Il Ministro Martina ha consegnato alle Nazioni Unite la Carta di Milano sottoscritta da un milione di persone che hanno visitato l’EXPO, a testimonianza dell’impegno consapevole di tanti cittadini per il diritto al cibo.
Cancellare la fame entro il 2030 è una sfida impegnativa, ma che non si può perdere. L’Italia, anche grazie all’Esposizione universale, ha dato un contributo importante per lo sviluppo di una global food policy, che nei giorni scorsi si è tradotta nelle decisioni dell’Assemblea generale dell’Onu nell’aggiornamento degli Obiettivi del Millennio. Nel mondo ci sono 795 milioni di persone che soffrono di povertà alimentare e alle quali dobbiamo dare risposte immediate, attraverso politiche più efficaci rispetto al passato. Perciò è necessario costruire modelli di sviluppo nuovi, che siano sostenibili sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Con l’evento di Milano sono stati posti tasselli importanti nel confronto su temi cruciali come la riduzione degli sprechi alimentari, l’aumento della produttività attraverso l’innovazione tecnologica anche per i piccoli produttori, la tutela del reddito degli agricoltori, il sostegno al lavoro femminile e il contrasto al lavoro irregolare.
Verso una generazione “Fame zero”. Nel 2050 la popolazione mondiale conterà 9 miliardi di persone, alle quali va garantito cibo sano, sicuro e sufficiente. “A Milano come a New York – ha detto il Ministro Martina prima del suo intervento di presentazione della Carta di Milano alle Nazioni Unite, nella conferenza su “Food security in the post 2015 agenda: The Milan Charter in the context of the new Global Partnership for Sustainable Development – dobbiamo lavorare con costanza e concretezza per un obiettivo globale: fare di questa la generazione “Fame zero”. Su questa strada l’Italia è pronta a giocare un ruolo guida anche oltre Expo. Siamo pronti a farlo con strumenti operativi, come quelli messi in campo in questi mesi di Expo. Penso al rafforzamento delle politiche di cooperazione internazionale, all’approvazione della legge sull’agricoltura sociale, agli interventi contro il caporalato e alle nuove norme per la salvaguardia della biodiversità, insieme ai due decreti urgenti per l’agroalimentare. L’eredità dell’Esposizione universale è già tangibile, ma abbiamo ancora tanto lavoro da fare”.
Fonte: Europe Direct Veneto
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