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Chioggia (Ve), al concorso gastronomico “C’è davvero del sale in zucca” vince il piatto del ristorante “El Gato”

Chioggia (Ve), ristorante El Gato, piatto vincitore concorso 2012 “C’è davvero del sale in zucca” Spaghettini al nero di seppia, triglie e crema di zucca (foto Lamberto Mazzotti)

(di Maurizio Drago, socio Argav) Con la cerimonia di premiazione svoltasi mercoledì 21 novembre scorso nella Sala del Consiglio Comunale di Chioggia si è concluso il concorso gastronomico “C’è davvero del sale in zucca” per il miglior piatto a base di Zucca Marina, organizzato da Chioggia Ortomercato del Veneto, nell’ambito delle attività tese a valorizzare i prodotti del territorio. Tra le tredici ricette in gara di altrettanti ristoranti di Chioggia e dintorni la giuria ha decretato vincitore il piatto “Spaghettini al nero di seppia, triglie e crema di zucca” preparato da Karen Boscolo del ristorante “El Gato” di Chioggia. Presenti all’evento il vicesindaco di Chioggia e assessore alle Attività produttive, Maurizio Salvagno, e l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Venezia, Lucio Gianni. Entrambi hanno espresso il loro plauso all’iniziativa e l’auspicio che continuino tali iniziative utili per l’impulso turistico ed economico del territorio.

La vincitrice Karen Boscolo (ristorante El Gato) con a sx Giuseppe Boscolo Palo (presidente Chioggia Ortomercato), Maurizio Salvagno (vicesindaco Chioggia) e Lucio Gianni (assessore provincia all’Agricoltura). Foto Ruggero Donaggio.

Giurati in incognito nei ristoranti. La giuria, presieduta da Maurizio Drago, redattore della rivista “Sapori d’Italia” e socio ARGAV, era costituita da giornalisti e comunicatori dell’agroalimentare, alcuni dei quali facenti parte del direttivo Argav: il presidente Fabrizio Stelluto, la segretaria Mirka Cameran Schweiger, Nadia Donato, Umberto Tiozzo (Ufficio Stampa Chioggia Ortomercato). E poi Enrico Bellinelli (Corriere del Veneto), Fosca Maurizzi e Stefano Bugamelli (Mondo del Gusto, Bologna), Daiana Paoli (Rai), Cristina De Rossi (Asterisco Informazioni), Mauro Gambin (La Piazza), Mario Stramazzo (Difesa del Popolo), Lamberto Mazzotti (Gustando) e Ruggero Donaggio (Nuova Scintilla). I giurati , alternandosi in 3 o 4 componenti per volta, si sono presentati presso i diversi locali in incognito, al fine di non influenzare il ristoratore. In tal modo è stato possibile formulare un giudizio oggettivo, sia del piatto a base di zucca sia dell’insieme del pranzo o della cena, che al termine sono stati regolarmente pagati.

Il gruppo di ristoratori che hanno partecipato al concorso “C’è davvero del sale in zucca” (foto Ruggero Donaggio)

I ristoranti in gara. Positivo il coinvolgimento dei titolari, degli chef e del personale dei 13 ristoranti in gara: “Al Caminetto”, “Alle Baruffe Chiozzotte”, “Antica Osteria al Cavallo”, “Bella Venezia”, “El Gato”, “Fronte del Porto”, “La Sgura” e “Mano Amica” di Chioggia; “Facecook”, “Il Tavernino”e “Park” di Sottomarina; “Big Fish” di Sant’Anna e “Zafferano” di Porto Viro. Tutti hanno mostrato apprezzamento per questa iniziativa, auspicando si possa continuare con successive edizioni, in quanto è stata riconosciuta la disponibilità a mettersi in gioco e a concorrere da parte degli stessi titolari e chef. Un fatto positivo, questo, che dimostra la volontà di perfezionare le lavorazioni dei piatti, in sintonia con i prodotti del territorio, e il servizio a favore dei fruitori degli stessi ristoranti.

Zucca, posto d’onore in tavola. «Grazie all’entusiasmo e alla bravura dei ristoranti partecipanti – ha affermato nel suo intervento il presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto, Giuseppe Boscolo Palo – è stata data vita ad una iniziativa, che non solo ha mostrato come anche un prodotto povero come la zucca possa essere “nobilitata in tavola”, ma che ha anche inaugurato un format di evento riproponibile in un’ottica di stagionalità legata ai prodotti del territorio, che può costituire un’offerta di “turismo del territorio” forse unica nel suo genere, grazie all’unione sinergica delle specificità degli orti “marinanti” con quelle della pesca e dell’itticoltura clodiensi».

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