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Arriva il sesto censimento dell’agricoltura

Dodicimila rilevatori sguinzagliati dal 25 ottobre prossimo tra le aziende agricole di tutta Italia, ma anche una collaborazione stretta con le autorita’ locali e una nuova piattaforma internet, dalla quale si prevede di ricevere online almeno il 10% dei questionari compilati. 128 milioni di euro di investimento, in gran parte destinati alle attivita’ di Regioni, Province e Comuni, per avere una fotografia aggiornata, dopo 10 anni dall’ultima rilevazione, di uno dei settori piu’ strategici per lo sviluppo del nostro Paese, negli ultimi anni in forte cambiamento.

Nei giorni scorsi, l’Istat ha lanciato a Roma il 6° censimento agricolo, che per la prima volta, ”ha l’ambizione di fornire un quadro non soltanto sul numero delle aziende attive, le superfici utilizzate, gli allevamenti, ma – ha spiegato alla stampa il presidente Istat Enrico Giovannini – vuole raccontare le nuove tecniche organizzative e i modelli di produzione, l’informatizzazione delle aziende, le dimensioni occupazionali, l’impatto ambientale dell’agricoltura sul territorio”.

Motto: “raccogliamo risposte, seminiamo futuro”. Il Censimento agricolo, la cui prima edizione e’ stata lanciata nel 1961 e che quest’anno si presenta a cittadini e aziende con il motto ”Raccogliamo risposte, seminiamo futuro”, ”si inserisce in un percorso legislativo che guarda, in Europa, alla nuova Politica Agricola Comune che dovra’ essere elaborata entro il 2012 – ha sottolineato il direttore della direzione generale dell’Istat Andrea Mancini – ma anche, a livello nazionale, ai Piani di sviluppo rurale che in coerenza con essa dovranno essere varati”.

La raccolta dei dati andra’ avanti fino al 31 gennaio 2011 e una prima anticipazione dei risultati verra’ diffusa nell’aprile 2011. Partecipare al censimento, per tutte le aziende di dimensioni non inferiori ad un ettaro inserite nell’elenco Istat, e’ obbligatorio. Le persone fisiche che non risponderanno potrebbero, a rigor di legge, incorrere in una sanzione amministrativa da 200 euro e fino a 2mila, elevabile, per le aziende, da 600 a 6mila euro.

(fonte Asca)

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