Le imprese agricole iscritte nel Registro delle Imprese rappresentano, per fatturato, diversificazione organizzativa (svolgimento anche di attività connesse, come vendita diretta, agriturismo, ecc.) e, soprattutto, relazione con il mercato, la dimensione realmente imprenditoriale dell’agricoltura. Le aziende agricole rilevate dall’Istat sono, infatti, più delle imprese agricole iscritte al Registro delle Imprese, perché l’Istat prende in considerazione anche quelle che producono prevalentemente per l’autoconsumo.
Il quadro generale. Diversamente dagli altri settori economici, per l’agricoltura l’evoluzione del numero delle imprese attive nel settore risente: del fattore limitante costituito dal suolo coltivato (SAU – Superficie Agricola Utilizzata), che tende comunque a diminuire (-5,7% nel 2013 rispetto al 2000) in conseguenza della cessata coltivazione dei terreni più “difficili” e della crescente urbanizzazione; della tendenza positiva per cui le aziende agricole diminuiscono (-38,5% nel 2013 rispetto al 2000) più del numero delle imprese agricole (-25,9% nel 2013 rispetto al 2000), per la prevalente cessazione delle piccole che producono soprattutto per l’autoconsumo, mentre aumenta (+53,4% nel 2013 rispetto al 2000) la superficie media per azienda. Pur in mancanza di dati aggiornati (gli ultimi resi disponibili dall’Istat per le aziende agricole si riferiscono al 2013) è evidente che il rapporto “imprese/aziende” agricole tende, in periodo recente, a crescere (+20,8% nel 2013 rispetto al 2000), ma sempre più lentamente: nel triennio 2010-2013, aumenta solo di 0,4 punti percentuali quando fra il 2000 e il 2010 la variazione era di 8,8 punti percentuali. Nel 2017, le imprese agricole attive (non cessate, sospese, liquidate, fallite, ecc.) iscritte al Registro delle Imprese diminuiscono, rispetto all’anno precedente, dello 0,35%. Si conferma dunque il rallentamento della riduzione in corso da diversi anni (-12,4% fra il 2010 e il 2017), per il terzo anno consecutivo inferiore all’1% e da due anni intorno allo 0,35% (media annuale del triennio 2015-2017, -0,56%).
Luci e ombre. Per un paese come l’Italia, ancora caratterizzato dalla larga prevalenza di aziende agricole di modesta estensione, la riduzione del numero delle imprese agricole iscritte al Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio costituisce un fenomeno fisiologico prevalentemente positivo, in quanto collegato con l’incremento della superficie media aziendale e quindi con un processo di concentrazione produttiva, e tuttavia determinato anche dalla riduzione della superficie coltivata: nel 2013 (ultimo dato certo reso disponibile dall’Istat) la dimensione media della generalità delle aziende agricole (non solo, dunque, di quelle iscritte nel Registro) era di 8,45 ettari rispetto ai 5,51 ettari del 2000. Peraltro, negli ultimi tre anni, la riduzione del numero delle imprese agricole iscritte al Registro delle Imprese ha segnato un forte rallentamento: era mediamente di -2,9% l’anno fra il 2010 e il 2014; è stata di -0,56% l’anno nel triennio 2015-2017.
Le imprese agricole condotte da donne tendono a diminuire più della generalità delle imprese agricole: costituivano il 29,3% nel 2010, nel 2017 sono scese al 28,5%. Dopo la costante diminuzione registrata fra il 2010 e il 2015, sono invece tornate a crescere, nel biennio 2016-2017, le imprese agricole a conduzione giovanile (età del titolare/amministratore inferiore ai 35 anni) ristabilendo nel 2017 la percentuale del 2011 (7,3%) dopo il minimo di 6,53% toccato nel 2015. Questa inversione di tendenza è molto probabilmente effetto delle recenti politiche di sostegno al ricambio generazionale.
Nel 2017, le Regioni col maggior numero di imprese agricole registrate sono, nell’ordine, Sicilia (79.371), Puglia (78.389) e Veneto (67.276). Prevalgono, per imprese agricole a conduzione femminile, Sicilia (24.839 nel 2017), Puglia (23.951) e Campania (22.372). Per quanto riguarda la conduzione giovanile di imprese agricole, le regioni con il maggior numero di imprese condotte da “under 35” sono: Sicilia (6.621), Puglia (5.367) e Campania (5.240). Tutti i risultati dell’indagine a questo link.
Fonte: Centro Studi Confagricoltura
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