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Consorzio di Bonifica Adige Po, una storia connaturata al territorio

Il direttivo ARGAV con seduti da sx Umberto Tiozzo, vicepresidente ARGAV, Fabio Galiazzo, direttore Consorzio Bonifica Adige Po e Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Calda accoglienza per il direttivo ARGAV, ospitato lo scorso 23 marzo dal Consorzio di Bonifica Adige Po a Rovigo, in una delle belle sale di rappresentanza adiacenti allo storico palazzo Ravenna, prestigiosa sede del Consorzio ubicata in pieno centro del capoluogo polesano. A far da anfitrione, Fabio Galiazzo, direttore del Consorzio istituito nel 2009 dall’accorpamento degli originari comprensori dei Consorzi di bonifica Padana Polesana e Polesine Adige Canal Bianco.

L’attività del Consorzio si estende su una superficie di oltre 120 mila ettari nelle Province di Rovigo, Venezia e Verona e interessa i territori di 49 Comuni. Più che in ogni altra provincia veneta, nel rodigino l’attività del Consorzio di bonifica è connaturata a una terra che di bonifica è intrisa, visto che ha decine di migliaia di ettari sotto il livello del mare. Oltre che a gestire la rete idraulica, l’attività d’irrigazione e di tutela del territorio, il Consorzio di bonifica Alto Adige Po promuove la cultura locale attraverso la valorizzazione di strutture di bonifica dismesse riadattate per il turismo rurale.

Come ad esempio l’edificio dove ora sorge l’Ostello Amolara, ad Adria, in passato un’idrovora. La struttura di stile neoclassico è stata progettata dall’ingegner Cesare De Lotto nel 1853 per il “prosciugamento del consorzio Campagna Vecchia Inferiore a mezzo di ruote idrofore mosse da macchine a vapore”. Alla chiusura dell’idrovora, avvenuta nel 1992, è seguito un inevitabile degrado finchè nel 1997, su proposta della Turismo & Cultura, il Consorzio ha trasformato l’edficio in un centro polivalente che ospita un Museo della storia della civiltà delle acque, un laboratorio per ricerche di ingegneria naturalistica, un centro convegni, un ufficio informazioni turistiche e l’Ostello Amolara per accogliere i visitatori della città di Adria e del Parco Naturale del Delta del Po.

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