Il Consiglio regionale, votando ieri all’unanimità la risoluzione IMU proposta dal Veneto in sede di conferenza con tutte le altre regioni d’Italia, restituisce la speranza al settore agricolo, privato senza preavviso del regime di fiscalità speciale fino ad ora riconosciuto alle aziende agricole per la loro funzione di salvaguardia del territorio e della sicurezza alimentare.
Accolte le istanze degli agricoltori. Il governo ha di fatto paragonato gli strumenti di lavoro (terreni, annessi rustici e fabbricati rurali) a beni di lusso tassandoli come tali – spiega Coldiretti Veneto che, ricordando il lavoro di concertazione svolto tra le associazioni di categoria e i rappresentanti dei comuni seduti allo stesso tavolo, ha prodotto un documento attraverso il quale si inoltrano al Governo tre decisive istanze: riduzione drastica della patrimoniale, la revisione del meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori e l’immediata apertura di un tavolo Governo-Regioni con il fine di individuare alternative all’applicazione dell’imposta.
Veneto pioniere. “Applicare la riduzione dell’aliquota fino al 50% – sottolinea Coldiretti Veneto, che auspica un’ approvazione a cascata lungo tutta la Penisola – è una soluzione praticabile e legale che non comprometterà le casse delle amministrazioni anzi, sarà una vera e propria sperimentazione di federalismo fiscale che riserverà entrate in bilancio”.
(Fonte: Coldiretti Veneto)
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