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Accordo commerciale tra Ue e Marocco per prodotti agricoli e pesca, un caso europeo non risolto

Il Parlamento europeo ha approvato l’accordo UE-Marocco che in parte liberalizza il commercio di prodotti agricoli e della pesca, ma ha anche adottato una risoluzione dove si sottolinea che esistono possibilità di frodi e di violazioni delle norme previste dal testo.

L’accordo commerciale con il Marocco prevede l’aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero. Questo provvedimento rappresenta, di fatto, una tappa verso un accordo totale di libero scambio. L’accordo eliminerà il 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e della pesca marocchini (70% nei prossimi dieci anni). Il testo prevede una serie di misure di salvaguardia: per esempio permette solamente un aumento moderato delle quote di scambio su alcuni prodotti considerati sensibili, come pomodori, fragole, cocomeri e aglio. Inoltre, sono previste quote di scambio che variano secondo la stagione per evitare distorsioni sul mercato UE e l’obbligo per i prodotti marocchini di rispettare gli standard sanitari europei. Il Parlamento UE ha chiesto ora alla Commissione di monitorare con attenzione il rispetto delle quote e di rafforzare i controlli alle frontiere per evitare frodi e violazioni dei prezzi di importazione e di procedere con una relazione di valutazione d’impatto dell’accordo sugli agricoltori europei.

Un accordo essenzialmente “geopolitico”. Molti europarlamentari si sono opposti all’approvazione dell’accordo per gli effetti negativi sui piccoli agricoltori europei, per le condizioni precarie di lavoro e ambientali in Marocco e per l’inclusione del territorio del Sahara Occidentale, punto che violerebbe il diritto internazionale. Nello specifico, Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento UE, ha rimarcato come il voto della Commissione, che aveva votato “no” all’accordo, non sia stato sufficiente per respingerne l’approvazione in Aula. Evidentemente, ha osservato De Castro, “la portata e le ripercussioni geopolitiche dell’accordo sono state decisive per la sua approvazione. In Commissione Agricoltura, così come è stato fatto negli ultimi due anni e mezzo, continueremo con impegno e responsabilità a lavorare per la difesa, la tutela e la valorizzazione delle produzioni agricole mediterranee”.

Critiche bipartisan. Per l’On. Claudio Morganti “hanno prevalso le solite logiche commerciali europee. Si assisterà ora a una vera e propria invasione di prodotti agricoli marocchini che daranno il colpo di grazia a numerose eccellenze ortofrutticole nostrane. A trarne beneficio saranno solo le grandi multinazionali dell’agricoltura che hanno già delocalizzato o lo faranno presto”. L’accordo, per l’On. Marco Scurria, è un vero autogol in quanto “in Marocco il settore agricolo non è tutelato a livello sindacale pertanto la concorrenza con gli omologhi a livello europeo si fonda su basi non omogenee a tutto svantaggio della nostra già debole agricoltura. Lo sfruttamento intensivo delle risorse della pesca, che già ha provocato danni rilevanti nell’ecosistema del Mediterraneo, subirà un’ulteriore accelerazione”. Non ultima la questione dei territori del Sahara Occidentale “in cui è sistematica la violazione dei diritti umani nei confronti del popolo Sarawi. Si sarebbe potuto far leva su argomentazioni di carattere economico-commerciale, subordinando la firma di accordi di tale natura all’effettivo rispetto dei diritti dell’uomo”.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

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