copre le esigenze di oltre 700 allievi suddivisi in 32 classi.

Il Liceo artistico ‘Munari’ rappresenta l’evoluzione dello storico Istituto d’arte di Castelmassa, fondato nel 1890. Oggi offre due indirizzi, le Arti figurative e il Design moda. L’Ipsia forma gli allievi soprattutto nella manutenzione e assistenza tecnica di piccoli sistemi e impianti. Chi lo frequenta, solitamente trova lavoro dopo pochi mesi dall’aver superato l’esame di Stato.

L’ ‘M. e T, Bellini’ merita un discorso a parte in quanto è dotato di convitto, un campus residenziale per ragazzi e ragazze che permette il pernottamento di alcune degli allievi e delle allieve dell’intero polo scolastico. “Obiettivo fondamentale della strategia formativa dell’Istituzione – precisano i dirigenti scolastici – è infatti l’integrazione con il territorio per rispondere in modo sempre più qualificato alle sue esigenze professionali e per creare figure in grado di interpretare con preparazione e flessibilità a ciò che il mercato richiede”.

Per coloro che volessero approfondire il discorso della meccanizzazione in agricoltura, una visita al Museo-Collezione di trattori Landini di Aiello del Friuli, un borgo di poco più di 2.000 abitanti in provincia di Udine, sarebbe quanto mai opportuna. Difatti Remo Baldassi, fondatore del museo, ha realizzato il sogno di esporre numerose macchine agricole Landini, trattori che hanno segnato la storia dell’agricoltura meccanizzata. In mostra una cinquantina di pezzi, funzionanti e tenuti con cura, assieme ad attrezzi, utensili e manifesti di un’epoca che fu. Un mondo che esprime un certo fascino non soltanto per gli appassionati. Di questi precursori della meccanizzazione agraria, il più piccolo ‘testa calda’ fu il Landini ‘L 25’ (in foto). Aveva 25 cavalli.