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Mutazioni genetiche e clonazione: il futuro del latte arriva dalla Cina?

Alcune ricerche sulle mutazioni genetiche e sulla clonazione condotte dalla China Agricultural University hanno permesso, introducendo geni umani in circa 300 mucche, di creare esemplari al 99% identici a quelli normali, ma che sono in grado di produrre latte materno identico a quello umano.

Con tale modifica genetica è possibile rinforzare il latte, fornendogli nutrienti che una donna normalmente non produce, ma che dovrebbero far sviluppare più sano e forte il neonato: la lisozima permette di proteggere i bambini dalle infezioni, mentre la lattoferrina rafforza il sistema immunitario. Su questo argomento è intervenuto l’europarlamentare Sergio Berlato, della Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo, il quale ha presentato un’interrogazione dichiarandosi “preoccupato” per i possibili rischi alla salute dei neonati derivanti dalla somministrazione di queste tipologie di latte artificiale, per le quali non sono state ancora condotte ricerche su larga scala, nonché per le eventuali conseguenze per la salute degli animali geneticamente modificati.

Necessari studi per verificare l’impatto del latte artificiale rinforzato sulla salute umana. “Considerati i benefici del latte materno sulla crescita dei neonati – ha sottolineato Berlato – sarebbe opportuno che l’Unione Europea finanziasse degli studi per verificare l’impatto del latte artificiale rinforzato sulla salute umana, testandone così la salubrità e la reale possibilità di sostituirlo, senza conseguenze dannose per la salute umana”. L’eurodeputato ha sottolineato che occorre monitorare queste nuove tipologie di prodotti “evitandone assolutamente l’immissione sul mercato europeo”.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

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