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Irrigazione agricole, nuove misure Ue per il riutilizzo dell’acqua

L’Europarlamento ha approvato una serie di proposte legislative che puntano a ridurre la forte pressione a cui sono sottoposte le risorse idriche nell’UE. I cambiamenti climatici, le condizioni meteorologiche imprevedibili e la siccità contribuiscono, infatti, all’esaurimento delle riserve d’acqua necessarie per lo sviluppo urbano e l’agricoltura. Garantire un ampio riutilizzo delle acque reflue trattate potrebbe, come accennato, limitare l’estrazione dai corpi idrici e dalle acque sotterranee.

Il quadro della situazione. A causa della siccità del 2017 il settore agricolo italiano ha subito perdite per 2 miliardi di euro. Con l’obiettivo di rafforzare sempre più l’economia circolare, il Parlamento europeo ha approvato una serie di proposte legislative finalizzate a contrastare la riduzione della disponibilità d’acqua attraverso il riutilizzo delle acque reflue per l’irrigazione agricola. La nuova legge definisce gli standard minimi di qualità da rispettare per il riutilizzo dell’acqua destinata all’irrigazione agricola e stabilisce gli obblighi per gli operatori della produzione, della distribuzione e dello stoccaggio, nonché le misure di gestione del rischio.

In pratica, l’acqua recuperata (ovvero le acque reflue urbane trattate in un impianto di bonifica) sarà utilizzata per irrigare colture alimentari e non alimentari. La Commissione dovrà valutare entro cinque anni se l’acqua recuperata possa essere utilizzata anche in altri modi come, per esempio, per scopi ricreativi e ambientali, a condizione che la salute umana, gli animali e l’ambiente siano completamente protetti. Nel corso del dibattito, è stato evidenziato che potenzialmente potrebbero essere riutilizzati ben 6,6 miliardi di metri cubi di acqua all’anno entro il 2025, rispetto agli attuali 1,1 miliardi di metri cubi. Ciò richiederebbe un investimento inferiore ai 700 milioni di euro, consentendo di riutilizzare più della metà dell’attuale volume di acqua proveniente dagli impianti di trattamento delle acque reflue dell’UE teoricamente disponibili per l’irrigazione, evitando più del 5% di estrazione diretta dai corpi idrici e dalle acque sotterranee.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

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