“Come Coldiretti esprimiamo fortissima preoccupazione per la tenuta della nostra filiera bieticolo-saccarifera. I dati 2025 di Veneto Agricoltura evidenziano per il settore bieticolo un forte calo delle superfici investite (-39%) scese a 4.730 ettari, con una conseguente riduzione della produzione complessiva del 27,1%, pari a 262,9 mila tonnellate, troppo poche per coprire i costi dello stabilimento di Pontelongo, in provincia di Padova” afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, che da Fieragricola lancia l’allarme all’indomani delle prime indiscrezioni sui dati della campagna 2026.
Le ragioni della disaffezione degli agricoltori verso questa coltura, che rappresenta ancora un asset strategico per tante regioni italiane, sono molteplici, ma principalmente le sempre maggiori difficoltà a difenderla dai patogeni per via della costante riduzione del numero di principi attivi efficaci, messi al bando dall’Unione Europea senza pensare a delle alternative più sostenibili per l’ambiente, ma altrettanto valide nella lotta fitosanitaria e il cambiamento climatico che mette a dura prova le semine e i raccolti. “Ciò che ci preoccupa di più ora è che se non riusciremo a incentivare gli agricoltori a credere ed investire ancora in questa coltura, non solo perderemo una filiera produttiva di cui abbiamo disperatamente bisogno, visto che siamo importatori netti di zucchero e ne consumiamo quantità elevatissime, ma che sarà a rischio almeno per questa campagna la piena attività dello stabilimento di Pontelongo che, al di là della storia centenaria, oggi è un vero e proprio presidio sul territorio” prosegue Salvan.
Lo stabilimento di Pontelongo dà lavoro a intere comunità, con ben 2.000 agricoltori conferenti per una produzione lordo vendibile generata di 17 mln e circa 100 dipendenti fissi e altri 100 stagionali. “Non possiamo permetterci né di perdere una coltura, né di mettere in difficoltà intere famiglie. Il problema ora rischia concretamente di trasformarsi da locale e prettamente “agricolo” a nazionale e sociale, con la messa a rischio di troppi posti di lavoro. Come Coldiretti ora chiediamo alla Regione Veneto, che ha già dimostrato vicinanza al settore durante la visita fatta allo stabilimento di Pontelongo poche settimane fa, di dare concretezza a questo sostegno. Dobbiamo trovare il modo di recuperare con urgenza risorse economiche per integrare l’aiuto accoppiato ad ettaro che grazie al recupero dei soldi della PAC potremo garantire per altri due anni ai nostri agricoltori – prosegue Salvan – “Dopo questo primo passo dovremo però pensare tutti insieme, a livello regionale e nazionale, ad una strategia di medio periodo che metta i nostri agricoltori nelle condizioni di coltivare le bietole senza timori e con reali garanzie”.
Coldiretti Veneto da tempo evidenzia come sia necessario muoversi su più fronti, partendo dall’attivazione di contratti di filiera pluriennali che vedano come attori, non solo gli agricoltori e gli zuccherifici, ma anche l’industria agroalimentare con sede in Italia che utilizza lo zucchero come materia prima per tutte le sue preparazioni e non valorizza il 100% italiano come valore aggiunto da cavalcare rispetto alle importazioni selvagge di zucchero dagli altri Paesi in cui viene prodotto con metodi dagli standard molto differenti da quelli nazionali, fino ad arrivare ad un coordinamento operativo reale tra le Regioni in cui è presente la filiera bieticolo-saccarifera, perché si facciano parte attiva nel chiedere al Governo un tavolo nazionale che coinvolga tutti gli attori del settore al fine di sostenere la filiera con azioni come un regime fiscale agevolato per gli stabilimenti produttivi nazionali per compensare le ingenti spese energetiche.
Alla chiamata di Coldiretti Veneto risponde subito Dario Bond, assessore regionale all’Agricoltura, che annuncia il proprio sostegno alla filiera bieticolo-saccarifera e ai produttori impegnati in una coltura strategica per il territorio. “Due settimane fa ho voluto incontrare direttamente i produttori dello stabilimento di Pontelongo, presidio produttivo, economico e occupazionale per il territorio. Insieme al presidente Alberto Stefani ho ascoltato le loro preoccupazioni per le criticità del settore – ha dichiarato Bond -. Da quell’incontro è emersa con forza la necessità di dare un segnale immediato: per questo, nel bilancio regionale abbiamo già previsto di inserire una cifra che dovrebbe attestarsi sui 600.000 euro. Ringrazio il presidente Stefani e l’assessore Filippo Giacinti per l’impegno e l’attenzione dimostrati verso questa filiera, che richiede risposte rapide e concrete”.
Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto/Regione Veneto
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Non solo la revisione del 70% degli impianti di pulizia e stoccaggio del grano, ma anche un nuovo spazio per i corsi di formazione in sede e un obiettivo raggiunto di riduzione dei consumi elettrici del 3%. Con il termine dei lavori strutturali, che ha impegnato l’azienda in un piano di investimenti da 7 milioni di euro nell’ultimo anno, Molino Rachello di Roncade (Treviso) ,
A dicembre 2025 si è insediata a Venezia la nuova Giunta regionale guidata dal presidente Alberto Stefani. Tra gli assessori di nuova nomina, evidenziamo coloro che seguiranno le tematiche da noi trattate, agricoltura (Dario Bond) e ambiente (Elisa Venturini).
Coldiretti Veneto ha inviato a tutti i capigruppo della nuova legislatura regionale una proposta di mozione per chiedere la modifica della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del Made in Italy e garantire trasparenza ai consumatori. In particolare, l’organizzazione agricola chiede di escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione del codice doganale, prevedendo come unico criterio per l’individuazione dell’origine del cibo l’indicazione del luogo di provenienza delle materie prime.“ L’obiettivo è chiaro: garantire trasparenza, corretta informazione ai consumatori e una reale tutela del nostro patrimonio agroalimentare”, afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto (nella foto in alto).
Grazie all’impegno dei soci onorari, Carlo Stramare e Denis Coppe, dell’associazione Amici del Presepio artistico di Segusino, sabato 10 gennaio i soci Argav saranno in visita al territorio segusinese.
Quindici anni di storia, un +35% di crescita in fatturato, presenza in oltre 30 Paesi e un nuovo riconoscimento gastronomico: il premio Piave Gourmet. Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Piave DOP celebra nel 2025 un anniversario che testimonia il successo di un prodotto nato tra i pascoli delle Dolomiti e divenuto ambasciatore del Bellunese nel mondo. E lo ha fatto nella sua sede di Busche (Belluno), con un appuntamento che ha visto la presenza di tanti soci e allevatori, il presidente Modesto De Cet e la direttrice Chiara Brandalise, il sindaco di Cesiomaggiore, il prefetto ed il questore di Belluno, i rappresentanti regionali e delle Forze dell’Ordine.
Il sistema veneto dei formaggi DOP torna a sorridere. Dopo i cali che nel biennio post-Covid erano diventati una costante, il comparto evidenzia un’inversione di tendenza: nel 2024 la produzione di forme a denominazione è cresciuta dell’1,9% rispetto al 2023, con circa 50.048 tonnellate di formaggio prodotte.
Domenica 30 novembre p.v, in occasione della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale – M.I.G. Experience negli spazi di Fiera Dolomiti a, a Longarone (Belluno), si terrà l’annuale giornata dell’agroalimentare organizzata in collaborazione con CNA (Confederazione Nazionale Artigianato e Piccole Imprese) Agroalimentare Veneto e che quest’anno è abbinata alla consegna del Premio Wigwam Stampa Italiana, di cui Argav è partner.
Il 29 novembre 2025 alle ore 18:00, a Galzignano Terme (Padova), nell’Auditorium del MuCE – Museo dei Colli Euganei (via Fabio Filzi, 4 ), il Comune di Galzignano Terme organizza l’incontro “I Giovani e l’Agricoltura – Una professione legata al nostro territorio”, un appuntamento dedicato agli studenti e alle loro famiglie, con l’obiettivo di far conoscere le opportunità formative e professionali offerte dal settore agricolo. L’iniziativa nasce dal desiderio di valorizzare le tradizioni agricole dei Colli Euganei e, allo stesso tempo, di mostrare ai giovani come l’agricoltura moderna rappresenti oggi un comparto ricco di innovazione, sostenibilità e possibilità di crescita personale e professionale.
Il 2025 rappresenta un traguardo importante per il Frantoio Bonamini (loc. Santa Giustina 9/A, Illasi-Verona), che quest’anno celebra con 60 anni di attività, tra tradizione familiare e ricerca costante. Per festeggiare questo anniversario, domenica 9 novembre, dalle ore 10.00 alle 19.00, la sede dell’azienda (via Santa Giustina 9/A, Illasi – VR) ospiterà la “Seconda Giornata del Frantoiano – Festa dell’Olio 2025”, un evento speciale dedicato all’olio extravergine di oliva e ai valori profondi che da sempre animano questa storica realtà veneta. Non solo. La festa ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio gastronomico e culturale dell’olio extravergine di oliva, stimolando nei partecipanti la curiosità e la consapevolezza verso le sue qualità e i suoi benefici.