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Influenza aviaria in Veneto, dal tavolo di crisi proposte per indennizzi e investimenti in biosicurezza. L’epidemia avvenuta tra il 2016/17 la più grave mai registrata in Europa: da giugno 2017, partito un progetto internazionale di ricerca a cui partecipa l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Revisione della normativa igienico-sanitaria, indennizzi anche indiretti per i periodi di “fermo” obbligatorio, aiuti per investire negli allevamenti e sostenere delocalizzazioni e misure di biosicurezza, nuove regole urbanistiche per gli stabilimenti della filiera avicola: sono le proposte formulate dai rappresentanti delle imprese e delle categorie economiche del settore avicolo in merito all’emergenza aviaria, al tavolo di crisi convocato nei giorni scorsi dagli assessori regionali all’Agricoltura e alla Sanità.

Azione di pressing su Governo. “La Regione Veneto, con l’aiuto dei rappresentanti delle associazioni professionali di settore, metterà ora a punto un pacchetto di richieste che condividerò martedì prossimo 12 settembre a Milano, con i colleghi della Regioni Lombardia ed Emilia Romagna e della provincia autonoma di Trento. L’obiettivo è coordinare le richieste delle maggiori regioni produttrici per fare pressing sul governo al fine di ottenere adeguate misure in favore dell’industria avicola. Il Veneto è leader in Italia nella produzione di polli e tacchini e quindici anni di focolai di influenza aviaria rischiano di mettere in crisi il potenziale produttivo e occupazionale dell’intera filiera”, spiega in una nota il titolare del referato per l’Agricoltura e il settore primario.

La situazione. Nel corso del 2017 la Regione Veneto è stata interessata da 16 focolai e 18 abbattimenti preventivi, che hanno comportato l’eliminazione di oltre 254 mila capi (per l’85% tacchini) in particolar modo nella Bassa Veronese (che produce il 70% della carne di tacchino e il 50% della carne di pollo), nella Bassa Padovana, nel Polesine, e nel Veneziano. Per i danni diretti (indennizzo degli animali e spese operative/connesse) sono stati sinora corrisposti 2.638.145,11 euro; sono in arrivoulteriori indennizzi per un milione e 300 mila euro.

Aiuti a chi innova. “L’istituzione regionale è pronta a fare la propria parte – ha detto l’assessore all’Agricoltura – e siamo già al lavoro per individuare una specifica misura nel Programma di sviluppo rurale che renda disponibili fondi comunitari per le imprese avicole che investano in biosicurezza e in nuove tecniche di allevamento. Il budget ipotizzabile per questo tipo di misura ammonta a 5 milioni di euro”. Quanto al sistema sanitario regionale (al quale fanno capo la sicurezza alimentare e veterinaria), l’assessore di comparto ha assicurato la massima disponibilità a recepire le richieste di adeguamento normativo formulate da associazioni e categorie, già a partire dalla prossima legge di semplificazione attualmente al vaglio del Consiglio regionale.

Riguardo la lotta all’influenza aviaria, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie informa che lo scorso 1 giugno è partito il progetto di ricerca internazionale DELTA-FLU, che ha l’obiettivo di chiarire “le dinamiche dell’influenza aviaria in un mondo che cambia”. Il progetto, finanziato per 5 anni dall’Unione Europea, sarà realizzato da un consorzio internazionale di 10 istituti di ricerca, tra i quali, per l’Italia, l’IZSVe. A coordinare il progetto sarà l’Istituto Friederich-Loeffler (FLI, Germania), mentre il co-coordinatore sarà l’ERASMUS University Medical Center (EMC, Rotterdam). Gli altri partner del progetto sono: Secretary of state for environment, food and rural affairs (DEFRA-APHA, Regno Unito), Universität Gent (UGENT, Belgio), Roslin Institute, University of Edinburgh (UEDIN, Scozia), Linnaeus University (LNU, Svezia), University of Hong Kong (UHK, Hong Kong), Southeast Poultry Research Laboratory, (SEPRL, Stati Uniti), Canadian Food Inspection Agency (CFIA, Canada).

La ricerca. I virus che causano l’influenza aviaria subiscono in modo naturale cambiamenti rapidi e costanti, determinando in tutto il mondo epidemie devastanti negli uccelli selvatici e nel pollame domestico. L’ultima epidemia, causata dal virus H5N8, avvenuta tra il 2016/17, è stata la più grave mai registrata in Europa. I partner del progetto DELTA-FLU condurranno delle ricerche sui meccanismi di questi patogeni nel pollame ed in altri ospiti, nonché su fattori correlati agli ospiti e all’ambiente che sono cruciali per la loro replicazione e diffusione. Una miglior comprensione di questi aspetti è essenziale per la progettazione di strategie efficaci per la diagnostica, la prevenzione e il controllo della malattia. Verranno effettuate delle sperimentazioni con polli, anatre, topi e furetti, che forniranno indicazioni sulla patogenicità della malattia in diverse specie animali ospite. Saranno condotte indagini sulla stabilità dei virus nell’ambiente e sulla loro attività tramite le proteine codificate dall’ospite (enzimi), nonché sulla reazione immunitaria del rispettivo ospite e le capacità di resistenza del virus. Inoltre il consorzio DELTA-FLU condurrà studi su altri temi chiave della ricerca sull’influenza aviaria, come: i meccanismi con i quali i virus dell’influenza aviaria del pollame si mantengono nella popolazione di uccelli selvatici, e possono quindi diffondersi nelle lunghe distanze; i fattori rilevanti per l’introduzione dei virus dell’influenza aviaria nelle aziende di pollame domestico; il ruolo svolto dai suini in una possibile trasmissione dei virus all’uomo.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Istituto Zooprofilattico delle Venezie

 

 

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