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Rischio idrogeologico, Gargano (ANBI) al Governo: “Urge un piano straordinario di manutenzione del territorio”

Alluvione Soave 2010

Alluvione Soave 2010

“La vicenda di Vicenza, dove le compagnie assicurative negano, al Comune, la stipula di polizze contro i danni da alluvione, perché ritengono troppo alto il rischio, testimonia come non ci siano alternative ad un Piano Straordinario di Manutenzione del Territorio.”

Necessari i bacini di espansione. A sottolinearlo è Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e irrigazioni (A.N.B.I.). “Chiediamo al Governo – prosegue Gargano – di essere conseguente alle dichiarazioni rilasciate in Aula ed avviare una strategia operativa per la salvaguardia idrogeologica del Paese, accelerando procedure, che rallentano la realizzazione di interventi indispensabili quali i bacini di espansione a difesa dei grandi centri abitati, come Vicenza. Ricordo che, secondo i dati del Ministero dell’Ambiente, l’82% dei comuni italiani è interessato da episodi di dissesto idrogeologico; 6 milioni di persone abitano in un territorio ad alto rischio idrogeologico e 22 milioni in zone a rischio medio; si calcola che 1.260.000 edifici sono a rischio di frane ed alluvioni: 6.251 sono scuole mentre gli ospedali sono 547. Noi ribadiamo la richiesta di confronto con le Autorità competenti sul nostro Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, fatto di 3.342 interventi perlopiù immediatamente cantierabili per un importo complessivo di 7.409 milioni di euro, finanziabili con mutui quindicennali e capaci di creare oltre 50.000 nuovi posti di lavoro. Attendiamo un segnale di interesse – conclude il Presidente A.N.B.I. – perché il Paese lo chiede.”

(Fonte: ANBI)

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