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IMU agricola, a Rovigo possibile riduzione solo su fabbricati e beni strumentali

da sx Mauro Visentin, presidente Coldiretti Rovigo e Fortunato Sandri, segretario Coldiretti Rovigo

Il Comune di Rovigo non ridurrà l’Imu sui terreni per gli imprenditori agricoli professionali, come proposto da Coldiretti e dalle altre associazioni agricole polesane. Lo fa sapere l’Associazione polesana Coldiretti che, lo scorso 13 febbraio, attraverso il presidente della zona di Rovigo, Mauro Visentin ed il segretario Fortunato Sandri, ha incontrato il sindaco di Rovigo Bruno Piva e l’assessore al Bilancio e tributi, Luigi Paulon.

Il vertice Sindaco-Coldiretti. «Non è accettabile da parte del mondo agricolo che siano tassati i beni strumentali degli imprenditori agricoli – commenta il presidente Mauro Visentin – Il pressing di Coldiretti per differenziare, dal punto di vista fiscale, la professionalità di chi vive di agricoltura da tutti gli altri soggetti (meri proprietari e investitori), continuerà sia a livello locale che nazionale».«In questo momento di grave crisi economica per il primario – commenta il segretario Coldiretti di Rovigo interno, Fortunato Sandri – l’Imu colpirà pesantemente le aziende. Il sindaco – continua Sandri – ci ha detto che, per le esigenze di cassa comunale, è quasi impossibile ridurre l’aliquota Imu sui terreni, mentre si sta studiando la possibilità di riduzione sui fabbricati e beni strumentali». L’incontro col sindaco di Rovigo fa parte del programma di incontri con tutti i 50 primi cittadini polesani che Coldiretti si è riproposta di portare a termine, dopo aver inviato a tutte le amministrazioni locali l’invito ad esercitare il potere, stabilito per legge, di ridurre fino al 50 per cento l’aliquota Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli.

La nuova tassa patrimoniale Imu, creata col “decreto Salva Italia”, colpirà pesantemente terreni agricoli e fabbricati rurali, stalle, fienili vecchi e nuovi, capannoni e rimesse per ricoverare trattori e attrezzi. In questo modo il decreto Salva-Italia andrà di fatto a tassare quelli che sono a tutti gli effetti mezzi di produzione per le imprese agricole, mentre Coldiretti ritiene che la terra coltivata da una impresa agricola, deve avere un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a chi la possiede per fini speculativi o hobbistici.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

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