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Con A.C.I. aperta una fase nuova nella storia del movimento cooperativo italiano

I rappresentanti veneti delle tre centrali cooperative all'incontro ARGAV

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV). Di grande interesse l’incontro ARGAV che si è svolto mercoledì 9 marzo scorso nella sede del Circolo di Campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD). Al centro della serata, moderata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, c’è stata infatti la presentazione di A.C.I. (Alleanza delle Cooperative Italiane), storico accordo di coordinamento nazionale – inizialmente per il settore agroalimentare – tra Legacoop, AGCI e Confcooperative, nato con l’obiettivo di dare più forza alle imprese cooperative.

Le tre organizzazioni cooperative rappresentano, insieme, un universo di 43.000 imprese centrate sulle persone e fortemente integrate nel territorio, con oltre 1 milione e centomila occupati, 12 milioni di soci, un fatturato complessivo di 127 miliardi.L’accordo sarà presentato in Veneto sabato 12 marzo 2011, in occasione del IX Congresso Regionale Legacoop Veneto che si terrà a Mestre (VE).

I relatori. A presentare A.C.I. ai soci ARGAV, i rappresentanti veneti delle tre centrali cooperative, Davide Mantovanelli, Responsabile Agroalimentari Legacoop Veneto, Antonio Melato, presidente Fedagri Confcooperative Veneto e Terenzio Zanini, componente del consiglio Veneto AGCI, presente in rappresentanza della presidente Olga Pegoraro.

Insieme si cresce di più, insieme si cresce tutti. Uniti si vince, specie in un momento di crisi economica come quello attuale, già messo a dura prova dalla competizione del mercato globale: questo il principio su cui trova fondamento A.C.I. “ Sarà importante porsi con una voce sola nei confronti di Governo, Parlamento, istituzioni europee e parti sociali, perché, diciamolo, fino ad oggi il modello economico della cooperativa è sempre stato sottovalutato, – hanno ribadito Mantovanelli, Melato e Zanini – mentre  si tratta di una delle basilari forme di democrazia, che non si esaurisce nell’espressione del voto, ma ha il suo fondamento sostanziale nella partecipazione responsabile dei cittadini alla vita della comunità”.  “E’ necessario – hanno continuato Mantovanelli, Melato, Zanini -, ridare dignità di lavoro agli agricoltori, persone che creano occupazione, tutelano il territorio e creano valore aggiunto, nonché di far riconoscere la cooperativa come un elemento determinante per la costruzione della realtà economica.

Un’esperienza che arriva da lontano. L’inizitiva non arriva all’improvviso, ma è stato preceduta negli anni da molte esperienze concrete, così come testimonia l’attiva collaborazione comune. Già nel 1990 le tre centrali hanno scelto un modello comune di relazioni industriali da cui nascono 15 Ccnl e vari organismi bilaterali. “L’Alleanza – hanno confermato Mantovanelli, Melato e Zanini -, non cancella la storia, né mette in discussione l’identità e l’autonomia di nessuna delle tre centrali che restano distinte nella governance interna e nei patrimoni. L’attività sarà svolta in comune dai presidenti che si esprimeranno attraverso il portavoce unico, rinnovabile annualmente, la cui individuazione avviene ad opera dei presidenti delle tre centrali”. Il primo mandato va al presidente di Confcooperative, Luigi Marino. Nella prima fase l’attività dell’Alleanza punterà a consolidare il progetto a livello nazionale. Nel giro di tre anni l’obiettivo è quello di estendere l’attività di coordinamento ai settori e ai territori.

Tutti a tavola. L’importante accordo avvenuto nel settore agroalimentare non poteva che concludersi a tavola, con le gustose pietanze preparate da Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA, nonchè chef  e patron del Circolo di Campagna Wigwam Arzerello.

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