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Dal 12 ottobre 2011 prende il via il negoziato sulla PAC, Coldiretti Rovigo dice no ai tagli per l’Italia

«La previsione del taglio del 5 per cento complessivo del valore nominale degli stanziamenti Pac (Politica agricola comunitaria) per l’Italia, che in un momento di crisi come questo, non è poco, sarebbe una nuova batosta per la nostra agricoltura, che già soffre per la contrazione dei consumi e la bassa redditività».

Sviluppo dell’agricoltura in mano all’Ue. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, commenta la nuova proposta legislativa di riforma della Politica agricola comune per il periodo 2014-2020, che la Commissione europea presenterà al Parlamento Ue il prossimo 12 ottobre. Un fatto tutt’altro che lontano perché lo sviluppo dell’agricoltura in generale, anche polesana, dipende totalmente dalle decisioni europee sul comparto. La riforma Pac, che dovrà essere varata entro l’anno 2013, è la prima che interessa l’Europa a 27 stati membri, poiché l’ultima risale al 2003.

L’Italia deve fare pressing più che in passato. «Il nostro futuro di imprenditori agricoli e la salvaguardia del territorio connessa all’attività agricola – chiarisce Giuriolo – dipendono dagli obiettivi che si darà la Pac e, dunque, dal pressing che saprà fare l’Italia in sede europea, sia in ordine alla diminuzione dei tagli previsti, sia in ordine ai meccanismi di stanziamento finanziario, che dovranno assolutamente privilegiare chi vive di agricoltura, il lavoro, il tipo di produzione ed i progetti a difesa del territorio rurale, e non solo il quantitativo di ettari posseduti o la sterile rendita fondiaria, che specula e non investe. In ultima analisi il nostro futuro dipenderà dalla capacità che avrà tutto il nostro governo, il nostro ministro di andare a Bruxelles e trattare in quest’ultima fase con molta più determinazione del passato».

Una Pac che favorisca chi vive di agricoltura. «Come Coldiretti – precisa Giuriolo – ci muoveremo a tutti i livelli e non scenderemo a compromessi per ottenere una riforma della Pac che tuteli il “made in Italy”, che valorizzi la capacità dell’agricoltura italiana di produrre qualità, sicurezza alimentare, distintività, legame con il territorio, filiera corta, attenzione ai bisogni e alle aspettative dei consumatori; ma soprattutto una Pac che, nel momento in cui le risorse vanno a calare, premi le imprese e gli imprenditori più professionali, vale a dire quei soggetti che vivono di agricoltura. Gli obiettivi che si darà la Pac nel dirigere gli stanziamenti europei saranno determinanti per salvaguardare i terreni agricoli e far cessare anche quegli obbrobri cui abbiamo assistito qui in Polesine, delle campagne ricoperte di pannelli fotovoltaici».

(fonte Coldiretti Rovigo)

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