• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Contraffazione agroalimentare: la Regione Veneto finanzia un progetto per la tutela dei prodotti tipici, allo studio provvedimenti cautelari di ritiro dalla vendita

Contraffazione alimentare, i pacchi di pasta polacchi che ricordano nell’imballo la pasta Zara

Con 87.500 euro complessivi per tre anni, la Giunta regionale del Veneto ha finanziato un progetto sperimentale per la tutela dei prodotti agroalimentari veneti dalla concorrenza sleale della contraffazione, affidandone la realizzazione all’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare, fondazione nazionale istituita nel 2014 da Coldiretti per contrastare agromafie e contraffazioni e tutelare la filiera italiana agroalimentare.

Come si svilupperà il progetto. Gli esperti dell’Osservatorio, coordinati da Marcello Maria Francanzani, docente dell’Università di Udine, studieranno i flussi della contraffazione nel settore agroalimentare e testeranno uno strumento giuridico di intervento che consenta alle autorità giudiziarie italiane e dei Paesi europei di assumere provvedimenti cautelari nei confronti della merce contraffatta in distribuzione. “La prima difficoltà sta nel mappare il fenomeno della contraffazione creando un data-base delle sofisticazioni e delle concorrenze sleali che tuteli non solo i grandi produttori ma anche i piccoli produttori locali. La seconda è quella di far intervenire, tramite i gruppi antifrode, la Guardia di Finanza, i Carabinieri o la Polizia di Stato, nel ritiro dei prodotti contraffatti, con azioni giudiziarie che sventino la catena dei falsi. Per fare tutto questo bisogna prima di tutto creare uno schema di azioni a ventaglio e mettere a punto strumenti giuridici, che siano riconosciuti anche all’estero dalle magistrature straniere. Da qui l’idea di costruire un modello di intervento che salvaguardi e promuova il “made in Veneto” sia tra i produttori che tra i consumatori, con la capacità di agire direttamente fino agli scaffali di vendita, sia della grande che della piccola distribuzione, tutelando la filiera dei prodotti di sicura e certificata provenienza dal cosiddetto “italian sounding”, spiega l’assessore regionale all’agricoltura Pan..

La cartina di tornasole per verificare l’efficacia dell’iniziativa di tutela del “made in” verrà dalle azioni in giudizio che si riusciranno a proporre, davanti alle corti nazionali e straniere, per ottenere provvedimenti in difesa dei prodotti tipici veneti minacciati da concorrenza sleale o contraffazione fraudolenta.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.