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“Spese per la gestione del verde pubblico, non costi ma investimento”: l’intervento del consigliere Argav Alessandro Bedin, presidente dell’Associazione Pubblici Giardini

Alessandro Bedin, consigliere Argav, in qualità di presidente dell'Associazione Pubblici Giardini, ha inviato una nota al Corriere del Veneto in risposta ad alcuni articoli pubblicati dal quotidiano sul problema delle isole di calore nelle città, nota che proponiamo anche ai lettori di Argav.


I due articoli proposti sul Corriere del Veneto sabato 1° agosto 2026, a firma di Silvia Madiotto e Stefano Bensa contengono contenuti condivisibili e non, e vorrei cercare in poche righe (con tutta la difficoltà del caso), di aggiungere qualche contenuto tecnico.

Dopo un inizio giusto dell'articolo di Silvia ”la spinta verde per raffreddare le città” mi ha fatto sobbalzare il solito adagio: “Il nodo dei costi”; perché, convinzione, luogo comune o pregiudizio di gran parte della popolazione è che la gestione del verde pubblico portino solamente a problemi e costi.

E’ vero, la Natura ci crea anche qualche problema, ma non sono nulla rispetto i grandi benefici che riceviamo. E' vero, per avere quantità importanti di verde pubblico e ben gestirlo servono tante risorse e di più di quelle dichiarate per la città di Verona (non affronto la questione per non allungare troppo l’intervento). Ma dobbiamo ragionare non solamente considerando i costi (che sono tanti e in aumento, se vogliamo avere più benessere sanitario), ma anche i benefici, cioè fare una analisi costi benefici (ACB), come indicato giustamente nell'articolo da Silvia Madiotto citando il consigliere delegato di Venezia Massimiliano De Martin.

Dovremmo farci anche qualche altra domanda come, per esempio, quanti sono i morti per eventi meteo estremi? I morti per colpi di calore in Italia nel 2025 sono stati 4957; quanto vale una vita umana? E quanto ammontano i costi dovuti a mareggiate, tornadi, allagamenti? (sono stati stimati in 43 miliardi, sempre riferiti al 2025).

Anziché parlare sempre di costi dovremmo declinarli in INVESTIMENTI perché studi scientifici hanno ampiamente dimostrato che ogni euro speso per la pianificazione, progettazione e gestione del verde pubblico comporta un ritorno ben maggiore. Investire nel verde pubblico non significa solamente garantire una maggiore infiltrazione delle acque (e quindi in minori problemi di alluvioni, esondazioni, ma anche garanzia di acqua in falda), trattenimento di inquinanti (come PM2,5 e PM10), mitigazione microclimatica, quindi meno morti per problemi cardiovascolari e colpi di calore, ma anche una maggiore attrattività turistica; banalmente anche più ossigeno (che non è scontato né banale).

Il "problema" è che la Natura ha tempi lunghi, che non sono i tempi dell'uomo moderno che vorrebbe tutto e subito. Se attuiamo interventi importanti e corretti oggi (Parchi, giardini, boschi, viali alberati, tetti verdi, pareti verdi, ecc....), avremo risultati tra i 10 e i 50 anni, perché un albero, è bene ricordarlo, per esprimere i massimi benefici ecosistemici che può produrre deve raggiungere l'età adulta che varia, in media, a 20, 30, 40 o 50 anni. Se invece vengono attuati interventi non pianificando, mal progettando la gestione sarà un disastro dopo pochi anni e con costi smisurati.

Altro aspetto da sfatare: gli alberi non devono essere potati. Se piantati nel posto giusto per ambiente e sviluppo (cioè ben progettando), hanno bisogno di un po' di aiuto nell'attecchimento eventualmente qualche potatura di rimonda periodica per togliere rami secchi, ma più le chiome sono intonse da insensate e scriteriate potature che li minano nella loro stabilità, più sono in grado di offrirci i grandi benefici ecosistemici di cui possiamo godere grazie a biomasse importanti (sono molto più efficienti alberi adulti con ampie e ben sviluppate chiome).

Un sacerdote padovano dell'800 (nel “Catechismo Agricolo ad uso dei Contadini” 1869), sollecitava i contadini veneti a non lesinare nell'acquisto di letame pensando di risparmiare, ma di spendere le giuste risorse perché concimando bene i campi avrebbero in seguito ottenuto maggiori raccolti. Anticipava ai posteri il concetto di investimento che ha bisogno di spese iniziali (che non sono, banalmente, solo costi).

Nel 2026 non abbiamo ancora imparato la lezione: “chi più spende, manco spende”, e questo concetto vale particolarmente per quanto riguarda la corretta pianificazione, progettazione e gestione del verde pubblico che tende ad essere ancora frenata “dall'incubo del costi” e dai problemi percepiti.



6 giugno, Vicenza. La Biblioteca Internazionale la Vigna apre il suo giardino ai visitatori. Tra gli organizzatori dell’evento, l’Ass.ne Direttore e Tecnici Giardini Pubblici, il cui delegato per il Veneto è il consigliere Argav Alessandro Bedin

In occasione della manifestazione nazionale "Appuntamento in Giardino 2026", promossa dall'APGI (Associazione Parchi e Giardini d'Italia), la Biblioteca Internazionale "La Vigna" apre al pubblico le porte del suo giardino sabato 6 giugno 2026 per un'intera giornata dedicata alla cultura, al paesaggio e alla natura (ingresso libero e gratuito).

Ispirandosi alla celebre massima di Cicerone, “Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve”, l'evento propone un ricco programma di appuntamenti culturali e percorsi guidati, organizzato in collaborazione con l'Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini, il cui delegato per la regione Veneto è il consigliere Argav Alessandro Bedin, e l'Associazione Amici dei Parchi. 

Programma dell'evento. Ore 10:00 – Le lune di Galileo: incontro di apertura con l'artista Margherita Michelazzo; ore 10:30 – Visita guidata; Ore 11:00 – Dialoghi in giardino con la paesaggista Camilla Zanarotti; Ore 15:00 – Presentazione del libro Abitare gli alberi tra cielo e terra con l'autrice Roberta Martufi; Ore 15:30 – Visita guidata; Ore 16:00 – Le lune di Galileo con l'artista Margherita Michelazzo.

Fonte: Biblioteca internazionale La Vigna

Il consigliere Argav Alessandro Bedin nominato presidente dell’Associazione italiana direttori e tecnici pubblici giardini

Alessandro Bedin

In occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana direttori e tecnici pubblici giardini, che si è tenuto a Lecce dal 10 al 12 ottobre 2024, il direttivo nazionale ha eletto i nuovi organismi nazionali: presidente nazionale dott. for. Alessandro Bedin (Comune di Montecchio Maggiore – Vicenza ), consigliere Argav, vice presidente dott. agr. Giuseppe Sarracino (Comune di Frosinone), segretario nazionale l’arch. Valerio Costantino (Comune di Leverano – Lecce). L’Assemblea nazionale ha ringraziato il presidente Roberto Diolaiti, il vice presidente Mauro Ianese, il segretario, Ciro Degl’Innocenti e tutto il direttivo uscente per il loro impegno e il lavoro svolto in questi anni che hanno visto crescere l’Associazione pubblici giardini.

Il chi è dell’Associazione

Fondata il 27 marzo del 1955 per volontà dei Direttori dei servizi giardini di alcune città, tra le quali Roma, Firenze, Torino, Genova, nel gennaio 1982 ne è stato registrato l’atto costitutivo alla presenza dei direttori e tecnici delle città di Roma, Torino, Milano, Genova, Bolzano, Caltagirone. Negli anni successivi aderiscono all’associazione direttori e tecnici dipendenti di innumerevoli città grandi e piccole fino a raggiungere l’attuale numero di circa 350 soci. L’associazione è impegnata attraverso i suoi soci a contribuire, direttamente o indirettamente, alla salvaguardia e al miglioramento del verde pubblico, del paesaggio e dell’ambiente, a valorizzare le figure professionali addette al settore del verde pubblico e dell’ambiente operanti nell’ambito di enti pubblici nonché di società e altri enti di diritto privato a prevalente partecipazione pubblica. L’associazione organizza importanti convegni a livello locale, nazionale e internazionale tra i quali i convegni e seminari dal titolo “L’albero in città” tenutisi in varie sedi italiane, è presente alle principali mostre e fiere nazionali ed internazionali, partecipa alla giuria di importanti premi nazionali come il Premio “La città per il verde”, promuove la cultura del fiore e del giardino attraverso la presenza dei soci alle più importanti manifestazioni floreali nazionali e internazionali.

Un ruolo oggi ancora più importante

Attraverso i propri soci, l’associazione gestisce e cura il più grande patrimonio a verde del nostro Paese. I direttori e tecnici dei pubblici giardini oggi, come in passato, intendono promuovere lo sviluppo del verde pubblico urbano e periurbano attraverso l’azione quotidiana dei propri soci proponendosi come competente punto di riferimento tecnico per sensibilizzare gli enti pubblici, nonché le società e gli altri enti di diritto privato a prevalente partecipazione pubblica, e gli operatori di settore alle tematiche del verde pubblico, del paesaggio e dell’ambiente e a informare i cittadini.

Fonte: servizio stampa Associazione italiana direttori e tecnici pubblici giardini

Agricoltura urbana e periurbana a Vicenza, seminario sabato 19 Novembre alla Biblioteca La Vigna. Tra i partecipanti all’iniziativa, il consigliere Argav Alessandro Bedin.

Seminario IUAV-locandina copia

Sabato 19 Novembre alle ore 15.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” il seminario “Agricoltura urbana e periurbana a Vicenza”, organizzato nell’ambito del corso di Geografia del Paesaggio, parte del Laboratorio Città e Territorio del corso di laurea triennale in Architettura dell’Università IUAV di Venezia. L’incontro è coordinato dalla prof.ssa Viviana Ferrario, titolare del corso ed esperta di paesaggi agrari, e dell’arch. Raffaella Lioce, IUAV Venezia | CDA Bibl. Int. “La Vigna”, con la collaborazione di Eugenia Spinelli e Leonardo Rossi, assistenti del corso.

Il corso di Geografia del Paesaggio ha l’obiettivo di formare gli studenti sui concetti di base della geografia, nello specifico quelli di territorio e di paesaggio. Quest’ultimo è osservato come oggetto di studio e, al contempo, utilizzato come strumento d’indagine al fine di produrre strategie per il territorio, in particolare agricolo. L’area di studio scelta quest’anno è proprio la città di Vicenza sulla quale è stata avviata un’esercitazione che punta a comporre un’analisi complessiva del paesaggio agrario urbano e periurbano, che possa essere interrogata e utilizzata per la produzione di strategie e progetti per il territorio. Al mattino, gli studenti saranno accompagnati a visitare le aree di studio dai rappresentanti delle associazioni Laboratorio spazi rurali e boschi urbani e Comunità Vicentina per l’Agroecologia Davide Primucci, Pierangelo Miola e Alessandro Bedin, anche consigliere Argav. L’incontro pomeridiano, coordinato dalla prof.ssa Ferrario e con la presenza di alcuni esperti e rappresentanti di progetti e realtà del settore, avrà lo scopo di raccontare i progetti attivi sul territorio e di creare un dialogo tra volontari e studenti.  L’appuntamento viene proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024.

Interventi.  Pierangelo Miola (Lab. spazi rurali e boschi urbani), Il bosco, il campo, le acque. Dalla segregazione al connubio. Filippo Fortuna (Lab. spazi rurali e boschi urbani | Comunità Vicentina per l’Agroecologia), I capisaldi del verde periurbano di Vicenza. Davide Primucci (Lab. spazi rurali e boschi urbani | Comunità Vicentina per l’Agroecologia), Strategia di valorizzazione territoriale attraverso il Parco Agricolo di Carpaneda. L’incontro è aperto al pubblico, entrata libera fino ad esaurimento posti disponibili.

Fonte: Biblioteca La Vigna

Lutto in casa Argav

E’ mancato dopo una lunga malattia Pierino Bedin, papà del giornalista e consigliere Argav Alessandro Bedin, responsabile dell’Ufficio Verde Pubblico del comune di Montecchio Maggiore (VI).

Il direttivo e i soci Argav esprimono ad Alessandro e alla sua famiglia sentite condoglianze e vicinanza in questo momento di dolore.