
un momento del corteo in occasione della giornata della memoria per le vittime della mafia organizzata a Padova da Libera (foto Coldiretti Padova)
Decine di migliaia di mele coltivate nel Padovano per dire no ad ogni forma di sfruttamento, corruzione e contraffazione, in agricoltura come nel resto del mondo del lavoro. A donarle, oggi, giovedì 21 marzo, a tutti coloro che hanno partecipato alla marcia avvenuta in occasione della “Giornata della memoria per le vittime della mafia” organizzata a Padova dall’associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti, sono stati gli agricoltori di Coldiretti Padova.

foto Coldiretti Padova
Un mondo agricolo a favore della legalità. Una delegazione guidata da giovani e donne imprenditrici hanno partecipato alla marcia e, all’arrivo in Prato della Valle, hanno distribuito le mele, fresche, di stagione e del territorio, raccolte nei frutteti della Bassa Padovana tramite la Cofruca, la Cooperativa Frutta di Castelbaldo. Un piccolo segno per confermare la solidarietà e la vicinanza del mondo agricolo alle iniziative di Libera a favore della legalità e del contrasto contro ogni forma di criminalità. Ribattezzate come le “mele della legalità” sono il simbolo della giornata – commenta Coldiretti Padova- si tratta di uno dei prodotti più diffusi sul territorio, ogni famiglia in giardino può averne una pianta. Dietro ad ogni frutto c’è il lavoro di tanti agricoltori per proporre un prodotto sano, genuino, dall’origine certa, che fa bene alla salute e anche al territorio. Un impegno che però troppo spesso viene “ricompensato” con pochi centesimi al chilo, costringendo le aziende a lavorare anche in perdita.
La garanzia di un prezzo equo a chi vive e lavora in campagna è anche una battaglia per la trasparenza, perché dare un futuro alle imprese agricole significa togliere anche il più piccolo spazio alle infiltrazioni della criminalità, che come abbiamo visto fa leva proprio sulle difficoltà economiche degli imprenditori per sfruttare il lavoro altrui e lucrare su sporchi affari. L’impegno di Coldiretti sul fronte del contrasto alla criminalità parte da lontano e si concretizza nell’Osservatorio delle Agromafie, presieduto dall’ex procuratore Giancarlo Caselli, a Padova sul palco di Libera al termine della marcia. In Italia – conclude Coldiretti – si calcolano 120 miliardi l’anno di evasione fiscale, 60 miliardi sono il costo della corruzione, il volume d’affari dell’economia mafiosa è stimato, per difetto, in 150 miliardi, facendo la somma quante cose si potrebbero fare con 330 miliardi di euro all’anno per migliorare la qualità della vita dei cittadini e la correttezza di un mercato che premi la serietà delle fattorie oneste”.
Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova
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