Per far calore, ci vuole (anche) il legno. Per fare il legno ci vuole l’albero. Tra le bioenergie, legno e derivati restano in testa a livello mondiale come fonti rinnovabili più usate. E per questo, a conclusione dell’anno internazionale delle bioenergie, Veneto Agricoltura promuove il 5 dicembre (ore 09.30 – 17.30) una giornata virtuale con tecnici ed esperti dell’Azienda regionale per rispondere a quanti vorranno chiarimenti sulla tematica “Legno–Energia” e i meccanismi di incentivazione.
Virtual open day 2.0. Domande alle quali si risponderà telefonicamente (049/8293847) ma anche per e-mail (bioenergie@venetoagricoltura.org) ed attraverso specifici gruppi sui principali social networks. In Italia, nonostante vi sia una notevole disponibilità sottoforma di legno a pezzi, cippato e pellet, l’utilizzo di questa materia prima come fonte di energia è prassi non molto consolidata.
Ad esempio il pellet è costituito da cilindretti di 4-5 mm di diametro e 2-2,5 cm di lunghezza, ottenuti per estrusione a caldo di segatura di legno unita ad una piccola percentuale di materiale legante, che può essere amido di mais o crusca. La segatura di legno deve avere un basso contenuto di umidità (circa 10%), difficilmente ottenibile mediante la sola stagionatura naturale del legno. Nella valutazione energetica complessiva, bisogna quindi tener conto anche del fabbisogno di energia necessario a raggiungere tale livello di essiccazione. Utilizzato come combustibile in stufe o caldaie, il pellet ha caratteristiche qualitative, di contenuto idrico e dimensioni molto più omogenee rispetto al cippato, che si traducono in una maggiore facilità d’uso. Un metro cubo di pellet ha infatti mediamente lo stesso contenuto calorico di 3,5 metri cubi di cippato. Ciò si traduce in un minor costo di trasporto ed in notevoli vantaggi di confezionamento e stoccaggio.
(Fonte: Veneto Agricoltura)
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