Nuove prospettive di reddito con il biogas per le 34.000 aziende lattiero-casearie italiane grazie agli incentivi che saranno erogati dal 1̊ gennaio 2013. «Il decreto ministeriale dell’11 aprile 2012 favorisce la crescita di impianti con potenza al disotto dei 300 kW e alimentati a reflui zootecnici, riducendo al solo 30% la eventuale quota di insilati di cereali» spiega Alessandro Ragazzoni, docente all’Università di Bologna, relatore sabato 27 ottobre al convegno “La redditività del biogas con i nuovi incentivi” organizzato da L’Informatore Agrario alla Fiera del Bovino da latte (25-28 ottobre 2012) a Cremona in collaborazione con Cremonafiere.
ll biogas si fa strada nelle stalle italiane. Il comparto agroenergie italiano è destinato quindi nel tempo a cambiare volto segnando l’incremento di impianti di piccola taglia, in controtendenza rispetto al 2011 in cui, in base a dati diffusi dal Crpa, la classe di potenza tra i 500 e i 1.000 kW ha segnato +189%. «Negli ultimi dieci anni il settore del biogas ha registrato uno sviluppo esponenziale passando dai 50 impianti prima del 2000 ai 521 del 2011- chiarisce Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario-. In parallelo la potenza è aumentata: dai 3,3 MW installati prima del 2000 si è giunti ai 349,7 del 2011». Quanto alla dieta, da aprile 2007 a maggio 2011 si sono moltiplicati gli impianti alimentati a effluenti, sottoprodotti e colture dedicate, passati da 58 a 194 (+37,2%), con la conclusione che hanno raggiunto il primo posto come quota (57,9%) mentre quelli a base di soli effluenti zootecnici contano per il 29%. «Una quota destinata invece ad aumentare dall’anno prossimo» spiega Alessandro Ragazzoni.
Cremona e Brescia le provincie “zootecniche” con il record di impianti in Lombardia, regione capofila in Italia. Il convegno de L’Informatore Agrario metterà a confronto esperti su un settore in profonda evoluzione. In base al censimento Crpa, dal 2007 al 2011 gli impianti a biogas sono passati da 154 a 521. La regione leader è la Lombardia con 201 impianti seguita a grande distanza da Veneto (78), Piemonte (72) ed Emilia Romagna (63). Da notare che Lombardia e Piemonte vedono concentrati gli impianti proprio in provincie importanti per la zootecnia nazionale: rispettivamente Cremona, con 64 impianti (30,4% del totale regionale e 12,2% di quello nazionale) e Brescia con 49 (23,3% del totale regionale e 9,4% di quello nazionale). Per il Piemonte la capofila è Cuneo con 35 impianti sui 72 regionali, la potenza è passata dai 450 kW/impianto del 2010 a circa 750 kW nel 2011, con un incremento del 65%.
(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)
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