Si continua a lavorare sul problema delle aflatossine del mais su cui Coldiretti Verona si è espressa da tempo anche durante l’incontro avvenuto con il Prefetto Perla Stancari alcuni giorni fa ed in in cui si erano presi impegni precisi che non possono essere travisati né smentiti. Si tratta di tenere in considerazione la salute dei consumatori e di non penalizzare il comparto agricolo, oggi alla mercè di facili speculazioni.
I produttori non devono essere lasciati soli. “Sul tema – dice la Coldiretti di Verona – si sono spesi tutti e tutte le forze politiche, istituzionali e scientifiche sono state da tempo adeguatamente informate, sollecitate e invitate a fronteggiare un problema con un approccio che guarda al contingente ma che non può e non deve evitare di guardare al futuro su come prevenire queste situazioni. Ogni componente istituzionale deve dare risposte precise e inequivocabili e non di circostanza”. Coldiretti Verona ha richiesto che in tale emergenza i produttori non vadano lasciati soli. In circostanze del genere, infatti, è importante che sia previsto un aiuto a superare tale momento. Si tratta ora di far fronte al problema anche con le necessarie dotazioni finanziarie per una vera e propria emergenza magari affrontando la questione in sede di conferenza Stato-Regioni per rinvenire risorse straordinarie anche dal bilancio europeo.
Attenzione alle speculazioni. “Nell’immediato – continua la Coldiretti di Verona – si può prevedere una dotazione finanziaria all’uopo istituita e concertata con Istituti di credito, come indicato anche dal Prefetto nell’incontro scorso. Non per ultimo, si sta sollecitando la Regione a trovare risorse finanziarie da destinare a imprese agricole in difficoltà”. Coldiretti Verona denuncia tentativi di speculazione da parte di tutti coloro che di questo problema ne vogliono approfittare, prima di tutto pensando di potersi appropriare di fondi dell’agricoltura, e quindi destinati alle imprese agricole, per interventi che non vanno a sostegno del mondo agricolo e in secondo luogo di ingenerare uno stato di paura che induce le imprese a dare un basso valore al prodotto in un momento in cui il mercato mondiale è fortemente deficitario di mais.
Le norme vigenti della Regione Veneto prevedono una gestione del mais contaminato attraverso campionature e separazione dei lotti nella fase di stoccaggio. Chi, invece, non ha seguito tali indicazioni e ha ammassato il mais in modo indistinto, si trova ora in difficoltà a gestire la situazione nella fase di remunerazione alle imprese. Il Consorzio Agrario Lombardo Veneto (Calv), a tal proposito, ha adottato rigide procedure, già condivise a livello regionale, atte a diversificare, sin dalla prima fase di consegna, le operazioni di stoccaggio del mais consegnato, prevedendo altresì operazioni di controllo e di separazione a costi contenuti, con la finalità specifica di tutelare i produttori ed il loro prodotto contro facili speculazioni. “Non possiamo – conclude la Coldiretti di Verona – limitarci a dare risposte solo nel breve periodo ma, nel guardare alla semina del 2013, stiamo approntando un progetto agronomico con il sistema dei Consorzi Agrari per arginare e superare il problema delle aflatossine che potrebbe ripresentarsi oltre a sollecitare che vengano attivate misure che tendono a tutelare le imprese da tali rischi”.
Manzato: subito richiesta al Ministero sulla salubrità della granella. Dal canto suo, l’assessore all’agricoltura e alla tutela del consumatore del Veneto Franco Manzato chiederà formalmente ai ministeri della Sanità e delle Politiche agricole maggiori e migliori specifiche che facciano definitivamente chiarezza sulla questione della presenza di aflatossine nel mais. In proposito, in Veneto è infatti pervenuto all’attenzione del “Tavolo Verde” uno studio che prende in considerazione possibili soluzioni alternative a quella attualmente adottata. “Ritengo opportuno chiedere ai ministeri e agli apparati statali competenti di prendere posizione netta su questa spinosa questione. La situazione richiede un intervento urgente con due obiettivi strettamente connessi: tutelare la salute del consumatore e non penalizzare l’economia di un comparto che quest’anno ha subito fin troppi effetti negativi”. “Serve chiarezza – ha concluso Manzato – su una partita che riguarda anche altre Regioni, con li quali manteniamo un contatto costante e collaborativo per dare risposte al problema”.
(Fonte: Coldiretti Verona/Regione Veneto)
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