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Tabacco: scelte comunitarie non più derogabili

Bovolone (VR) Tabacchicoltori a convegno

Sala gremita martedì 1 febbraio scorso a Bovolone (Vr), al convegno organizzato da Coldiretti Veneto per fare il punto sulle opportunità e prospettive della tabacchicoltura italiana. Nel cuore del distretto produttivo tabacchicolo veneto, che concentra più dell’80%, della produzione regionale si è discusso del futuro del comparto.

La riforma della politica agraria rischia di ridimensionare fortemente la coltura – ha spiegato Damiano Berzaccola Presidente di Coldiretti Verona introducendo i lavori – fortunatamente i produttori hanno retto e la superficie vocata si è mantenuta costante grazie all’impegno della filiera e ad un’importante apertura della multinazionale Philips Morris che con Coldiretti ha sottoscritto un accordo che assicura il ritiro del prodotto per un triennio”.

Il problema sta nella misura agroambientale ferma sui tavoli di Bruxelles. “Quello che manca ancora per dare fiducia al comparto è un decisivo chiarimento sul sostegno delle politiche” ha detto Gennaro Masiello, presidente dell’Organizzazione Nazionale Tabacchicoltori riferendosi alla misura agro ambientale ferma sui tavoli di Bruxelles da quasi un anno. “E’ strategico – ha continuato Masiello – chiudere quanto prima questa negoziazione per stabilizzare i prezzi su livelli remunerativi per gli agricoltori”. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato ha garantito la sua attenzione per la conclusione positiva della vicenda, ma ha sottolineato che non può promettere nulla. “La Commissione Europa – ha spiegato – ha un modo di concepire i problemi molto formale, che a volte pare slegato dalle esigenze sociali e del territorio mettendo davanti una barriera di norme e regolamenti. Sulle misure agroambientali a sostegno delle aziende ancora non ci siamo, mentre dobbiamo essere consapevoli che il cosiddetto libero mercato mondiale darà una mano al comparto solo se ci sarà anche l’aiuto al reddito”. Perentorio Giorgio Piazza, Presidente di Coldiretti Veneto, che ha richiamato la necessità di chiudere in fretta perché i soldi della Pac (Politica Agricola Comunitaria) sono degli imprenditori agricoli  e non possono essere una componente del prezzo di mercato. “Bisogna uscire al più presto da questo equivoco”.

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