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La gestione dei rischi al centro del prossimo incontro del Consiglio dei Ministri agricoli europei

Dopo la pausa estiva riprendono i lavori del Consiglio dei Ministri agricoli europei. Dal 3 al 5 settembre a Tallinn, capitale dell’Estonia, che in questo semestre presiede l’UE, si svolgerà una riunione informale incentrata sul tema della gestione dei rischi post-2020 e sull’individuazione degli strumenti più efficaci da mettere a disposizione degli agricoltori europei.

Le difficoltà incontrate dagli agricoltori. L’argomento che i Ministri agricoli europei affronteranno a Tallinn, pur riguardando la PAC del post 2020, è già di grande attualità e molto sentito dagli imprenditori agricoli europei. Ormai da diversi anni, infatti, il comparto sta affrontando crescenti rischi di mercato e di produzione dovuti sia ad una maggiore volatilità dei prezzi sui mercati globali che ad una sempre più marcata incidenza dei cambiamenti climatici sulle produzioni. Tutto ciò va ad influire negativamente sui redditi e sulla competitività degli agricoltori, rendendo difficile la programmazione a lungo termine in azienda e ostacolando gli incentivi agli investimenti.

Ripresa fragile. Il settore agricolo europeo sta dunque subendo una forte tensione e, nonostante si sia assistito di recente a qualche sviluppo positivo in alcuni comparti, la ripresa resta fragile. Le diverse misure eccezionali adottate in questi ultimi tre anni si sono rivelate di grande aiuto, ma allo stesso tempo sono emerse con forza le carenze dell’attuale PAC. Per rendere il comparto meno vulnerabile, gli agricoltori europei necessitano dunque di strumenti più efficaci di gestione del rischio.

Gestione dei rischi: tante domande per un’unica strategia. Sul tavolo del Consiglio informale di Tallinn sarà posta una serie di questioni che saranno approfondite e discusse, vediamole in sintesi. Uno dei principali messaggi della riforma della PAC del 2003 era: “libertà di fare agricoltura”. Gli agricoltori europei hanno riconosciuto la loro responsabilità nella gestione dei rischi? La PAC ha fornito loro strumenti efficaci per farlo? L’ammontare della riserva di crisi dovrebbe essere aumentato? Per avere un reale impatto nell’affrontare le crisi di mercato, tale importo dovrebbe essere accumulato nel corso degli anni? Dovrebbe essere accumulato a livello di Unione Europea o di Stato Membro? I pagamenti diretti possono essere considerati uno strumento di gestione dei rischi? Un’ulteriore armonizzazione dei livelli di sostegno può aiutare i pagamenti diretti ad agire come una copertura a rischio reale? Qualora una parte dei pagamenti diretti venisse indirizzata al fondo di gestione del rischio, dovrebbe questa essere volontaria oppure obbligatoria per gli agricoltori?

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

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