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Salubrità ambiente, monitoraggio possibile su smartphone

inquinamento_luminoso_01Conoscere la quantità di ozono, nero di carbonio o i livelli di inquinamento acustico a cui siamo esposti quotidianamente ora è possibile, grazie alle applicazioni mobili AirProbe e WideNoise, sviluppate nell’ambito del progetto europeo EveryAware, che contribuiranno a migliorare la consapevolezza ambientale attraverso le tecnologie dell’informazione sociale.

EveryAware è un progetto europeo per il monitoraggio ambientale tramite la creazione di una nuova piattaforma tecnologica che unisce tecnologie di rilevamento, applicazioni di rete e strumenti di elaborazione dei dati. Vittorio Loreto, ricercatore della fondazione ISI – Institute for Scientific Interchange – di Torino, ha spiegato che il progetto mira a sensibilizzare i cittadini europei sui loro diritti e a fornirgli strumenti semplici ma precisi per misurare la qualità dell’aria (AirProbe) e i livelli di rumore (WideNoise).

AirProbe funziona assieme a una scatola di sensori a batteria che può essere trasportata facilmente in uno zaino o nel cestino della bicicletta e collegabile al cellulare tramite Bluetooth. Dopo aver aspirato l’aria, la scatola di sensori invia le rilevazioni del livello di sostanze inquinanti ad un server centrale, che trasmette poi le informazioni sulle aree inquinate della città e sulle ore di picco di inquinamento da evitare.

I test. Nell’ambito del progetto i ricercatori hanno testato il sistema a Londra, Anversa, Kassel e Torino grazie a dei volontari. Attualmente, il sistema è utilizzato nelle scuole e nei centri di ricerca nazionali permettendo agli scienziati di utilizzare le informazioni raccolte per analizzare l’inquinamento tendenziale e pubblicare le informazioni su internet ad uso dei cittadini e delle autorità pubbliche. Lo sviluppo di queste nuove tecnologie per gli smartphone dipenderà essenzialmente da quali imprese saranno interessate a produrre la scatola di sensori e da quanto saranno disposti a investire i produttori di smartphone.

L’inquinamento atmosferico è uno dei maggiori killer silenziosi in Europa: si stima che nel 2010 siano morte prematuramente oltre 400 mila persone nell’UE. La cattiva qualità dell’aria aumenta inoltre i costi sanitari, riduce la produttività dell’economia e danneggia i raccolti e gli edifici. Per questo, la normativa UE assicura che siano rispettati gli standard di qualità dell’aria e che gli Stati membri siano tenuti a monitorare gli inquinanti atmosferici e ad assicurare il rispetto dei valori limite.

Fonte: Rappresentanza a Milano della Commissione europea

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