L’Europarlamento ha approvato i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui il particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030.
Inquinamento atmosferico, prima causa di morte in Europa. In queste settimane il problema della qualità dell’aria è balzato agli “onori” della cronaca. La notizia, purtroppo, ormai da alcuni anni si ripete sistematicamente in questo periodo, al punto da non fare più notizia. Va ricordato, però, che l’inquinamento atmosferico é la prima causa ambientale di morte nell’Unione Europea. Il voto dell’Europarlamento rappresenta dunque un importante passo nella giusta direzione. In pratica, la nuova normativa (approvata con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni) stabilisce gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri). Tali proposte potrebbero ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030.
Le principali fonti di inquinamento. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, oggi gli inquinanti provengono da varie fonti quali: il particolato (PM), principalmente dal riscaldamento, dall’industria e dai trasporti; il NOx, principalmente dai trasporti; il SOx, per lo più dalla produzione di energia e dai trasporti non stradali; la quasi totalità delle emissioni di NH3 dall’agricoltura; le emissioni di CO dal riscaldamento e dai trasporti; la maggior parte delle emissioni di metano (CH4) dall’agricoltura, dai rifiuti e dall’energia.
Metano escluso dal campo di applicazione? Gli Stati Membri hanno insistito sull’esclusione del metano dal campo di applicazione della direttiva, tanto che la Commissione europea ha confermato che potrebbe riesaminare questo punto.
Fonte: Europe Direct Veneto
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