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Il coniglio rischia di sparire dalla tavola degli italiani

Summit sul mercato dei conigli nella sede di Coldiretti Verona nei giorni scorsi. Un comparto in crisi in cui i prezzi dei conigli all’origine continuano a calare mettendo in dubbio la sopravvivenza della categoria, costretta a lavorare in perdita. All’appuntamento hanno partecipato più di sessanta produttori provenienti da Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, in rappresentanza di più di 115 mila Fori Fattrice, oltre ai rappresentanti di alcune delle principali ditte mangimistiche del settore e ai commissari della Borsa Merci di Verona che fa da riferimento a livello nazionale per il comparto, per fare il punto sull’attuale situazione di mercato e del comparto complessivo.

Mutamenti culturali. “Il settore sta rischiando seriamente di scomparire dal panorama zootecnico nazionale – precisa Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – Questa situazione deriva da molteplici fattori a cominciare dai mutamenti culturali delle persone, che oggi percepiscono il coniglio come un animale da compagnia, ai cambiamenti degli stili di vita che orientano il consumatore verso tipologie di carni più veloci e comode da cucinare. E’ necessario, quindi, prevedere iniziative di promozione e di educazione alimentare al fine di riavvicinare la gente al consumo della carne di coniglio e, sulla scorta dei comuni interessi, definire con i produttori strategie comuni per aumentare il potere contrattuale”.  Attualmente il costo di produzione dei conigli si aggira intorno a 1,80 Euro/Kg carne anche a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti base per l’alimentazione e dell’energia. Per essere remunerativo per l’allevatore il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 Euro/kg carne.

Allevatori chiedono maggior chiarezza sui prezzi. “I produttori  – sottolinea Giuseppe De Paoli, referente per il settore zootecnico dell’area economica di Coldiretti Verona – soffrono dell’atavica debolezza del potere contrattuale nei confronti della distribuzione, in cui il valore aggiunto ricade quasi sempre sugli ultimi anelli della filiera. E’ pertanto necessaria una programmazione e un coordinamento dell’offerta. Inoltre, al termine dell’incontro, è stato redatto un documento sottoscritto dagli allevatori presenti all’incontro che sarà consegnato al presidente della Commissione Borsa merci di Verona affinchè sia fatta maggiore chiarezza sulla rilevazione dei prezzi che risentono troppo di fattori esterni e non tengono conto della situazione reale della domanda e dell’offerta”.

Tutti i numeri del comparto. In Italia sono allevati circa 1 milione di coniglie fattrici all’anno in circa 8 mila allevamenti di cui 1.500 “professionali”, pari al 44% della produzione a livello comunitario. Le Regioni con maggiore specializzazione sono Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli ed Emilia Romagna dove esistono allevamenti medio grandi. Il Veneto detiene oltre il 30% della produzione nazionale di conigli; la provincia con la maggiore concentrazione di allevamenti è Treviso con 200 mila fattrici e 10 milioni conigli, seguita da Padova con 60 mila fattrici e 3 milioni di conigli e da Verona con 53 mila fattrici e 3 milioni conigli. “Riteniamo di aver raggiunto un primo risultato – concude Piccioni – che traccia le basi su cui continuare a lavorare. Coldiretti Verona è disponibile ad altri incontri per sostenere il comparto della coniglicoltura”.

(fonte Coldiretti Verona)

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