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Bilancio UE 2014-2020, rinviata l’intesa sui tagli. Capitolo agricolo ancora al palo.

programma 27 settembre PAC bozza 3Il Vertice straordinario dei Capi di Stato e di Governo di fine novembre, il cui obiettivo era quello di definire il quadro finanziario dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020, si è chiuso con un nulla di fatto. Dunque, nessuna indicazione è giunta circa l’ammontare delle risorse finanziarie da destinare nei prossimi anni alle politiche europee, tantomeno a quelle agricole.

Richieste di tagli ulteriori. Dal vertice di Bruxelles è emerso, invece, che anche la Germania – come già in precedenza avevano chiesto Regno Unito (“Non si tratta di spostare risorse da un capitolo all’altro del bilancio. Dobbiamo tagliare le spese che non possiamo più permetterci” ha detto il premier britannico, David Cameron), Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia – sollecita riduzioni del bilancio comunitario più consistenti di quelle indicate nell’ultima proposta di compromesso presentata dal Presidente del Consiglio europeo, Herman Von Rompuy. Tale compromesso prevedeva già una diminuzione complessiva di circa 80 miliardi di euro rispetto alle proposte della Commissione europea, ma con un miglioramento per le spese destinate all’agricoltura (8 miliardi).

Tutto da rifare? Il testo messo a punto da Von Rompuy prevedeva per la PAC un ammontare complessivo di 372,2 miliardi di euro (comunque 14 in meno rispetto alle richieste della Commissione), di cui 277,8 da destinare agli aiuti diretti e alla gestione dei mercati. Altri 83,6 miliardi erano destinati alle politiche di Sviluppo rurale, da ripartire tra gli Stati Membri tenendo conto di alcune nuove assegnazioni specifiche, tra le quali quella per l’Italia pari a un miliardo di euro.

Qualche conferma. Confermata, invece, la flessibilità a livello nazionale per l’applicazione della componente ecologica (Greening) degli aiuti diretti e la creazione di una riserva, con una dotazione di 2,8 miliardi di euro, autofinanziata dagli agricoltori mediante la riduzione degli aiuti diretti, a cui attingere in caso di grave crisi di mercato. Prossimamente, il Presidente del Consiglio europeo avvierà un nuovo giro di contatti con gli Stati Membri per preparare al meglio il prossimo Vertice da convocare all’inizio del 2013. Fonti comunitarie hanno già indicato che, per siglare l’intesa, sarà inevitabile proporre nuovi tagli che però dovrebbero preservare la dotazione finanziaria per gli aiuti diretti. La scure potrebbe dunque abbattersi sui finanziamenti da destinare al secondo Pilastro della PAC (Sviluppo rurale).

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

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