La Commissione europea ha avviato i lavori per la creazione dell’Unione Europea dell’Energia, tassello fondamentale per il completamento del mercato unico dell’energia.
L’UE importa il 55% dell’energia. La sicurezza energetica è infatti ai primi posti nell’agenda politica della Commissione Juncker, tanto che il piano di investimenti per l’Europa, recentemente adottato, è stato progettato anche al fine di sbloccare i mezzi finanziari da destinare al settore energetico. Si ricorda che l’UE importa il 55% della sua energia; il 90% del suo patrimonio immobiliare non è energeticamente autosufficiente; le infrastrutture energetiche UE stanno invecchiando e il mercato interno dell’energia è lungi dall’essere completo. Occorre dunque realizzare una politica energetica europea più competitiva, sicura e sostenibile. Il progetto è ambizioso. Si punterà su un approccio coerente per creare una maggiore prevedibilità: clima, trasporti, industria, ricerca, politica estera, economia digitale e agricoltura saranno chiamati a fare tutti la loro parte.
Spediti verso Parigi. L’Unione dell’Energia dovrebbe creare le premesse per un nuovo modo di fare politica energetica in Europa. La strategia-quadro dell’Unione Energia Europea, adottata il 25 febbraio, sarà accompagnato dalla “Road to Paris“, una Comunicazione concernente i progressi dell’UE verso l‘obiettivo minimo del 10% di interconnessione elettrica. Nelle linee politiche presentate al Parlamento europeo il 15 luglio scorso, il presidente Juncker aveva sottolineato come l’Europa si affidi eccessivamente alle importazioni di combustibile e gas. In querlla occasione aveva definito la necessità di ridurre questa dipendenza, mantenendo, tuttavia, il mercato dell’energia europeo aperto ai paesi terzi. Obiettivo primario dell’Unione Europea dell’Energia è rendere gli Stati Membri meno dipendenti dalle importazioni di energia, sostenendo in tal modo la lotta al riscaldamento globale.
Fonte: Europe Direct Veneto
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