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Italiani sempre più alla ricerca di una… vita in campagna

Maschio, diplomato, di età matura, animato dal piacere di recuperare il rapporto con la natura e le tradizioni familiari o di mangiare prodotti genuini. Questo l’identikit di chi coltiva per passione terreni, orti o giardini emerso dalla ricerca realizzata da Nomisma e promossa da Vita in Campagna, con la collaborazione di Bayer Garden, Stihl e Viking, presentata venerdì 30 marzo scorso a Montichiari (Brescia) in occasione della seconda edizione della Fiera di Vita in Campagna.

Interesse crescente verso pratiche e stili di vita rurali. “La ricerca conferma ulteriormente che l’agricoltura amatoriale è una realtà diffusa in tutto il Paese e ha assunto un’importanza non più trascurabile – afferma Giorgio Vincenzi, direttore responsabile di Vita in Campagna, a due anni di distanza dalla prima ricerca con Nomisma, che aveva portato alla ribalta il fenomeno. Lo studio inoltre ci dice che in Italia esiste una parte di territorio agricolo, rurale e forestale che non è in capo ad agricoltori e che viene gestito secondo logiche rivolte soprattutto al mantenimento ambientale e paesaggistico e più in generale della tutela territoriale”.

Da un interesse privato, vantaggi ambientali e territoriali per la comunità. L’indagine diretta, realizzata da Nomisma nei primi mesi del 2012 coinvolgendo un campione di 8.000 individui della popolazione italiana con età superiore a 18 anni, ha permesso di misurare e mappare a livello nazionale e regionale il fenomeno di chi coltiva per passione un terreno agricolo, un orto o un  giardino. “Le evidenze più significative testimoniano che la coltivazione di prodotti agricoli a fini hobbistici coinvolge profili socio-demografici tra di loro molto diversi, è animata da motivazioni esclusivamente extraeconomiche e permette di assicurare alla collettività vantaggi ambientali e territoriali non evidenti e molto spesso sottovalutati” spiega Massimo Spigola di Nomisma.

Le dimensioni del fenomeno in Italia e la localizzazione territoriale. I risultati della ricerca restituiscono uno scenario di forte partecipazione sociale, evidenziando come coloro che dedicano il proprio tempo libero ad attività di produzione di prodotti agricoli e cura del verde siano un movimento ampio e diffuso. Coloro che per passione coltivano e curano un fondo agricolo rappresentano il 2,4% della popolazione
italiana con più di 18 anni (in Italia sono 1,2 milioni gli hobby farmer). Le persone che coltivano un orto sono invece 2,7 milioni (il 5,3% della popolazione maggiorenne), mentre coloro che si prendono cura di un giardino raggiungono i 3,5 milioni (6,9% di italiani con più di 18 anni). In complesso circa 7,4 milioni di italiani (14,6% della popolazione) sono impegnati in attività amatoriali di coltivazione e cura del verde. L’indagine Nomisma per Vita in Campagna ne traccia un chiaro identikit e permette di ricostruire il profilo socio-demografico, le caratteristiche strutturali e produttive dei terreni, la destinazione delle produzioni e le peculiarità della domanda attivata dagli agricoltori per passione e dagli amanti del verde in merito a prodotti e attrezzature.

Coltivare e prendersi cura di un giardino è l’attività che coinvolge più italiani. Ammontano infatti a 3,5 milioni in Italia gli appassionati di aree verdi; il fenomeno è diffuso soprattutto – considerando l’incidenza sulla popolazione – in Friuli-Venezia Giulia (11,8%), Valle d’Aosta (10,3%), Sardegna (9,1%), Veneto (8,5%) e Lombardia (8,4%).  Al secondo posto si piazzano i coltivatori di orto (2,7 milioni) per lo più diffusi in Valle d’Aosta (12,1% sul totale della popolazione regionale), Friuli-Venezia Giulia e Umbria (9,6%), Trentino Alto Adige (8,2%), Toscana (7,7%), Veneto (7,4%) e Lombardia (7,3%).  Coloro che coltivano invece un terreno per passione sono 1,2 milioni (2,4% sulla popolazione italiana) e sono maggiormente concentrati in Umbria (4,4% sul totale della popolazione regionale), Basilicata (4,2%), Sicilia (4%), Lazio (3,7%). Nel Nord Italia la regione leader è l’Emilia Romagna (2,2%), seguita da Liguria (2,1%), Friuli-Venezia Giulia (1,9%), Veneto (1,7%), Trentino Alto Adige (1,6%) e Lombardia e Valle D’Aosta (1,4%).  L’età media di chi si dedica al giardinaggio è di 57 anni: si tratta in prevalenza di maschi (54,4%), con un grado di istruzione medio-alto (il 45,5% ha un diploma superiore e il 27% è laureato), in maggioranza pensionati (34,1%), seguiti a grande distanza da impiegati (18,6%), casalinghe (9,1%) e operai (8,5%). Il giardino ha un’estensione media di 695 mq, si trova nell’abitazione principale e comprende fiori (79,4%), alberi da frutto (61,6%), siepi (54%), alberi ornamentali (50,4%), prato (47,8%) ed erbe officinali o aromatiche (46,8%). Nel giardino, non mancano tuttavia piccoli spazi destinati alla coltivazione di ortaggi. In media il giardino viene curato da 21 anni (85,1%), e circa il 60% vi dedica fino a 5 ore a settimana. La spesa media annua per l’acquisto di prodotti necessari per la cura del giardino è di 159 euro; i primi tre prodotti acquistati in ordine di spesa sono piantine da trapiantare, “sementi e bulbi” e concimi.

Orto: una passione senza confini. 2,7 milioni di italiani si dedicano alla coltivazione di ortaggi ottenendo verdura da consumare ogni giorno. L’età media di chi coltiva un orto è di 60 anni, si tratta soprattutto di maschi (56,1%) con un grado di istruzione medio-basso (il 33,1% ha una licenza media inferiore e il 34,5% una licenza media superiore) in maggioranza pensionati (47,1%), seguiti a grande distanza da casalinghe (13,6%), impiegati (12%) e operai (10,1%).  L’orto ha un’estensione media di 159 mq, è di proprietà (83,6%) ed è localizzato nel terreno circostante l’abitazione (66,5%). Non mancano tuttavia spazi concessi in uso gratuito localizzati anche al di fuori dell’abitazione principale. Ma anche estensioni così piccole motivano moltissimo questa popolazione di
appassionati, tant’è che una fetta importante di popolazione dichiara di dedicarvi oltre 2 ore al giorno. Il 60,2% degli interpellati ha fatto questa scelta per consumare prodotti genuini, il 54,9% perché ama coltivare per rilassarsi e stare all’aria aperta. Non va sottovalutato che circa un 20% dichiara che la coltivazione di un orto permette di risparmiare sulla spesa alimentare. La destinazione dei prodotti ottenuti è infatti consumata in famiglia (96,7%) o regalata ad amici e parenti (1,8%). L’attività di coltivazione viene svolta prevalentemente in maniera autonoma (44,7%) o con il coniuge (36,2%). La spesa media per acquistare prodotti utili alla coltivazione dell’orto è di 87 euro all’anno: ai primi posti si candidano piantine da trapiantare (92,8%), sementi (85,6%) e concimi (51,5%). Una popolazione di appassionati poco propensa all’uso di nuove tecnologie quali Internet e, per documentarsi, e abituata a fare prevalentemente da sé (33,8%) o leggendo Vita in Campagna (15,5%).

Avere un terreno premia (in olio, frutta e verdura di produzione propria). Sono 1,2 milioni gli italiani che coltivano un terreno agricolo a cui dedicano attenzione per ottenere frutta e verdura di produzione propria. Le dimensioni medie sono pari a circa 7.000 mq (0,7 ettari), tuttavia oltre il 15% gestisce spazi che superano un ettaro.  Nella maggioranza dei casi si tratta di terreni ereditati (52,4%) o acquistati (36,7%). La localizzazione prevalente è in collina e montagna (62%), territori marginali a cui gli hobby farmer con le proprie
attività di coltivazione e cura assicurano un presidio ambientale e territoriale. Oltre alla produzione di frutta e ortaggi, nel 26% dei casi risulta presente anche un’attività di allevamento, che interessa soprattutto animali di bassa corte quali polli, galline, oche e anatre (89,1%). Inoltre, il 70% degli agricoltori per passione è impegnato in attività di piccola trasformazione: il 48,1% realizza olio, il 29,6% conserve vegetali e il 21,4% vino. Ciò che piace e alimenta questa passione è l’idea di produrre per trasformare e consumare in famiglia: infatti, circa il 90% degli intervistati afferma che la totalità dei prodotti viene consumata nel circuito familiare o regalata ad amici e parenti.  In effetti tra le motivazioni alla base di questa scelta spicca il consumo di prodotti più sani e genuini (44%) come pure il desiderio di rilassarsi e recuperare tradizioni familiari (29,6%). Il 78,7% degli hobby farmer coltiva il terreno mediamente da 23 anni, il che testimonia un impegno indipendente dalla difficile congiuntura economica e da dinamiche sociali emergenti. Circa il 20% degli hobby farmer dichiara di dedicare oltre 2 ore al giorno all’attività di coltivazione e cura del terreno, prevalentemente da soli (39,6%) o con il coniuge (26,1%). Tra i prodotti utilizzati figurano diverse categorie (sementi, concimi, prodotti per la protezione delle piante, ecc.), tuttavia il 25,7% afferma di acquistare abitualmente solo sementi e/o piantine. La spesa media complessiva per l’acquisto dei prodotti utili alla coltivazione del terreno è pari a 265 euro all’anno ed è direttamente proporzionale all’ampiezza del terreno. Per informarsi sull’attività di coltivazione e sui nuovi prodotti il 36,3% dichiara di consultare Internet (in particolare forum di agraria e siti dei produttori), fino ad esperienze molto innovative quali i social network (8%). Il 94,2% possiede almeno un’attrezzatura; in particolare, la maggioranza degli appassionati è dotata di decespugliatori (73%), motoseghe (68,6%) e tosaerba manuali (63,4%) che nella prevalenza dei casi vengono acquistate nuove (64,9%). Questo impegno non termina con l’atto di acquisto, ma richiede circa 200 euro all’anno per attività di manutenzione e cura delle attrezzature, segnalando come anche in momenti di crisi economica gli hobby farmer sono propensi a spendere pur di assecondare la loro passione per la coltivazione.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

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