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Maltempo in Veneto, nella disattenzione di TV e Governo nazionali, pianura e montagna unite nell’emergenza

cervo in stalla

Foto Coldiretti Veneto

Mentre in pianura si cominciano a contare i danni delle esondazioni avvenute nella giornata di ieri e si scruta con preoccupazione il cielo per le piene dei fiumi e le piogge attese nei prossimi giorni, tra le storie che stanno caratterizzando le difficoltà in Veneto a causa del maltempo c’è anche quella del cervo smarrito tra la neve di Belluno che trova riparo nella stalla dell’allevatore Ghedina Stefano a due passi da Cortina.

Imprenditori agricoli custodi di un territorio sempre più delicato. Da qualche giorno l’animale si è rifugiato tra vacche e polli trovando cibo, cure e attenzioni nell’azienda agricola. Ma non è il solo, altri trenta capi, quotidianamente si rifocillano al fienile aziendale. Un’insolita convivenza tra bestie domestiche e selvatiche dettata dal disagio, ma anche una situazione che fa pensare al valore della presenza delle fattorie a ridosso dei centri abitati e nelle aree marginali in termini di solidarietà e sussidarietà nonostante i problemi di frane e crolli siano costanti. “Agricoltori a presidio di un territorio sempre più fragile – commenta Coldiretti – ma che grazie alle buone prassi e i servizi alla collettività continuano a rimanere una delle poche garanzie di salvaguardia ambientale”. Da circa una settimana, infatti, gli imprenditori di Coldiretti stanno provvedendo con mezzi propri e trattori a sgombrare strade e piazzali degli ospedali oltre che centri di soccorso alpino. Un’attività ritenuta prioritaria quanto l’emergenza di spalare i tre metri di neve sui tetti degli annessi rustici e delle loro abitazioni che fino ad ora han fatto registrare danni ingenti alle piccole cooperative di trasformazione di latte.

Fabio Bristot RufusMontagna, stanca di essere considerata “un parco giochi”. A questo riguardo, fortemente (e giustamente, ndr) critico nei confronti di media e istituzioni l’intervento di Fabio Bristot, responsabile del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico: “Da Pieve e nell’interno fino ad Arabba sono isolati da giovedì scorso. Ormai le risorse scarseggiano, i negozi sono svuotati, le stalle buttano via quintali di latte al giorno. Le previsioni meteo dicono che entro domenica potrebbero cadere altri 80 cm…C’è preoccupazione. E c’è anche rabbia, perché Stato centrale e tv nazionali parlano semmai solo di Cortina, dove i problemi sono praticamente risolti, dove l’Esercito si è scomodato per tirare giù la neve dai tetti, mentre ci sono centinaia e centinaia di persone che da giovedì scorso sono isolate dal resto del mondo, sommerse dalla neve. Spesso in pianura, purtroppo, queste cose non si vedono, non si colgono, non si capiscono. E non si interviene, la politica non interviene. Troppo comodo, usare la montagna come un parco giochi”.

(Fonte: Coldiretti Veneto/Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico)

2 Risposte

  1. Ho una perplessità relativamente a quanto si legge nell’articolo. Sono invece d’accordo col prof. Luigi D’Alpaos quando ricorda che sul tema specifico manca un serio piano regionale per mettere in sicurezza il Veneto da esondazioni e alluvioni. Sono state individuate alcune grandi opere, alcune già realizzate, altre in sonno. Manca poi una collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia in ordine al bacino della Livenza. Ci sono delle indubbie carenze e senza scaricare sempre la colpa ad altri, addirittura alle reti televisive, serve conoscere, studiare, deliberare e operare. Ma questo esige intelligenza, collaborazioni, intese, progetti, finanziamenti, appalti, come dire che chi la responsabilità nel Veneto al posto di fare dichiarazioni, apparire in TV e accusare deve rimboccarsi le maniche e fare. Oggi il cittadino veneto è in allarme, ma passata l’emergenza ci si dimentica e non si pensa che in autunno il problema si ripresenta. Anche alla Coldiretti regionale mi permetto di chiedere quali sono le sue meditate proposte sull’argomento, dopo decenni di trascuratezza da parte di chi – Governo nazionale e regionale .- doveva intervenire.

    • Gentile Giampiero,
      concordiamo sul fatto che apparire sui media nazionali non serve a risolvere i problemi, ma capiamo anche lo sconforto di chi vede citare sui media nazionali “le buche nell’asfalto” a Roma per la pioggia incessante degli ultimi giorni e non le attuali condizioni al limite della sopravvivenza vissute da chi abita nelle montagne venete colpite da una nevicata eccezionale.

      Con l’alluvione del 2010, credo che tutti i Veneti si siano resi conto di quanto fragile sia il territorio in cui vivono, grazie alla complicità e all’inerzia di tutte le forze politiche ma, diciamolo, anche di noi cittadini, che non ci facciamo tanti scrupoli quando dobbiamo chiedere permessi per costruire case e capannoni.

      Le opere pubbliche di risanamento del territorio richiedono piani pluriennali di esecuzione ed ingenti risorse e, per la classe politica, non “fruttano” nel medio-breve termine consenso elettorale ma crediamo che, l’Italia tutta, ed il Veneto in particolare, siano arrivati ad un punto di non ritorno dal punto di vista del dissesto idrogeologico. Dissesto di cui l’attuale classe politica, regionale e nazionale, deve farne una priorità, come abbiamo più volte evidenziato nel nostro sito (e continueremo a farlo), riportando le considerazioni per risolverlo sia delle organizzazioni agricole, fra cui Coldiretti (a cui gireremo il suo commento per una risposta) che dei Consorzi di bonifica.

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