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Emergenza nuovo coronavirus, via libera alla vendita di piante e fiori

“E’ consentita la vendita al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili”. E’ grande la soddisfazione delle organizzazioni agricole sindacali per il chiarimento arrivato dal Governo in merito alle loro richieste per il settore florovivaistico.

Si guarda ad aprile con fiducia, ma restano ancora dei dubbi. In Veneto questo settore conta 1.500 aziende che impiegano qualche decina di migliaia di addetti, con un fatturato pari a 500 milioni – sottolinea Claudio Padovani, presidente dei florovivaisti di Confagricoltura Veneto – In marzo abbiamo perso gran parte del fatturato annuale, a causa dello stop delle vendite in una stagione cruciale, buttando milioni di piante e piantine al macero. La speranza è che ora, ricominciando a vendere ai garden e alla grande distribuzione, si possa recuperare un po’ in aprile, che insieme a marzo costituisce l’80 per cento del nostro fatturato annuo. Tuttavia, ci sono molti dubbi che derivano dalle disposizioni del decreto, in base al quale ci si può spostare da Comune a Comune solo per motivi di necessità, salute e lavoro. Si potrà fare per acquistare fiori o piante? E se sì, la gente si muoverà? Abbiamo inoltre un altro problema di non poco conto, che è quello di tutelare i dipendenti. La situazione è complicata e temiamo che ci saranno ripercussioni molto pesanti per tutte le nostre aziende. Sarà fondamentale, perciò, continuare la nostra azione sindacale per la tutela del comparto sia con la messa in atto di misure specifiche, come gli indennizzi per chi ha subito o subisce il blocco dell’attività, sia per consentire alle aziende di mantenere una sufficiente liquidità per proseguire l’attività”.

#balconifioriti”. “L’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, Peraltro – continua il testo – tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore”, sottolinea Ettore Prandini, presidente Coldiretti. “Lanciamo ora un appello alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti affinchè promuovano la vendita di fiori e piante Made in Italy” e invitiamo tutti gli italiani a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi come segno benaugurante della primavera che segna il momento del risveglio con la mobilitazione #balconifioriti”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto

 

 

 

 

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