La possibilità di installare impianti fotovoltaici che producano al massimo un megawatt e non occupino più del 10% della superficie agricola aziendale è un punto di equilibrio tra l’esigenza di tutelare la produzione alimentare e quella di ridimensionare fenomeni speculativi. Grazie al decreto legislativo sull’energia approvato dal Consiglio dei Ministri le imprese agricole dunque potranno fare la loro parte nella produzione di energia rinnovabile garantendosi anche un’integrazione al reddito.
La spinta al sostegno della diffusione della bioenergia deve inserirsi nel binario di una programmazione regionale chiara. Più volte Coldiretti ha chiesto alla Regione Veneto un piano energetico che, dopo l’entrata in vigore delle linee guida nazionali, non può essere più rinviato. “Serve una graduale rimodulazione del conto energia che tenga in considerazione i vari settori produttivi – insiste Coldiretti – E’ innegabile che l’agricoltura abbia caratteristiche diverse rispetto al settore industriale orientato più ai grandi investimenti che al rispetto del territorio”.
(fonte Coldiretti Veneto)
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