
Fabiano Barbisan, presidente AOP Italia Zootecnica
In merito all’accordo USA-UE sull’importazione di carne, per una corretta informazione dei nostri lettori pubblichiamo la relativa comunicazione del Consiglio Europeo ripresa da Veneto Agricoltura Europa ed il comunicato stampa a commento della questione di AOP (Associazione Organizzazioni Produttori) Italia Zootecnica reso noto dal collega socio Argav Giuliano Marchesin, direttore Unicarve.
Comunicazione UE. Il Consiglio ha dato via libera alla firma di un accordo fra l’UE e gli Stati Uniti per l’assegnazione agli USA di una quota del contingente tariffario per le carni bovine di alta qualità di cui al cosiddetto protocollo d’intesa concernente l’importazione di carni bovine provenienti da animali non trattati con alcuni ormoni di crescita e i dazi maggiorati applicati dagli Stati Uniti a determinati prodotti dell’UE, concluso nel 2009 e rivisto nel 2014. Ricordiamo che nel 2009 il protocollo d’intesa offriva una soluzione provvisoria a una disputa di lunga data in seno all’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) in merito all’importazione di carni bovine USA provenienti da animali trattati con alcuni ormoni di crescita. In base all’accordo, l’UE ha aperto a fornitori qualificati un contingente di carni bovine, provenienti da animali non trattati con ormoni, pari a 45.000 tonnellate. Le norme dell’OMC prevedevano che il contingente dovesse essere messo a disposizione anche di fornitori non statunitensi. Grazie al nuovo accordo, il contingente esistente resterà invariato, ma del contingente tariffario totale di 45.000 tonnellate, 35.000 tonnellate saranno riservate agli Stati Uniti e introdotte gradualmente su un periodo di sette anni. Il contingente tariffario continuerà a coprire soltanto prodotti conformi alle rigorose norme dell’UE in materia di sicurezza degli alimenti e di sanità. Si tratta di una tappa essenziale per risolvere la lunga disputa data fra l’UE e gli Stati Uniti riguardo alle misure imposte nel 1989 dall’UE sulle esportazioni statunitensi di carni contenenti ormoni di crescita artificiali delle carni bovine e sottolinea anche l’impegno dell’Unione nei confronti di un’agenda commerciale transatlantica positiva.
Comunicazione AOP Italia Zootecnica. “L’Unione europea e gli Stati Uniti, rappresentati rispettivamente da Stavros Lambrinidis, ambasciatore dell’UE presso gli Stati Uniti e Jani Raappana, vice capo missione, per la presidenza finlandese del Consiglio dell’UE e Robert Lighthizer, rappresentante commerciale degli Stati Uniti, hanno firmato il 2 agosto scorso a Washington DC un accordo che rivede il funzionamento di una quota esistente per importare carni bovine senza ormoni nell’UE. Questo è un altro risultato della cooperazione promossa dalla Dichiarazione congiunta rilasciata dai presidenti Juncker e Trump nel luglio 2018 che istituisce un programma bilaterale positivo per il commercio UE-USA. L’accordo stabilisce che 35.000 tonnellate di questa quota saranno ora assegnate agli Stati Uniti, suddivise per un periodo di 7 anni, con la restante quota rimanente disponibile per tutti gli altri esportatori. Il primo ad esultare per l’accordo è stato Donald Trump, convinto che la carne di “manzo americano sia la migliore del mondo”. Peccato che il sistema di allevamento dei bovini da carne in America non sia dei migliori per benessere animale e sicurezza alimentare.“Animali ammassati in enormi Feedlot (allevamenti intensivi), uso consentito degli estrogeni ed integratori a manetta”, strano non aver letto commenti di animalisti e vegani – ha detto Fabiano Barbisan, presidente dell’AOP Italia Zootecnica –; in Europa gli estrogeni sono perseguibili penalmente se utilizzati dagli allevatori, mentre in America è prassi normale usarli. Come faremo a distinguere la carne da loro importata, se senza o con estrogeni? In base alle carte che l’accompagnano? In base a controlli fatti dalle autorità sanitarie europee “a sorpresa”? Tutte domande alle quali la Commissione europea dovrebbe rispondere, afferma Barbisan. Purtroppo la voglia di barattare la zootecnica e la sicurezza alimentare europea con automobili da esportare in Usa è stata più forte e ha dato un’altra spallata al settore dei bovini da carne già in profonda crisi economica“.
Continua la nota: “Il dramma è che il 28 gennaio 2014, grazie ad una Decisione del Consiglio europeo, è stata offerta la possibilità agli USA di prepararsi ad esportare carne verso l’Europa, con caratteristiche di “alta qualità”, che fanno sorridere, per non usare altri termini. Citiamo il testo dell’accordo, dove per “alta qualità” s’intende: “Tagli di carne bovina ottenuti da carcasse di giovenche e manzi di età inferiore a 30 mesi alimentati esclusivamente, almeno nei 100 giorni precedenti la macellazione, con razioni alimentari costituite per almeno il 62% da concentrati e/o coprodotti ricavali da cereali da foraggio, per quanto attiene alla componente di materia secca della razione alimentare. con un contenuto di energia metabolizzabile (ME) superiore a 12,26 Megajoule (MJ) per Kg. di materia secca. Alle giovenche e ai manzi alimentati come sopra descritto è somministrata giornalmente una quantità di materia secca non inferiore all’1,4% del loro peso vivo. I tagli vengono etichettati in conformità dell’Art. 13 del Regolamento (CE) n. 1760/2000. La dicitura “carni bovine di alla qualità” può essere aggiunta alle informazioni che figurano sull’etichetta”. E il rispetto del benessere animale? E l’uso del farmaco? La cosa più grave è che è stato consentito agli USA di utilizzare la definizione “Alta Qualità” mentre noi in Italia non possiamo scrivere in etichetta per l’IGP della Chianina, la Marchigiana, la Romagnola, la Piemontese e le produzione del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia, “Carne di Alta Qualità”?
Conclude la nota: “L’Europa non riesce a difendere nemmeno la salute dei suoi 500 milioni di consumatori. Noi – conclude Barbisan – adesso abbiamo bisogno di accelerare il percorso del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia, etichettare la nostra carne con il marchio Consorzio Sigillo Italiano, per informare i consumatori affinché decidano serenamente e consapevolmente cosa acquistare: l’entusiasmo di Trump o la carne dei nostri allevatori italiani? Spero che il Ministro Centinaio ci dia una mano, che aspettiamo dal 21 novembre scorso. Nel frattempo attendiamo i commenti di alimentaristi zootecnici, visto che “l’alta qualità USA” è assoluta normalità per noi in Italia.
Nelle foto pubblicate, la carne certificata con il marchio Consorzio Sigillo Italiano nel punto vendita di Campagna Amica a Treviso, gestito dalla Famiglia Bernardi-Cavasin
Filed under: Agroalimentare Italia | Tagged: accordo carne UE-USA |
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