I falò di inizio anno sono una tradizione popolare largamente diffusa nel Nordest. In Friuli sono detti pignarûl (plurale pignarûi), in Venezia Giulia seima, in Veneto panevìn o panaìn (da pan e vin “pane e vino”, il povero cibo che si consumava durante l’evento), pìroła-pàroła, vècia (“vecchia”: le pire possono assumere la forma di un fantoccio), foghèra o casèra.
Le origini. Sembra che questa usanza risalga ai Celti, che accendevano dei fuochi per ingraziarsi il fato e bruciare simbolicamente l’anno passato insieme a tutte le negatività. Ancor oggi, il rito simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio per accogliere l’anno nuovo. L’evento viene solitamente accompagnato dalla degustazione di vin brulè e di pinza, focaccia tipica di questa festa.
I pronostici. Una delle principali tradizioni legate al Panevin è quella di osservare in che direzione va il fumo; in base a questa, i contadini predicevano se il raccolto dell’annata sarebbe stato buono o cattivo. A questo riguardo, un detto popolare recita: “falive a matina, tol su el saco e va a farina” (cioè se la direzione presa dal fumo e dalle faville è il nord o l’est, prendi il sacco e vai ad elemosinare); “se le falive le va a sera, de polenta pien caliera” (se la direzione è ovest o sud, il raccolto sarà buono, quindi la pentola sarà piena di polenta); “se le falive le va a garbin tol su el caro e va al mulin” (se la direzione è del libeccio per l’abbondanza devi andare a prendere la farina con il carro).
I falò in Veneto. Questi i principali appuntamenti in Veneto: Padova (5 gennaio); Marca trevigiana, nel Veneziano 5 6 gennaio; Verona (6 gennaio); nel Vicentino; nel Rodigino.
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