La Sardegna non rimarrà sola di fronte ai disastri causati dalle inondazioni del 18-19 novembre dell’anno scorso. La Commissione europea, infatti, ha proposto lo stanziamento di 16,3 milioni di euro del Fondo di Solidarietà dell’UE per l’Italia ed in particolare per la Sardegna.
Cosa è successo nel 2013 in Sardegna? Nel novembre del 2013 la regione è stata colpita da fortissime piogge che hanno fatto esondare i fiumi provocando inondazioni e frane. Le case private, le imprese e il settore agricolo ne sono stati gravemente danneggiati; inoltre si è registrata una grave interruzione delle vie di comunicazione grandi e piccole e di importanti reti infrastrutturali pubbliche. Le vittime sono state 16, tra cui un disperso, e oltre 1.700 persone sono state sfollate. I tempi di ricostruzione delle infrastrutture pubbliche saranno lunghi: si prevede un periodo di oltre due anni. Il Commissario Hahn, cui compete la supervisione del fondo e ha firmato la proposta, ha affermato: “Questi importi sono mirati e destinati a contribuire ad affrontare l’impatto immediato e diretto delle catastrofi naturali. Inoltre, lo sviluppo complessivo di queste regioni è supportato dai Fondi strutturali e di investimento europei. Concentrando le loro risorse sul sostegno alle imprese, sulla ricerca e sull’innovazione, sulle TIC e su un’economia a basse emissioni di carbonio tali fondi possono aiutare queste regioni a trasformare la catastrofe che le ha colpite nell’opportunità di sviluppare un modello economico sostenibile basato sui loro punti di forza e sulle loro caratteristiche locali.”
Non solo Italia tra i beneficiari del fondo. Lo stanziamento complessivo dal Fondo è di 47milioni di euro. Non sarà, infatti, soltanto l’Italia a beneficiare degli aiuti economici UE. Croazia, Slovenia e Grecia saranno gli altri tre destinatari dello stanziamento a seguito delle catastrofi naturali subite tra il 2013 e il 2014.
Prossime tappe per l’approvazione della proposta. Il sostegno, a titolo del Fondo europeo di solidarietà, deve essere ancora approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Qualora dovesse essere approvato, esso servirà a coprire in parte i costi degli interventi d’emergenza sostenuti in seguito alle catastrofi dalle autorità pubbliche dei quattro Stati membri summenzionati. La sovvenzione contribuirà in particolare a ripristinare le infrastrutture, a rimborsare i costi delle operazioni d’emergenza e di salvataggio e a coprire parte dei costi di ripulitura delle regioni colpite.
Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) è nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all’interno dell’UE. Il Fondo è stato istituito a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l’Europa centrale nell’estate del 2002. Da allora è stato utilizzato ben 56 volte in risposta a diversi tipi di catastrofi, tra cui inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità. Finora sono stati erogati oltre 3.6 miliardi di euro a favore di 23 paesi europei. Il regolamento, revisionato, del Fondo di solidarietà dell’UE è entrato in vigore il 28 giugno e semplifica le regole esistenti in modo da consentire un versamento più rapido degli aiuti. A partire dal 2015, sarà possibile per la prima volta il versamento, ad opera degli Stati membri, di pagamenti anticipati.
Fonte: Rappresentanza Commissione Europea in Italia
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