Conservare la diversità biologica vuol dire anche garantire sulla tavola prodotti della terra più sani, più vari e più genuini. Dovrebbe essere quindi un impegno di tutti lavorare per la biodiversità in agricoltura e, in particolare, in orticoltura proprio in funzione della qualità e del valore della differenza delle produzioni. Nel Veneto ci sono alcune esperienze interessanti e altre sono in programma. OPO Veneto, organizzazione veneta di produttori con sede centrale a Zero Branco (TV), ne sta seguendo alcune che rientrano in quella prospettiva di orticoltura sostenibile che si presenta come una carta vincente.
Un pezzetto di foresta equatoriale salvata da studenti veronesi. Di questo si è sempre più convinti, alla luce delle crescenti esigenze di consumatori motivati, che richiedono prodotti sani, genuini, tipici di un territorio dove si rispettano natura e ambiente. La Giornata della biodiversità, undicesima edizione, svoltasi a Vicenza, nel Museo naturalistico e archeologico, curato da Antonio Dal Lago, ha dato lo spunto per ragionare su tutto questo nel contesto più ampio del tema dell’anno dedicato alle foreste. Lo slogan: “Salvare le foreste per difendere la biodiversità”. E’ una iniziativa promossa dalla “World biodiversity association”, presieduta da Gianfranco Caoduro. I lavori si sono aperti con la relazione di uno studioso di entomologia di livello internazionale, il professor Giovanni Onore, presidente della Fondazione Otonga in Ecuador, una benemerita organizzazione che ha acquistato e gestisce nella provincia di Cotopaxi, un “pezzetto” di foresta (oltre 1.500 ettari), che è impegnata ad allargare e a valorizzare. Hanno contribuito all’iniziativa ragazzi delle scuole superiori veronesi che con generosità e intraprendenza si sono impegnati a raccogliere fondi per il progetto “Otonga”: sono arrivati a 90 mila euro, grazie ai quali sono già stati acquistati quasi 50 ettari di foresta. Altri saranno comperati nel prossimo futuro, visto che si conta ad allargare il coinvolgimento dei giovani delle scuole in questa operazione che sta incontrando tra loro tanta sensibilità.
Ogni anno condannate all’estinzione 30 mila specie di organismi e foreste equatoriali grandi quanto il Nord Italia. Silvano Biondi ha tenuto una dotta relazione, ricca di riferimenti storici ma molto istruttivi per l’attualità, sull’abate Francesco Disconzi e su Paolo Lioy, illustri naturalisti vicentini dell’Ottocento, studiosi della biodiversità locale. Per capire quanto sia attuale il tema della conservazione della diversità biologica nel pianeta, sottolinea il prof. Gianfranco Caoduro, è sufficiente ricordare alcuni dati: ogni anno sarebbero condannate, a causa della distruzione di foreste e di ecosistemi, 30 mila specie di organismi. E’ un deciso impoverimento della vita sulla terra, dove finora sono state catalogate 2 milioni di specie su un totale stimato attorno ai 10 milioni. Ogni anno si distruggono 140 mila chilometri quadrati di foreste pluviali tropicali, una superficie pari al Nord Italia. La giornata della biodiversità a Vicenza si è rivolta in particolare al mondo della scuola con l’obiettivo di sensibilizzare allievi, genitori e docenti ai temi ambientali nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile.
(fonte Opo Veneto)
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