Si trova a Mordano, sul confine fra le province di Bologna e Ravenna, il nuovo focolaio di influenza aviaria. Il Centro Nazionale di Referenza dell‘IZS delle Venezie, l’IZS Lombardia ed Emilia Romagna e le Usl locali stanno attivamente monitorando l’andamento della situazione e adottando tutte le misure di sicurezza necessarie al controllo dei focolai. È stato inoltre emanato ieri, mercoledì 21 agosto, apposito provvedimento ministeriale recante le ulteriori misure di controllo ed eradicazione per contenere l’eventuale diffusione del virus. Nei giorni scorsi l’Unità di crisi, riunita a Bologna per fare il punto della situazione, ha confermato che non vi è alcun rischio collegato al consumo di uova e carni avicole.
Abbattute quasi 500 mila galline ovaiole. Il virus è stato individuato in un allevamento di galline ovaiole, di proprietà dello stesso Gruppo titolare del sito di Ostellato (Fe), nel quale il fenomeno si era presentato nei giorni scorsi. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza sanitaria messa in campo dalla Regione e dalle autorità sanitarie, proprio per garantire il contenimento dell’infezione all’indomani della scoperta del virus nel sito di Ostellato. La regione Emilia-Romagna, per fronteggiare il nuovo caso di aviaria, ha già emanato un’ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste in questi casi dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Previste, tra le altre misure, le operazioni di abbattimento dei quasi 500 mila esemplari presenti nell’allevamento.
Predisposte le azioni utili a isolare il fenomeno. Prosegue intanto, in ottemperanza alle direttive assunte già la scorsa settimana, il monitoraggio degli allevamenti e la tutela della salute pubblica, sotto lo stretto coordinamento degli assessori regionali alle politiche per la salute, Carlo Lusenti, all’agricoltura, Tiberio Rabboni, e della vicepresidente della Regione Simonetta Saliera. Da parte delle Aziende Usl competenti e dai Servizi veterinari della Regione Emilia-Romagna sono state già predisposte tutte le azioni utili a isolare il fenomeno. Questo sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus che prevedono, tra l’altro, l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza del territorio in cui risiede l’allevamento, il censimento di tutte le aziende e degli animali presenti, prelievi e accertamenti sierologici da parte dei veterinari, controlli straordinari su tutto il territorio regionale.
(Fonte: Regione Emilia-Romagna/IZSVe)
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