Si devono trovare soluzioni per le imprese agricole, ma non si può derogare la tutela della salute dei consumatori: la determinazione dei limiti di micotossine spetta alle autorità scientifiche, per cui qualsiasi scelta di modificare in alto o in basso i livelli non può essere demandata all’improvvisazione senza il supporto della competenza sanitaria. Con questa premessa Coldiretti ha interessato il Ministero della Salute sulla questione aflatossine presente in forte concentrazione nelle coltivazioni di mais dell’area del bacino padano.
Necessario un chiarimento ufficiale. In relazione alle rinnovate richieste di rivisitazione dei parametri manifestate da più parti – si legge nella lettera firmata da Coldiretti – è doveroso procedere tenendo conto della gerarchia degli interessi implicati nella filiera alimentare. Per questo Coldiretti chiede alla struttura ministeriale di chiarire ufficialmente il corretto limite di aflatossine nei mangini e negli alimenti e, non ultimo, l’intervento dell’Istituto Superiore di Sanità per adottare tutte le risposte richieste per una migliore gestione dei rischi del sistema zootecnico veneto. “Qualsiasi soluzione non deve penalizzare il comparto agricolo, da otto mesi alla mercè di facili speculazioni – sottolinea il presidente Giorgio Piazza – anzi, a livello regionale è prioritario che il governo tenga conto delle preoccupazioni degli imprenditori per un’emergenza nuova collegata ai cambiamenti climatici”.
(Fonte: Coldiretti Veneto)
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