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Edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani

Sono 855, contro i 705 del 2010, le amministrazioni locali che hanno modificato i propri regolamenti edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito. Il dato arriva dal Rapporto Onre (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, presentato a Bolzano in un convegno nell’ambito di Klimahouse, la Fiera internazionale per l’efficienza energetica e la sostenibilita’ in edilizia.

I parametri di giudizio. Il rapporto Onre, alla sua quinta edizione, evidenzia quindi una costante crescita dei regolamenti sostenibili, che sono aumentati di 4 volte rispetto al 2008 e oggi riguardano 20 milioni di abitanti. Tra i parametri presi in considerazione nell’analisi ci sono l’isolamento termico, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’efficienza energetica degli impianti, l’uso di materiali da costruzioni locali e riciclabili, il risparmio idrico e l’isolamento acustico.

Obiettivi Ue 2021, case ad energia da fonti rinnovabili. ”I Regolamenti Edilizi comunali – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – rappresentano sempre di piu’ una efficace indicazione per capire l’innovazione in corso in Italia nel modo di progettare e costruire. Questi risultati dimostrano che l’innovazione in questo settore sta andando avanti, e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall’Unione Europea sta producendo risultati”. Secondo Zanchini, ”ora occorre accompagnare questa prospettiva con una regia nazionale che spinga a fare dell’edilizia un settore di punta della green economy, capace di creare lavoro e di riqualificare le citta’ italiane. La sfida che abbiamo di fronte – conclude – e’ di portare l’intero settore delle costruzioni a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantita’ di energia per il riscaldamento e il raffredamento che, in ogni caso, dovra’ essere prodotta da fonti rinnovabili”.

(Fonte: Ansa.it)

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