E’ uno scenario incantato la fioritura di ciliegi sulle colline venete: uno spettacolo di primavera che quest’anno si è esibito con oltre una settimana di anticipo, il che fa presagire che avremmo ciliegie, quelle precocissime già nella prima quindicina di maggio.
Fioritura bellissima in particolare sulle colline vicentine di Marostica, tra i fiumi Astico e Brenta, dove si coltivano le varietà precoci, come le sandre, varietà locale che matura prima di tutte : il prodotto di quest’area, particolarmente pregiato, è stato il primo in Europa ad ottenere il marchio di tutela Igp. “La fioritura è splendida, promette bene, ma – commenta con un po’ di preoccupazione Giuseppe Zuech, presidente del Consorzio di tutela della ciliegia Igp di Marostica – sulla maturazione e sulla qualità c’è l’incognita siccità. Si è vista pochissima pioggia finora, e non c’è stata neve sulle montagne; senza acqua le ciliegie non ingrossano bene”. In altri termini, il ciliegio si “disseta” e si alimenta dai frutti anziché dal suolo.
Sulle colline venete, prodotte in media 16 mila tonnellate di ciliegie. Sono un po’ più tranquilli i coltivatori della zona dove arriva l’irrigazione, ma si tratta di un’area ancora limitata: i progetti di estendere gli impianti sono di fatto fermi per carenza di finanziamenti. Potrebbe esserci scarsità di acqua per la stessa irrigazione, sempre che non cambino le condizioni meteo. La cerasicoltura sulle colline venete si sta sensibilmente qualificando ed è promossa anche in funzione ambientale. La produzione media annua è di circa 16.000 tonnellate su una superficie di circa 2800 ettari. Intanto, si sta lavorando per la salubrità dei ciliegi e per programmare la raccolta e la distribuzione.
(Fonte: http://www.ortoveneto.it)
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