Dopo due anni di lavoro, circa 8.000 emendamenti presentati e 50 incontri interistituzionali (triloghi), si è arrivati a una riforma della PAC sostanzialmente migliorata rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Si tratta, come viene rilevato da più parti, di una riforma che premia il lavoro e l’impresa, più verde, equa e flessibile, orientata ai giovani e in grado di offrire risorse ai soli agricoltori professionali, allo scopo di fornire loro strumenti che li renda più competitivi.
Gli obiettivi raggiunti con l’accordo di fine giugno sono molteplici: dall’esenzione dal greening (misure ambientali) per le colture mediterranee (oliveti, agrumeti, ecc.) e per le colture sommerse (riso), al blocco della liberalizzazione “selvaggia” dei diritti di impianto dei vigneti che tutela le produzioni di qualità e introduce un nuovo sistema di autorizzazioni a partire dal 2016; dalla rivisitazione del regime di aiuti per il settore dell’olio in un’ottica più efficace e funzionale, al reinserimento del grano duro tra i prodotti beneficiari dell’intervento pubblico; dalla programmazione produttiva estesa ai prosciutti DOP e IGP all’incremento degli aiuti ai giovani agricoltori, solo per citarne alcuni. Il tutto valorizzando e sostenendo solo i veri agricoltori con comprovate capacità professionali ed economiche. “Importanti traguardi – ha sentenziato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – che, se si raggiungerà un accordo sul bilancio pluriennale dell’UE, scriveranno le pagine dell’agricoltura comunitaria dei prossimi sette anni”.
(Fonte: Veneto Agricoltura – Ufficio Stampa Europe Direct Veneto)
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