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Presentati i risultati di RiduCaReflui

Il dado è stato tratto e consegnato insieme a tutta la cassetta per gli attrezzi agli allevatori veneti. Le ricerche, gli studi, gli approfondimenti gestiti e monitorati in collaborazione con le Università di Padova, Verona, Udine e Bologna da RiduCaREflui, progetto di Regione e Veneto Agricoltura presentato nei giorni scorsi a Fieragricola a Verona, sono ora patrimonio della zootecnia regionale.

Conclusioni importanti, soluzioni diverse ed adattabili alle esigenze delle aziende, al loro consorziarsi, salutate da Walter De Gobbi, Dirigente della Regione Veneto, come un importante contributo agli imprenditori agricoli e divulgate in una pubblicazione dal titolo a dir poco evocativo: “Nitrati, da problema a risorsa”.”A conclusione dei tre anni di sperimentazioni – ha ricordato Paolo Pizzolato di Veneto Agricoltura – oggi sono disponibili una serie di procedure e di tecnologie che saranno utili agli allevatori per salvaguardare i processi produttivi, rimanendo nei limiti imposti dalla Normativa vigente. Le stesse indicazioni permetteranno all’Amministrazione pubblica di meglio valutare l’impatto delle attività zootecniche sull’ambiente e sul territorio e, quindi, orientarne le scelte in termini di gestione ambientale. Su questo tema come sulla tutela e l’uso razionale delle risorse idriche, la produzione di biogas, la gestione razionale della risorsa suolo, l’impegno di Veneto Agricoltura continua”.

La Regione Veneto, in applicazione della direttiva comunitaria ha individuato oltre il 60% del proprio territorio come Zona Vulnerabile ai Nitrati (ZVN) di origine agricola ed ha emanato il “Programma d’Azione” regionale contenente i criteri gestionali degli effluenti d’allevamento (EA) ed i vincoli di spandimento agronomico. RiduCaReflui è nato per questo: supportare il settore zootecnico nell’adempimento dei nuovi vincoli normativi in particolare per quanto riguarda il Bacino scolante della Laguna di Venezia.

L’analisi dei “percorsi modello” per il trattamento dei reflui zootecnici è stata finalizzata al loro riutilizzo e valorizzazione energetica con produzione di biogas a monte del trattamento a carico del contenuto in azoto e alla valorizzazione agronomica con la produzione di fertilizzanti organici da trattamenti conservativi dell’azoto. E la valutazione economica (aspetto nevralgico secondo Vasco Boatto dell’Università di Padova) delle principali scelte tecnologiche aziendale, nella gestione degli effluenti da allevamento, può essere stimata con un foglio di calcolo excel, appositamente predisposto e disponile sul sito web del progetto, con l’eventuale ausilio dei “Consulenti Facilitatori”, appositamente formati e che possono essere selezionati (rubrica fruibile on-line) su base provinciale e per ambito zootecnico.

Tra le conclusioni, nella movimentazione degli effluenti da allevamento, è stato svolto uno studio di fattibilità per individuare un sistema di tracciabilità della filiera. Si è testata l’installazione di sistemi di raccolta e registrazione di dati relativi ai quantitativi movimentati, ai percorsi seguiti e ai periodi di movimentazione all’interno delle singole aziende agro-zootecniche. In tal modo è stata studiata la possibilità di porre in essere a livello territoriale un sistema integrato di tracciabilità degli effluenti di allevamento (ed avere quindi un Sistema Informativo Territoriale) in grado di integrare e gestire le informazioni derivanti dalle molteplici aziende.

Per il trattamento degli effluenti si è considerato il passaggio attraverso una fase preliminare di digestione anaerobica (DA). Quest’ultima, infatti, può essere considerata, nell’ambito di un processo gestionale ed economico integrato, come uno dei processi più efficienti. I vantaggi di questo approccio consistono nella stabilizzazione biologica del materiale organico con contestuale produzione di digestato e biogas, una miscela di metano e biossido di carbonio, da utilizzare per la produzione di energia elettrica e termica. Si evidenzia quindi come l’inserimento nella filiera della DA permetta dal punto di vista economico-gestionale un’integrazione del reddito aziendale, utile ai fini di sostenere i successivi trattamenti di abbattimento/valorizzazione dell’azoto. Tra i trattamenti riduttivi dell’azoto sono state analizzate anche le tecniche di fitodepurazione, tra le quali un sistema di vasche vegetate presente in un’azienda di suini nel padovano, utilizzato per il finissaggio a valle di un sistema di pretrattamento e di due casi studio in aree filtro forestali  per lo smaltimento controllato del digestato.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

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